Eurovision 2017, quarta giornata di prove: brilla la Bielorussia, meno la Bulgaria


Report Live da Kiev | Quarto giorno di prove all’International Exhibition Centre di Kiev, riconvertito per l’Eurovision Song Contest 2017 in una grande arena televisiva.

Sul palco provano oggi i cantanti che rivedremo nella seconda metà della seconda semifinale del festival europeo: l’Italia non avrà diritto di voto, ma potrà comunque seguirli sempre su Rai4 con commento di Diego Passoni e Andrea Delogu. Di seguito, le nostre schede sulle esibizioni di oggi e le reazioni della sala stampa eurovisiva.

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La giornata è incominciata con San Marino: il duo formato da Valentina Monetta e Jimmie Wilson ha in programma un vero e proprio tuffo nella febbre dal sabato sera. La voglia di ballare ha contagiato la sala stampa, che ha risposto con critiche positive al ritorno eurovisivo della sammarinese più famosa al mondo.

Qualche scelta stilistica forse da correggere (il cappellino nero e la borsetta di Valentina non sembrano così indicati per la performance), ma il risultato finale è tanto semplice quanto diretto, specie considerando che l’esibizione giungerà subito dopo la lenta ballad irlandese. L’europop targato Siegel è tagliato su misura per le corde dei due performer, che dimostrano grande intesa sul palco nell’atmosfera da discoteca ricreata sul ledwall.

Jacques Houdek porta sul palco il tema dell’amicizia e dell’amore tra le persone: la sua “My Friend“, a tratti stucchevole, sarà sicuramente ricordata dai telespettatori. Dopo una partenza in una atmosfera più scura, luci e sfondo proseguono in un crescendo evocativo di immagini e colori, per terminare su un campo di girasoli e un grande arcobaleno, riproposto anche sugli elementi proiettati attorno al palco.

Diverse immagini del volto del cantante vengono mostrate sullo sfondo nel corso della performance. Interessante la scelta del croato di voltarsi ogni volta che cambia la voce, ritmo tuttavia non correttamente sostenuto dalle inquadrature. Con lui sul palco due musicisti e tre coristi che offrono, nel complesso, una performance vocale senza errori.

Si cambia genere con la performance di JOWST feat. Aleksander Walmann. I due presentano un pezzo dal sound decisamente contemporaneo, con una esibizione identica a quella vista al Grand Melodi Grand Prix norvegese.

Qualche incertezza sull’allestimento scenico e le inquadrature, su cui ci sono parecchi dettagli da sistemare, ma nel complesso “Grab The Moment” rimane una proposta interessante. Le tonalità prevalenti sono il viola, il bianco e il nero, ripresi nei colori dei fari e nello schermo sullo sfondo; rimane la maschera colorata di JOWST e compaiono due controfigure che fingono di suonare tastiere per DJ. E l’EBU pare aver concesso alla Norvegia l’utilizzo delle voci pre-registrate (limitatamente a quelle generate da vocoder).

Invece di optare per una atmosfera più cupa, tipica delle ballad, i Timebelle hanno scelto colori vivaci e sgargianti, offrendo una scenografia dal sapore ellenico. La loro “Apollo” è completamente rinnovata rispetto alla performance della selezione svizzera, e la sala stampa è piacevolmente colpita da questo staging.

I colori predominanti sono blu, rosa e bianco, con un giallo canarino per l’outfit della cantante Miruna e rosa-barbie per i musicisti sul palco. Buona parte della performance vede la frontwoman cantare in cima a una scala, che viene scesa per concludere il pezzo in posizione frontale. Una messinscena convincente per una canzone media, che potrebbe garantire ai Timebelle il passaggio in finale.

La Bielorussia prende letteralmente il volo con i NAVIBAND, che con “Story of My Life” conducono lo spettatore in un viaggio notturno tra nuvole e grattacieli. I due si esibiscono su una piattaforma che ricorda una sorta di navicella volante e lo sfondo crea movimenti curvilinei tra elementi architettonici impreziositi dal tipico fregio posto sulla bandiera bielorussa.

