Eurovision 2017: segui con noi la diretta della jury rehearsal della prima semifinale


Resoconto live dalla Sala Stampa dell’Eurovision Song Contest 2017

I nostri inviati a Kiev Cristian Scarpone e Michele Imberti sono nel press center all’interno dell’International Exhibition Centre per seguire la jury rehearsal della prima semifinale dell’Eurovision 2017, in onda domani (9 maggio) alle 21 su Rai 4.

Una prova fondamentale poiché stasera le giurie di qualità avranno il compito di comporre le loro classifiche riguardanti le nazioni in gara in questa prima semifinale e influire sul 50% del risultato finale. Anche la giuria italiana è chiamata a votare, vi ricordiamo che è formata da Antonello Carozza, Chiara Di Giambattista, Fabrizio Brocchieri, Antonio Allegra e Giusy Cascio.


Ad aprire la prima semifinale è Monatik, artista pop-r&b ucraino che presenta al pubblico la versione inglese del suo successo “Kruzhit”. Ad essere onesti ci saremmo aspettati qualcosa di più tradizionale, la canzone ha degli elementi tipici del folklore musicale ucraino ma davvero molto leggeri. Una scelta poco comprensibile sebbene sul piano dello spettacolo piuttosto efficace.

01. SVEZIA – Robin Bengtsson – I can’t go on

Cristian Scarpone: La performance svedese è inappuntabile. Robin canta la sua “I can’t go on” con convinzione, senza pecche vocali, accompagnato da ballerini carismatici che creano un numero di danza efficace. Serpeggia l’idea, tra molti fan dell’Eurovision, che la Svezia venga troppo aiutata dalle giurie negli ultimi anni ma onestamente non trovo motivo per cui non dovrebbero farlo. E non sono un grande estimatore di questo pezzo che però obiettivamente si cala alla perfezione in un filone elettronico dal gusto retrò che sta andando molto bene nelle classifiche (vedi Mark Ronson/Bruno Mars e Justin Timberlake).

Michele Imberti: Nessuna sorpresa. Gli svedesi si distinguono nuovamente per un’esibizione impeccabile, sia dal punto di vista vocale che scenico. L’esibizione è praticamente identica a quella della selezione nazionale svedese ma potenziata. È una proposta moderna, estremamente commerciale e prodotta alla perfezione. Volendo trovare una pecca, potrebbe risultare leggermente fredda… ma passa a mani basse e punta alla parte alta della classifica finale.

02. GEORGIA – Tamara Gachechiladze – Keep the faith

CS: La Georgia punta su una delle tantissime dive sgolatissime dell’edizione. La canzone è ridondante, antica e per niente fresca. Un macigno che cala su testa, orecchie e cuore. Non posso criticare le doti della cantante e lo staging è d’effetto, tutto basato sui colori della bandiera georgiana (rosso e bianco). Non riesco a vedere possibilità di qualificazione.

MI: Tamara Gachechiladze canta in maniera impeccabile ed ha una presenza scenica notevole. Tutto ciò non influenza la mia opinione personale. La canzone è pesante, ridondante. La canta in maniera decisamente troppo teatrale, barocca, forzata. È probabilmente la canzone che più mi infastidisce ascoltare. Potrebbe passare grazie alle giurie.

03. AUSTRALIA – Isaiah – Don’t come easy

CS: Credo che l’errore della performance australiana sia aver costruito una sorta di coreografia che non lascia Isaiah libero di muoversi sul palco. Sembra quasi costretto a compiere certi gesti e questo toglie la naturalezza a un brano che può sopravvivere benissimo senza mossette coreografate. Lui canta bene ma ha una sindrome di molti partecipanti ai talent, che io chiamo “di Mariah Carey”. Troppi manierismi, troppe esagerazioni, una scala in falsetto del tutto superflua. Manca di immediatezza e spontaneità, c’è una sorta di barriera.

