Eurovision 2017, sesto giorno di prove: debuttano le Big5, Gabbani si impone su tutti


Report Live da Kiev | Una giornata densa di prove e avvenimenti quella di oggi a Kiev. Una decina di cantanti, provenienti da entrambe le semifinali, sono saliti sul palco per la seconda volta, mentre hanno debuttato il paese ospitante e i cosiddetti Big5, tra cui anche l’Italia con Francesco Gabbani.

Per il rappresentante italiano all’Eurovision 2017 abbiamo dedicato un articolo a parte, sottolineando la reazione totalmente positiva della sala stampa e il primo impatto più che positivo con il palco dell’International Exhibition Centre. Di seguito potrete invece trovare tutte le nostre schede delle altre prove della giornata.

prove gabbani alma navarro lucie jones

I padroni di casa O.Torvald portano sul palco un pezzo rock in una scenografia completamente blu, con alcune note di bianco e nero sul fondale, dove si alternano profili di città e montagne, per terminare su un’alba. Spariti quegli orologi appesi al collo della finale nazionale ucraina (forse sarebbe stato interessante mantenerli), per lasciare spazio a qualcosa di più semplice, non fosse per quell’enorme testa dietro il cantante, su cui sono proiettati alcuni ologrammi durante l’esibizione. Buono il lavoro di telecamere e l’intonazione del frontman.

Sul palco con Manel Navarro, in gara per la Spagna, tre musicisti-coristi, tutti vestiti con outfit hawaiano e camicia sbottonata. Anche Navarro suona la chitarra, e canta in una atmosfera da spiaggia, ricreata da uno sfondo dove scorrono raggi di sole, tavole da surf di colori diversi, e tante, tante palme. Una prova al di sopra delle aspettative – seppur non perfetta nell’intonazione – ma dalla quale non possiamo aspettarci grandi risultati per gli amici della penisola iberica.

Vocalmente ottima, la tedesca Levina si esibisce in un contesto un po’ anonimo, dove dominano il bianco, il grigio, il nero e l’argento. Il pezzo, di per sé non troppo forte, necessiterebbe di un aiuto maggiore dal punto di vista scenografico, che vede un azzardo solo nello sfondo, dove il ledwall ricrea un effetto simile a una cascata pirotecnica di scintille. Il risultato finale è abbastanza buono ma rimane, tuttavia, nella media.

Decisamente appariscente la messinscena del Regno Unito, che con Lucie Jones gioca la carta della ballad di qualità. Alle spalle della cantante si trova una serie di specchi, disposti a formare un guscio di conchiglia, sui quali si riflette l’immagine della cantante e dove vengono proiettate le stesse animazioni del ledwall di sfondo. L’effetto è intrigante, specie se si tiene conto che l’insieme riprende l’animazione “polvere di stelle” del video ufficiale. Inutile sottolineare la voce eccezionale di Lucie.

L’atmosfera dell’esibizione della Francia è davvero parigina, considerato che il megaschermo sullo sfondo riporta anche la Tour Eiffel. Un po’ di disappunto per il fatto che sul palco si trova solo Alma, senza nessun ballerino, in contrasto con i passi di danza visibili sul fondale; il vuoto è accentuato anche da alcune inquadrature troppo larghe. Positiva la reazione della sala stampa, che apprezza il vestito della cantante e l’illusione ottica che si crea dalle riprese dall’alto, dove il pavimento del palco dà l’impressione che Alma stia camminando sullo skyline della capitale francese.

La giornata è però iniziata con gli ultimi tre artisti che gareggeranno nel corso della prima semifinale del prossimo 9 Maggio. L’Armenia si riconferma una nazione fortemente intenzionata a portare a casa una esibizione elaborata e accattivante, giocando la carta dell’etnico. Una sapiente combinazione di inquadrature, effetti speciali e coreografia, insieme a una performance vocale senza errori, conferisce ad Artsvik lo status di concorrente fortemente intenzionata a concludere bene l’Eurovision 2017.

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Rimane qualche perplessità sulla prova dello sloveno Omar Naber, la cui ballad pare uscita da un Sanremo anni ’90. Mentre rimangono le incertezze sul brano, la scenografia con uso del chandelier si conferma una nota di merito all’esibizione.

A tutto ciò si contrappone l’atmosfera adrenalinica dei Triana Park per la Lettonia che, con qualche piccolo aggiustamento scenico e l’aggiunta della macchina del vento, saranno forse capaci di procedere alla finale. La posizione numero 18 nell’ordine di esibizione, e il cambio ritmo rispetto alla canzone precedente, permettono di apprezzare ancor di più la performance.

prove artsvik triana nathan alex

Con Tijana Bogićević ci inoltriamo tra i cantanti che rivedremo nella seconda semifinale del 11 Maggio. Per la Serbia un convincente lavoro di telecamere e una scenografia interessante, non controbilanciata dalla presenza della performer. In effetti, Tijana oggi è sembrata più debole nel canto. Completamente diversa la situazione per l’austriaco Nathan Trent, che ci ha abituato a intonazioni perfette, anche sulle note più difficili. Dopo la prima prova, Nathan si dimostra più sicuro e maggiormente pronto a lavorare con le telecamere, favorendo ulteriormente le probabilità di colpire il pubblico positivamente.

Molto debole la performance della Macedonia, che porta sul palco Jana Burčeska. Anche qui ampia incertezza vocale della cantante, che si muove un po’ approssimativamente in un insieme poco coinvolgente. I macedoni hanno tra le mani un buon pezzo, ma sembra che non sappiano bene quale direzione prendere. Tutto questo si contrappone alla perfezione nel canto di Claudia Faniello, che però porta in scena una esibizione fin troppo classica. Tutti i tentativi sull’allestimento scenico cercano di correre ai ripari su un “Breathlessly”, che risulta un brano già sentito e un po’ vecchio.

A chiudere le prove dei semifinalisti della giornata il duo dei rumeni Alex Florea e Ilinca, sempre visivamente forti e sicuri nel muoversi sul palco. Confermata l’originale – quanto inconcepibile – scelta di mantenere sul palco due cannoni di cartapesta su cui Alex sale durante la performance (cosa che gli ha pure provocato una clamorosa caduta durante le prime prove).


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