Nonostante la messinscena sia piuttosto curata, e non venga disdegnato l’uso di effetti speciali come getti di fumo e fuochi d’artificio, la concentrazione rimane attorno alla performance vocale del duo, sempre perfetta, frizzante e spensierata. Anche per il coraggio nella scelta della lingua nazionale, la Bielorussia merita sicuramente il passaggio in finale.

Nonostante le abilità canore ineccepibili, il giovane e attesissimo Kristian Kostov non ha particolarmente impressionato la sala stampa. La performance è maggiormente incentrata sulle tonalità del bianco, del nero e del grigio: forme squadrate, luci soffuse, illusioni tridimensionali, solide linee continue e una finta pioggia sul finale della canzone sostengono il pathos crescente della esibizione.

Oltre all’impiego degli schermi dell’ormai già visto chandelier sovrastante il palco, la Bulgaria ha preso in prestito gli stessi elementi grafici a video che abbiamo apprezzato lo scorso anno nella performance di Francesca Michielin, con i quali Kostov, però, cerca di interagire. Molti, tuttavia, non credono che questa performance possa condurre la Bulgaria alla vittoria: l’interprete, solo sul palco, non convince pienamente. Forse, c’è ancora molto lavoro da fare per unire tutti gli elementi di un insieme molto complesso.

La prova dei Fusedmarc non ha influenzato il parere dei giornalisti sulla canzone scelta dalla Lituania per l’Eurovision 2017. Il brano, infatti, rimane piuttosto debole e di nicchia, anche se risulta impreziosito dal grande lavoro di regia offerto dai tecnici ucraini.

In effetti, la parte più interessante è il ritornello, dove viene riprodotto sullo sfondo un cuore pulsante, un effetto ottico che potrà catturare l’attenzione del pubblico, anche se solo per un istante. Nel complesso, l’impressione è che si stia lavorando sulla performance in maniera piuttosto approssimativa e confusa. Purtroppo sarà molto facile vedere “Rain of Revolution” uscire dai giochi in semifinale.

Grande attesa per il duo formato da Koit Toome & Laura, gli estoni che cantano della città veneta di Verona. La loro interpretazione ricorda ampiamente quella di Eesti Laul – la selezione nazionale – ma potenziata grazie ai mezzi che il palco di Kiev può offrire.

Rimangono i famosi “ologrammi” sulla parte iniziale della canzone, con un gioco di telecamere che porta i due a guardarsi solo sulla parte finale della canzone, dove non si sprecano in ampi sorrisi. Il fondale gioca sul contrasto tra il bianco e il nero – così come i vestiti dei due interpreti – e il rinnovato uso dello schermo sul pavimento conferisce ulteriori trovate sceniche. Necessario qualche aggiustamento di inquadratura, che la delegazione risolverà sicuramente nelle prossime ore.

Si conclude il primo girone di prove per i semifinalisti dell’Eurovision 2017 con Israele, che schiera Imri e la sua “I Feel Alive”. La performance vede il cantante solo sul palco per la strofa iniziale, in una atmosfera dominata dal contrasto tra bianco e nero.

Dopo il primo ritornello, dove le tonalità del rosso prendono piede nella scenografia, Imri è raggiunto da due ballerini in bianco. L’apice si tocca sul finire del brano, dove la coreografia prevede l’arrivo in scena dei coristi, che si uniscono al balletto. L’impatto è forte, forse un po’ kitsch, anche se alcune scelte non sono chiare (perché il rosso e il bianco in una canzone così movimentata?). Ma, soprattutto, Imri deve rimanere concentrato sulla voce per evitare brutti scivoloni e stonature.


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Eurovision Inside

Una risposta

  1. Giovanna ha detto:

    Bene vinceremo vi amo

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