MI: Isaiah ha una voce stupenda, canta il brano in maniera quasi perfetta, prova a fare delle modifiche di puro virtuosismo improvvisato e li perde leggermente il controllo. Il brano è più che buono. L’audio è strano, la voce sembra prevalere sulla base che non suona a pieno. Vorrei vederlo più sciolto. Passa che è un piacere, comunque.

04. ALBANIA – Lindita – World

CS: Urla. Tante urla a ripetizione. Non mi arriva altro. Non c’è emozione, è una pantomima tragicomica resa grottesca da un modo di cantare eccessivo. La voce è un mezzo che va usato con parsimonia e soprattutto, al servizio di pezzi che abbiano un senso d’essere, cosa che manca totalmente a questa “World”. Trovo parecchie similitudini con la già recensita Georgia.

MI: Lindita è parecchio calante in tutta la prima parte della canzone. Ci sono parecchie imperfezioni. L’hanno truccata meglio di oggi in prova. La canzone è effettivamente pesante e manca completamente di freschezza. Da metà in poi diventa più un esercizio di stile farcito di gorgheggi e fronzoli che escono bene solo a metà. C’è di peggio in questa semifinale, ma la finale è tutta in salita.

05. BELGIO – Blanche – City lights

CS: Scioccante che una delle favorite alla vittoria fino a pochi giorni fa sia diventata oggi una possibile eliminata. C’è qualcosa che proprio non funziona in “City lights” dal vivo. La base sembra estremamente bassa, la struttura della canzone dal vivo crea solo noia, è ripetitiva e senza guizzi. La ragazza rispetto alle prove degli scorsi giorni pare meno impanicata ma rimane comunque impalpabile. Un’eliminazione, oggi, non mi stupirebbe affatto.

MI: Il Belgio ha una canzone fortissima, probabilmente la più attuale e moderna di quest’anno. La affida ad una ragazza giovanissima che non riesce a valorizzarla per niente, pare terrorizzata e manca di espressione in maniera quasi angosciante. È un peccato enorme, piange quasi il cuore. Potrebbe clamorosamente andarsene a casa già domani.

06. MONTENEGRO – Slavko Kalezic – Space

CS: La quota trash dell’edizione 2017 dell’Eurovision è riempita a pieno titolo dal Montenegro. Strappa risate ma non per i motivi giusti. Slavko si dimena sul palco con convinzione ma è il perfetto caso di artista senza talento… che crede di averne. Mi spiace perché la canzone è il mio “guilty pleasure” ma entra in gioco l’obiettività e il brano del Montenegro è ad un livello inferiore di molti altri per ovvi limiti di Kalezic.

MI: Sul Montenegro entro in silenzio stampa. Lascio tutto nelle mani del mio collega.

07. FINLANDIA – Norma John – Blackbird

CS: La messa in scena della finale nazionale è adattata alla perfezione al palco di Kiev. Un sommesso blu si riscalda con il rosso che entra in gioco nella seconda metà. Suadente l’effetto fumo che inonda il palco. Tutto funziona. La bionda cantante canta con trasporto e passione questo brano passato un po’ in sordina nelle scorse settimane ma rinato nelle prove grazie alla professionalità di un duo che darà un ottimo risultato alla Finlandia. Una canzone toccante che merita la finale.

MI: I Norma John presentano il brano che probabilmente preferisco. Una ballata delicata e intensa al tempo stesso, cantata molto bene e messa in scena in maniera molto suggestiva ed efficace. Puntano sull’essenzialità con l’aspetto prettamente musicale che assume una posizione centralissima. Il livello è superiore a quello medio. La finale pare scontata.

08. AZERBAIJAN – Dihaj – Skeletons

CS: Messa in scena azera che lascia più di un punto interrogativo. La sensazione che si ponga volutamente come la proposta hipster è concreta. Un cavallo su una scala, lei che con atteggiamento strafottente canta (non male) circondata da dei muri/lavagna coperti di scritte legate alla canzone. Il tutto molto enigmatico, difficile da digerire in tre minuti. La pretenziosità che emerge dall’esibizione può essere la sua fortuna ma anche la sua croce.

