Eurovision 2017: segui con noi la diretta della jury rehearsal della finale


Resoconto live dalla Sala Stampa dell’Eurovision Song Contest 2017

I nostri inviati Cristian Scarpone e Michele Imberti sono in questo momento nel press center all’interno dell’International Exhibition Centre di Kiev per seguire la jury rehearsal della finale dell’Eurovision 2017, in onda domani (13 maggio) dalle 20.40 su Rai 1.

La prova delle prove poiché stasera le giurie di qualità avranno il compito di comporre le loro classifiche riguardanti le nazioni arrivate all’ultimo atto e influire sul 50% del risultato complessivo. Anche la giuria italiana è chiamata a votare!

01. ISRAELE – Imri Ziv – I feel alive

Cristian Scarpone: Ottima esibizione d’apertura, molti davano per scontato che questa banger hit avrebbe aperto lo show. L’energia di “I feel alive” si sprigiona nell’arena grazie alla trascinante performance del bel cantante israeliano. Nessuna sbavatura vocale. Lui punta sulla bellezza, ma è in generale convincente.

Michele Imberti: Imri fa quello che ci si aspetta. Ammicca in camera, balla, si dimena e canta tutto sommato bene, anche le parti che sbagliava prima. Non punta a fare benissimo, dovrebbe finire nel gruppo. La canzone è molto prevedibile.

02. POLONIA – Kasia Mos – Flashlight

CS: La Polonia è entrata in finale contro i pronostici. Per tutti è chiaro che la diaspora abbia influito ma sarà curioso vedere i risultati post-contest per capire il giudizio delle giurie. Il brano rimane qualcosa che non riesco a comprendere o apprezzare ma lei fa il suo alla perfezione. Un’ottima vocalist per un brano sprecato. E il fatto che sia stata posizionata al secondo posto nel running order fa pensare che neanche gli organizzatori credano molto in questo pezzo.

MI: La canzone polacca è finita in finale a sorpresa un po’ di tutti. L’hanno probabilmente nella seconda posizione di uscita (quella meno ambita) per togliersela un po’ dai piedi. Non mi piace il pezzo, non mi piace il modo di cantare… ma canta bene. Diamo a Cesare quel che è di Cesare.

03. BIELORUSSIA – Naviband – Story of my life

CS: Impossibile non sorridere quando si vedono i Naviband esibirsi con questa allegra canzone folk. Credo che abbiano le potenzialità per entrare in top ten giudicando la reazione della sala stampa che sembra apprezzare e applaude con calore. L’effetto simpatia sarà fondamentale sul pubblico.

MI: La Sala Stampa adora il duo bielorusso. Mette di buon umore e porta una ventata di freschezza molto necessaria. Da metà della classifica, ma a testa alta.

04. AUSTRIA – Nathan Trent – Running on air

CS: Dopo aver visto la semifinale, iniziano a vacillare le mie convinzioni sul suo piazzamento in top ten. La canzone è troppo dimenticabile per avere un impatto sia sulla giuria che sul pubblico e il posizionamento al quarto posto della scaletta non aiuta. Questa sera, inoltre, la resa vocale di Nathan è deludente e sul punto più alto del pezzo stona. Peccato.

MI: Nathan Trent aveva il compito di portare il proprio paese in finale. Ce l’ha fatta con una proposta scanzonata e fresca, non sempre cantata benissimo, ma lui è carismatico e sa come piacere al pubblico. Ulteriori pretese sarebbero di troppo.

05. ARMENIA – Artsvik – Fly with me

CS: Non cambia il parere rispetto alla semifinale. La performance armena è scenicamente perfetta. Il problema rimane la canzone che non c’è. Non ha qualcosa che resti in testa e si esibirà anche piuttosto presto. Le sue quotazioni per i bookmaker stanno crollando, non credo possa ambire alla top ten, oggi.

MI: Artsvik ha carisma, talento e fascino. Canta come sempre benissimo e l’esibizione continua ad essere televisivamente fortissima. Continua a non sembrarmi una canzone, non rimane in mente nulla da poter cantare. Nonostante ciò potrebbe fare benissimo, magari pure ambire alla Top 5.

06. PAESI BASSI – O’G3NE – Lights and shadows

CS: Le sorelle Vol hanno traghettato i Paesi Bassi ancora una volta in finale e credo abbiano tutte le potenzialità per entrare in top ten. Voci che tagliano come lame per quanto perfette, anche meglio del solito forse.