MI: Gli azeri stroppiano. Il brano ha un fascino intrinseco, lei canta molto meglio questa sera sulle parti alte, cosa non successa oggi in prova, ma sulle basse ci sono molte imprecisioni. Per quanto riguarda l’aspetto prettamente estetico e scenico, si fa fatica a capirne il significato. Pare tutto pretenzioso e incomprensibile. Lei ha delle espressioni molto dure e a tratti inquietanti. Non scontato il fatto che riesca ad arrivare al telespettatore. Finale con riserva.

09. PORTOGALLO – Salvador Sobral – Amar pelos dois

CS: L’essenzialità estrema è la chiave del Portogallo. “Amar pelos dois” è un brano calato nel 2017 da un tempo antico. Un pesce fuor d’acqua in un concorso che punta spesso sull’esagerazione. Avrà i suoi buoni punti dalle giurie (ipotizzo vinca le loro votazioni) ma sulla questione televoto rimangono dubbi. Trovo molti motivi per cui potrebbe ottenere molti voti da casa (è un brano che tocca corde profonde e commuove con poco), ma anche molti motivi per cui potrebbe essere ignorato dai televotanti (il genere di nicchia, è facile che venga definita semplicemente noiosa e anche il modo strano di muoversi del cantante può lasciare interdetti).

MI: Sobral canta su una pedana spostata al centro del pubblico. È un concentrato di essenzialità e semplicità che scalda il cuore e fa venire un brivido che persiste per tre minuti. È un brano completamente fuori da ogni schema di natura commerciale. Una perla più unica che rara… e non si vuole aggiungere altro. Da pelle d’oca.

10. GRECIA – Demy – This is love

CS: “This is love” è uno scarto dei peggiori Cascada e per quanto la Grecia si sia sforzata di cercare un senso al pezzo tramite lo staging forse più elaborato di altre proposte… l’effetto desiderato è controproducente. Puzza tutto di plastica e nel ritornello Demy, che fino ad oggi ha deluso per le sue performance vocali, modifica la melodia nel tentativo di coprire delle pecche e non essere distrutta dalle giurie. Il risultato lascia perplessi.

MI: Demy attacca in maniera leggermente imprecisa, si riprende, arriva al ritornello… e non canta l’acuto, modificando la melodia cantata. Se l’intento è quello di non correre il rischio di steccare e farsi stroncare dalle giurie che votano questa sera, l’effetto è invece quello di ulteriore appiattimento su un pezzo estremamente banale. Non fa nemmeno un acuto, li evita tutti. Il Press Center rimane di stucco, non parte manco l’applauso.

11. POLONIA – Kasia Mos – Flashlight

CS: Con “Flashlight” ho un personale problema fin dal giorno in cui ha vinto la finale nazionale polacca: non riesco nemmeno a comprendere quale sia la struttura del pezzo. La ascolto una volta, l’ho dimenticata subito dopo. Non ha nessun hook che resti in testa, lo staging non ha niente che resti impresso. La salverà la sua voce (buona) e lo spacco di coscia? Ne dubito ma chissà…

MI: Kasia Mos canta bene, in maniera meno stucchevole e fastidiosa della georgiana… ma l’effetto è molto simile. Canzone pesante, polverosa, che manca completamente di freschezza. Non saprei cosa altro aggiungere. Mi lascia al quanto disinteressato.

12. MOLDAVIA – Sunstroke Project – Hey Mamma

CS: Una delle canzoni più radiofoniche e orecchiabili dell’anno. I Sunstroke Project, forti della presenza dell’epic sax guy divenuto famoso fra i giovani e giovanissimi patiti di internet in veste di “meme”, giocano la carta del divertimento senza alcuna pretesa e questo li traghetterà senza alcun dubbio alla finale. L’act che serve per dare vita a una semifinale ricca di troppo filler senza mordente.

MI: La Moldavia non si presenta con il brano del secolo, probabilmente manco della settimana. Resta il fatto che “Hey Mamma” è una boccata d’aria fresca in un mare di proposte seriose, una botta di vita nel cuore di una semifinale altrimenti troppo austera. La ciliegina sulla torta è il loro carisma. Resta roba leggera e senza pretese, loro ne sono consapevoli e se la giocano benissimo. Finale molto probabile.

13. ISLANDA – Svala – Paper

CS: La canzone sospesa fra ’80 e ’90 è nella mia personale top 3 ma ho proprio l’impressione che per la qualificazione le serva un miracolo. Nessun errore dal punto di vista vocale, anche l’interpretazione è convincente. Ma nel palco non c’è davvero nulla. Non è stata costruita una performance intelligente in vista dell’Eurovision. Il brano non si regge da solo senza alcun aiuto scenico (purtroppo) e il suo outfit tra l’osé e la sci-fiction non la aiuta.

MI: L’Islanda porta un brano dalle sonorità marcatamente anni ’80, affascinante. Un mix tra mistico ed elettronico molto accattivante. Il problema sembra essere lei, e non dal punto di vista vocale. Svala canta in maniera impeccabile, ma in video appare dura e spigolosa. Non aiutano outfit e acconciatura, che la rendono poco armoniosa nei movimenti e nelle espressioni. E le zeppe anni ’90 a 40 anni no, non ci stanno. Potrebbe rimanere fuori per un pelo, ed è un peccato.

14. REPUBBLICA CECA – Martina Barta – My turn

CS: “My turn” è senza mordente, una canzone lenta (che appare quasi più lenta di quel che è perché si trascina per tre minuti) che non risalta affatto nel mare di proposte lanciate una dietro l’altra dai ritmi eurovisiva. L’outfit della Barta, assieme ad uno staging piuttosto povero, rende le possibilità di qualificarsi della Repubblica Ceca praticamente inesistenti. Manca del tutto la proposta musicale.

MI: C’è più di una perplessità nei confronti della proposta ceca. Nel complesso è molto piacevole e rassicurante, ma analizzata nel dettaglio ci sono parecchi aspetti meno convincenti. Non sono un grande estimatore di quel modo di cantare, che trovo poco naturale e abbastanza artefatto, ma non mi disturba, risulta comunque morbido e meno invadente della georgiana e della polacca. La canzone è una tipica ballata soul di inizio millennio. La finale pare lontana anni luce.

15. CIPRO – Hovig – Gravity

CS: L’ispirazione presa dal brano “Human” di Rag’n’Bone Man è palesissima e già questo fa partire il brano qualche gradino sotto. Troppo sfacciato il tentativo di creare un pezzo mescolando brani da classifica e cercare di risaltare ma Hovig non rende facile il passaggio in finale. Non canta particolarmente bene, non ha una presenza scenica che colpisce, fa una coreografia troppo elaborata per il suo livello di danza. Un pastrocchio mediocre.

MI: “Gravity” è il classico pezzo fintamente accattivante, che ti accorgi trovare mediocre solo al secondo ascolto. Questo potrebbe portarlo in finale grazie al pubblico da casa che potrebbe farsi ingannare dal primo ascolto. L’effetto personale è quello di una canzone fatta con il “copia e incolla”, attingendo a destra e a manca. Sono 3 minuti ripetitivi e abbastanza mediocri. La canta così così. Io la vedo in finale, dove poi farà la parte del riempitivo di turno.

16. ARMENIA – Artsvik – Fly with me

CS: Il giorno in cui, oltre a performance perfette per la tv, l’Armenia porterà anche una canzone d’appeal e non un complicato ammasso di suoni tra l’etnico e l’industrial vincerà l’Eurovision Song Contest.