MI: Le ragazze olandesi continuano ad inanellare un’esibizione perfetta dietro l’altra. Resta il problema iniziale, la canzone continua ad essere poca roba e l’atmosfera è decisamente démodé e polverosa. Potrebbero racimolare un buon piazzamento grazie alla performance vocale perfetta. Ma c’è di meglio.

07. MOLDAVIA – Sunstroke Project – Hey Mamma 

CS: La canzone che riceve il più grande boato dell’arena finora. “Hey Mamma” è un concentrato di energia e divertimento senza pretese che farà benissimo al televoto. Le giurie sono più imprevedibili ma non puntano certo a conquistare loro.

MI: I moldavi hanno avuto la fortuna di partecipare in un’annata che necessita di una proposta di questo tipo. È la botta di vita che risveglia l’arena. Fa ballare, diverte e pare già essere diventata vagamente virale in Europa. Punta ad una top 10, potrebbe rimanerne fuori per poco.

08. UNGHERIA – Joci Papai – Origo

CS: Bello che tutte le canzoni in lingua nazionale in gara siano arrivate in finale. Joci Papai cambia l’abito, puntando su una giacca più tipica, sul dorato. Tutto bene fino al rap in cui esagera diventando un po’ caricaturale.

MI: L’ungherese è bravo, lo è sempre stato e canta nuovamente il suo difficile pezzo in maniera impeccabile. Sorride poco, in video è sempre risultato leggermente teso. Detto questo: penso sia da parte destra della classifica.

09. ITALIA – Francesco Gabbani – Occidentali’s karma

CS: Francesco “stupisce” indossando una giacca nera con strisce arcobaleno sui lati. La scimmia indossa un papillon anch’esso arcobaleno. La performance è lineare, non sbaglia vocalmente, i coristi effettuano tutte le loro parti vocali e coreografate in maniera buona. Francesco si contiene senza esagerare nell’interpretazione, il carisma è il fulcro.

MI: Francesco ha fatto un’esibizione pulita, quello che ci si aspetta da lui… c’è solo da incrociare le dita. Sono troppo coinvolto per dire altro.

10.  DANIMARCA – Anja Nissen – Where I am

CS: Bella, brava, perfetta. L’esibizione della danese otterrà buone valutazioni dalla giuria.

MI: Anja è l’ennesima brava cantata con il ballatone antiquato. La canta come sempre alla perfezione, ma resta poco.

11. PORTOGALLO – Salvador Sobral – Amar pelos dois

CS: Come per Francesco, anche l’altro favorito fa il suo senza esagerare e senza sbavature. Essenziale, elegante, emozionante.

MI: Il nuovo favorito Sobral azzarda meno questa sera, nelle prove di oggi aveva fatto delle modifiche alla parte cantata e delle improvvisazioni che a tanti erano sembrate un po’ troppo. Emoziona ancora, come sempre, ed è gara a due.

12. AZERBAIJAN – Dihaj – Skeletons

CS: Canta meno bene dell’altra sera, rimane un pezzo criptico che potrebbe andare benissimo o malissimo. Non riesco a fare previsioni, non mi convince (il pezzo in versione studio mi piace molto), trovo lo staging sbagliato.

MI: La azera canta meno bene questa sera, ma è sempre stato un punto di domanda per quanto riguarda la resa vocale. Il pezzo è accattivante ma lei continua ad apparire dura e spigolosa in video. Il risultato è incerto.

13. CROAZIA – Jacques Houdek – My friend

CS: Ho come l’impressione che, contrariamente alle aspettative, il pezzo croato potrebbe ottenere l’appoggio anche delle giurie, non solo il televoto. Tremendamente pacchiana ma lui non sbaglia, è tutto costruito alla perfezione. L’unica cosa che mi lascia il disappunto è che i cambi melodici nel cantato rispetto alla versione studio (e quella cantata live in semifinale) sono veramente tanti stasera.

MI: Jacques ripropone il teatrino kitch che ormai conoscete tutti. La canta bene, poche storie… ma direi che può bastare l’accesso alla finale. Un buon risultato mi farebbe veramente uno strano effetto.

14. AUSTRALIA – Isaiah – Don’t come easy

CS: Non ci siamo, Vocalizzi random fatti male. Peggior risultato in arrivo per l’Australia… non che ci volesse molto dopo il quinto di Guy Sebastian e il secondo di Dami Im.