MI: Artsvik parte in maniera insicura, nonostante le prove vocalmente fantastiche di oggi pomeriggio. Si riprende in fretta. L’Armenia dimostra per il secondo anno di fila di avere cantanti carismatiche, affascinanti e vocalmente dotate. Di sapere mettere in piedi esibizioni televisivamente fortissime e suggestive. Ma questa non è una canzone, è un sound, un arrangiamento, un mellan act. Passa ad occhi chiusi, ma dall’anno prossimo che si decidano a portare una canzone vera.

17. SLOVENIA – Omar Naber – On my way

CS: Una ballad sanremese molto compatta e ben eseguita che nessun fan darebbe in finale. Io, prova dopo prova, credo siano salite le quotazioni della Slovenia perché sebbene la canzone non sia eccelsa è potente con un crescendo emozionale, e può colpire lo spettatore medio.

MI: Omar Naber è dato per spacciato dai siti di scommesse da mesi, il pezzo non è moderno, sa di vecchio, a tratti banale. In compenso lui lo canta molto bene e la messa in scena è molto convincente e riuscita. Non gli si dà un euro… e invece mi convinco sempre di più che in finale ci andrà, meritatamente, e a sorpresa. Non mia.

18. LETTONIA – Triana Park – Line

CS: “Line” è uno dei miei pezzi preferiti e credo sia benedetto da un running order perfetto. Lo staging più colorato di tutti, la cantante riesce a minimizzare le sue mancanze vocali grazie ad un grande aiuto dei coristi. Energetica e coinvolgente. L’unica cosa che potrebbe ostacolarli è il look eccessivo della cantante e la sua interpretazione un po’ aggressiva.

MI: La cantante lettone canta obiettivamente male. È tutto molto colorato e caotico, fin troppo. Alla fine di questi tre minuti mi rendo conto che faccio fatica pure a spiegare cosa non mi piace e convince di questa proposta. Trovo il tutto inconsistente e resto abbastanza perplesso. Il passaggio in finale è un’altra cosa. Una possibilità, piccola, potrebbero averla.


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Eurovision Inside

16 Risposte

  1. Mimma Furfaro ha detto:

    Francesco Gabbani fantastico!

  2. Mimma Furfaro ha detto:

    La Moldavia stupenda, ma l’Ucraina!!!!!!!!!!!!

  3. pointless_nostalgic ha detto:

    Vorrei dire la mia. Capisco che il pezzo svedese possa piacere, ma va detto che oggettivamente Robin è uno dei cantati peggiori di questa semifinale – nemmeno paragonabile come qualità vocale a quasi tutti gli altri – e che il pezzo è oggettivamente ripetitivo e che rappresenta una delle forme di pop più vacuo che ci possa essere. E la sensazione è che se non fosse il pezzo della Svezia sarebbe molto sotto nelle classifiche e nei giudizi.

  4. Alessandro73 ha detto:

    Cristian Scarpone e Michele Imberti Un giornalista ha tutto il diritto di esprimere la sua opinione, ma qui superiamo i limiti della più pura cattiveria.Francamente non capisco il motivo di tutto questo… un po’ di signorilità non nuoce mai.

    • Staff ha detto:

      Buonasera “Alessandro73”,
      le è stato dato tutto lo spazio di questo mondo per esprimere la propria opinione e i nostri colleghi le han risposto (e fin troppo educatamente, viste le offese gratuite).

      Detto questo, speriamo non ci sarà bisogno di ribadire che eventuali altri commenti contenenti offese, non saranno più tollerati.
      Buona serata.

  5. Alessandro73 ha detto:

    Cristian Scarpone Quello che fai si chiama giornalismo FECCIA……..ma cosi tanto basso livello????

    • Cristian Scarpone ha detto:

      Ti ringrazio per la critica costruttiva, cercherò di migliorare :D Continua a seguirci!

      • Alessandro73 ha detto:

        Devi solo rispettare lo sforzo delle persone. Questo non è il modo giusto per esprimersi , mi dispiace…….In più un VERO giornalista dovrebbe essere moooolto più obiettivo.Grazie!

        • Danilo ha detto:

          Ma tu chi sei per permetterti di esprimerti con questi toni su un giornalista che ha sempre dimostrato di essere preparato e nemmeno nei commenti ai brani si è espresso fuori dalle righe? Al contrario di te, mi pare, che ti sei lanciato in un attacco del tutto fuori luogo e con toni fuori luogo…
          P.s. se vi conoscete e quello scritto è stato uno sfottò, allora fatemi la cortesia di non pubblicare questo ;-)

        • Cristian Scarpone ha detto:

          Se noti Alessandro, a commentare siamo in due (io e Michele Imberti), e a parte una canzone (la Lettonia), per il resto concordiamo su tutto. Quindi forse l’obiettività c’è se non solo io ho un’opinione di un certo tipo su una performance. Riconosco di esserci andato giù pesante in certe considerazioni ma purtroppo e per fortuna preferisco esprimermi con sincerità e non ipocrisia. Siamo nel mondo dello spettacolo, chi presenta un prodotto/esibizione/canzone deve aspettarsi anche critiche non solo complimenti.

    • Mattia ha detto:

      Si vede che non segui molto questa pagina. Io ormai mi ci sono abituato. Questo è il posto dove sul Melodifestivalen escono 10 articoli mentre sull’Eesti Laul a stento tirano fuori il vincitore. Questo ovviamente solo perché chi gestisce e scrive ama quella robaccia che passano in Svezia, mentre se ne fregano altamente di tutto il resto. Io sono anche d’accordo che ognuno debba scrivere di ciò che gli pare, ma a sto punto fingete di spacciarvi per un blog sull’eurovision e scrivete articoli d’opinione.

      p.s. Giusto uan cosa che sogno di dirvi da una vita. Su questa pagina leggo spesso di critiche nei confronti di chi, in Italia, chiama l’Eurovision Song Contest in tutti i modi, tranne che col proprio. Un giorno sarete così cortesi da spiegarci perché questo sito si chaima EuroFESTIVALnews? Bah…

      • (Poco) Gentile Mattia, tralasciando la signorilità dei suoi commenti sulla produzione svedese – evidentemente il concetto di ‘gusto personale’ le è estraneo e solo ciò che è di suo gusto è passibile di interesse – dovrebbe ben sapere, se è un fan della rassegna, che il Melodifestivalen è il concorso più amato e seguito dai fan eurovisivi ed è per questo che – unico caso a parte Sanremo – lo seguiamo sin dalle sue fasi iniziali. Fra l’altro – le piaccia o meno – la Svezia è anche il terzo paese mondiale per esportazione musicale, dietro gli Usa ed il Regno Unito.

        Il motivo per cui non seguiamo passo le varie finali nazionali, riferendone solo del vincitore è perchè il nostro pubblico è molto più ampio del fan eurovisivo medio. Noi ci rivolgiamo anche a coloro che non seguono abitualmente la rassegna e che magari ha più bisogno di informazioni ad ampio raggio piuttosto che conoscere i vincitori del quarto live delle sette serate di selezione lituana. Per tutto il resto, ci sono numerosi altri siti – anche italiani – che non sono altro – per dirla con Bersani – che “la copia di mille riassunti”. Dire che ce ne freghiamo di tutto il resto, mi consenta, denota una scarsa consultazione del sito. Non abbiamo mai mancato una finale nazionale…

        Sul concetto di blog di opinione, mi permetta di obiettare che la sua è una opinione, non certo la nostra, visto che assai raramente inseriamo commenti personali nei nostri articoli. Ma come ho scritto sopra, evidentemente per lei se scrivessimo delle semifinali dell’Eesti Laul e dedicassimo solo un post al Melodifestivalen, probabilmente non saremmo più un blog di opinione, ma un ottimo sito eurovisivo.