MI: Isaiah ha un problema. Ha una voce stupenda, canta bene… ma ogni volta che se ne accorge e si rende conto di questo, azzarda vocalizzi non previsti che poi mandano tutto in vacca. Lo rifà questa sera, per l’ennesima volta. Su un pezzo delle genere non ti puoi permettere errori del genere. Potrebbe essere che le giurie diventino extra severe nei confronti degli australiani, che fino ad oggi hanno avuto vita facile.

15. GRECIA – Demy – This is love

CS: Mah… pezzo generico dance che entra da un orecchio e dall’altro vi esce. Lei, stavolta, non cambia la melodia del brano e lo canta come nella versione studio… ma la nota più alta del refrain è proprio urlata. Qualche cambio nei cori. In generale il tutto dà il senso di “vorrei ma non posso”.

MI: Trovo il pezzo greco tra i meno interessanti dell’intero carrozzone eurovisivo. È un pasticcio euro dance incolore, generico e anonimo. È tutto molto prevedibile e rumoroso, senza alcun tipo di charme. Lei canta come può, ma le giurie dovrebbero levarle la possibilità di una top 10 che, altrimenti, potrebbe arrivare grazie al pubblico da casa.

16. SPAIN – Manel Navarro – Do it for your lover

CS: Ultimo posto in arrivo per gli spagnoli. La canzone è radiofonica ma lui la canta più che male. Non c’è. Rischio zero in giuria e pochi punti al televoto.

MI: I tedeschi devono sentirsi in debito con gli spagnoli quest’anno… perché solamente l’esibizione di Manel Navarro può fare peggio di loro. La canzone è un pop radiofonico molto canticchiabile e fresco ma lui lo canta malissimo, cambia più di una tonalità senza trovare quella giusta. Un disastro generale. Ultimo posto prenotato?

17. NORVEGIA – Jowst – Grab the moment

CS: Il pezzo norvegese è cresciuto con gli ascolti. Non credevo passasse in finale e invece eccolo qui e, probabilmente, andrà molto meglio di quel che creda. E’ un pezzo contemporaneo, forse prevedibile, ma ben eseguito. Non ci sono sbavature.

MI: I Jowst hanno una delle canzoni più moderne dell’intero lotto, estremamente commerciale e radiofonica. È però anche molto mainstream il che me l’aveva fatta sembrare anonima nella serata di ieri e me la faceva dare fuori dalla finale. Questa sera mi fa lo stesso effetto. È materiale più da giurie che da televoto. Lui la canta Bene, con la B maiuscola.

18. REGNO UNITO – Lucie Jones – Never give up on you

CS: Il pezzo britannico non mi piaceva affatto ma è uno di quei brani che prende vita sul palco e può conquistare anche gli scettici. La miglior performance vocale della serata, anche meglio della perfetta Anja. Il Regno Unito merita la top ten, quest’anno per davvero.

MI: Lo staging del Regno Unito è tra i più definiti e ben pensati. Lei canta con una sorta di conchiglia di specchi alle spalle. Il colore predominante è l’oro, come del resto il l’abito elegante e lineare di Lucie Jones. Lei canta alla perfezione un brano terribilmente difficile (anche se non lo si direbbe). Il Regno Unito potrebbe (e si meriterebbe) raggiungere il miglior risultato degli ultimi 15 anni. Fuori dalla top 10 sarebbe un’ingiustizia.

19. CIPRO – Hovig – Gravity

CS: Il “toilet break” della finale. La canzone non emerge sulle altre, la sua esibizione non è memorabile e vocalmente non è ineccepibile. Arriverà fra gli ultimi.

MI: La tiritera finto accattivante di Hovig ha svolto il proprio compito, quello di ingannare l’orecchio di chi la sentiva al primo ascolto. In una finale come questa fa la parte del riempitivo. Anche perché si tratta di tre minuti ripetitivi e per nulla originali. Lui canta bene ed ha finalmente imparato la coreografia alla perfezione.

20. ROMANIA – Ilinca feat. Alex Florea – Yodel it!

CS: Li vedo come la minaccia più grande per Gabbani al televoto. La Romania ottiene sempre pacchi di punti dalla diaspora e questa canzone può conquistare un sacco di voti anche dai “casuals” perché colpisce in qualche modo… anche se la odi. Lo yodel, ascoltato all’ennesima potenza in questa settimana, ormai ci dà solo il mal di testa, lo ammetto.