        Sul discorso del nome, oltre al fatto che – probabilmente questo non le è noto – il nome “Eurovision Song Contest” è un marchio registrato e quindi non può essere utilizzato per denominare un sito sulla rassegna, non abbiamo mai criticato l’uso di EUROFESTIVAL, poichè è un termine corretto, come già da noi scritto in un recente articolo. Antico, ormai in disuso se vuole, ma corretto.

        Gentile Mattia, se viene qui è libero di leggere e commentare a piacimento, rispettando però gli utenti e il nostro lavoro, quello di persone che si occupano di questo sito in forma volontaria (questo a prescindere da chi, come lo scrivente, fa il giornalista di lavoro) ma dedicando ad esso molto tempo e cercando sempre l’informazione di qualità, la verifica delle fonti e la curiosità inedita piuttosto che la notizia spicciola.

        Quanto invece al fatto che lei si sia ‘abituato’ a questa pagina così scadente, se quello che scriviamo le provoca così tanto fastidio, ci sono molti altri siti dove lei potrà trovare un approdo più comodo, lineare. Si eviterà inutili arrabbiature, che fanno male alla salute e degli effetti delle quali non vorremmo essere responsabili.

      • Mattia ha detto:

        Addirittura una risposta così lunga. Beh grazie delle delucidazioni, ma in ogni caso il mio commento era meno polemico di molti altri da me rilasciati qui da qualche parte. Riguardo al melodifestivalen, non sono d’accordo. Perché non ha senso dire che è il più seguito e bla bla, perché se come voi dite puntate al pubblico medio, il pubblico medio nemmeno el guarda le finali nazionali, per cui non vedo il motivo per cui si debba dar risalto al melodifestivalen rispetto ad altre finali nazionali, di cui l’eesti laul da me citato è solo un esempio. Per esempio il Festival i kenges Albanese in Italia, complice anche l’altissima presenza di Albanesi, è parecchio seguito. Sicuramente più del Melodifestivalen. Potreste dedicare almeno a quello un po’ più di risalto? Invece non lo fate, e continuate a farlo solo per il Melodifestivalen. Quindi a questo punto posso essere libero di pensare che lo facciate solo per gusto personale? Del tipo, quello ve lo seguite comunque per fatti vostri, e tanto vale scriverci due tre articoletti, mentre tutti gli altri non ve li guardate e quindi non ne scrivete? Sarebbe più onesto intellettualmente ammetterlo, ma a quanto pare non vi interessa l’onestà intellettuale.

        Ripeto, ciò che a me da un po’ fastidio è il dare due pesi diversi alle cose. O lo fate per tutti, o per nessuno. Sempre per la questione che vi ritenete un blog di informazione sull’Eurovision e non un blog d’opinione.

        • Staff ha detto:

          Mattia,
          ogni sito web decide la sua linea editoriale e ogni persona decide cosa leggere, in totale libertà.
          Il Melodifestivalen è la selezione più seguita in Europa e per questo la seguiamo. Inoltre seguire con dettaglio ogni selezione dall’inizio non è sempre facile, per questo ci limitiamo a seguire solo le finali di ogni selezione. Non abbiamo altro da aggiungere.

  6. Michele ha detto:

    Ciao Lorenzo. Come avrai letto, sia io che Cristian abbiamo evidenziato il fatto che questa sera Demy ha cambiato la linea melodica evitando tutti gli acuti. Ebbene, abbiamo poi saputo che gli acuti lei non li ha mai fatti, in nessuna prova, li facevano le coriste dietro il palco. Il problema tecnico è stato proprio quello, nella prima esibizione i microfoni delle coriste non erano collegati…

  7. Lorenzo ha detto:

    Ho avuto la fortuna di sentire le canzoni della Jury Voting grazie al solito YouTube. Ma sapete per quali motivi tecnici hanno dovuto ripetere la canzone di Demy? Peraltro non ho sentito alcuna differenza e meriterebbe l’eliminazione, così come Blanche (ahimè).

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