MI: Dopo una settimana di yodel straziante imposto, ci rinuncio. Non so veramente più cosa dire sulla proposta rumena.

21. GERMANIA – Levina – Perfect life

CS: “Perfect life” non lascia il segno in nessun modo e la messa in scena non aiuta. Tutto grigio, tutto… mediocre. Penultimo posto giusto perché c’è la Spagna.

MI: Staging grigio, abito grigio, atmosfera grigia. Pare tutto molto metallico. Di latta. Ringraziate gli spagnoli quest’anno. Danke.

22. UCRAINA – O.Torvald – Time

CS: L’unica proposta rock dell’edizione e viene eseguita bene. Questo li aiuterà a scalare la classifica anche se non prevedo sfracelli.

MI: Gli O.Torvald sono probabilmente tra le proposte più autentiche e meno plastificate dell’edizione 2017. Si sente immediatamente che propongono qualcosa di proprio, che fa parte di un progetto e di una carriera molto più ampia e consolidata di quella che, solitamente, caratterizza i partecipanti della manifestazione. Un rock accattivante di ottima fattura ma pare essere finito nel contesto sbagliato. Il mio personale rispetto a loro.

23. BELGIO – Blanche – City lights

CS: Niente di diverso dalla semifinale. Forse lei un pelo più convinta, mi pare abbozzi anche un sorrisetto timido in un paio di punti. Ma rimaniamo sempre al limite. Resta la performance che non avrei dato in finale… ma eccola qui. E in un’ottima posizione nel running order. La sua fragilità è diventata la sua forza, la canzone in sé fa il resto.

MI: Blanche non ha improvvisamente iniziato a sorridere (non me lo aspetto più ormai), ma ora appare quasi convincente e a suo agio nella sua peculiare depressione caratterizzante. Sembra essere liberata del peso della semifinale e quindi canta leggermente meglio. Del fatto che tuttora pare stia andando ad un funerale ce ne siamo ormai fatti una ragione tutti qui in sala stampa. Fosse per il pezzo sarebbe da top 3.

24. SVEZIA – Robin Bengtsson – I can’t go on

CS: Che dire della Svezia? Robin lo vedi al Melodifestivalen, lo vedi nelle prove, lo vedi in semifinale, lo vedi nella jury rehearsal… e nulla cambia. Maestri di staging, canzone che rimane in testa, 24esimi in scaletta. Top 5?

MI: La macchina da guerra svedese è passata leggermente in sordina durante la settimana. Data per scontata ormai un po’ da tutti, è pure scesa nelle scommesse, come dimenticata… ma continua ad essere perfetta, anche nella sua eventuale e ipotetica “plasticità”. Da Top 5.

25. BULGARIA – Kristian Kostov – Beautiful mess

CS: A me sembra che tutto funzioni. La voce, le riprese, le animazioni. I capelli del 17enne bulgaro sono inguardabili, ma questo è l’ultimo dei suoi problemi. Terzo nelle scommesse, in salita. Però qui l’indifferenza continua. Applaudono, come sempre, solo i giornalisti bulgari. Sarebbe un vincitore “underwhelming”.

MI: Kostov canta bene una ballata intensa piacevole e sufficientemente affascinante. La regia è studiata alla perfezione, l’obiettivo è principalmente quello di suggestionare il telespettatore attraverso le immagini. Resta un’avversario temibile. Sicuramente terzo. Davanti al resto del cast.

26. FRANCIA – Alma – Requiem

CS: Come per Israele in apertura, la Francia è un’ottimo paese in chiusura. Elegante e d’effetto lo schermo, ma Alma è persa sul palco. Sola, a muovere ogni tanto le braccia, non colpisce. Metà classifica, anche se la Francia, a giudicare dai comunicati, è convinta di avere chance di vittoria.

MI: Vogliamo incoronarla Miss Eurovision 2017? Perché Alma è di una bellezza pulita e mozzafiato. Anche la canzone è affascinante ed accattivante, dal sound vagamente retrò. Lei si muove poco e pare poco convinta e coinvolta ma canta la sua canzone senza sbavatura alcuna. Difficile fare previsioni ma dovrebbe finire nel mucchio, a metà.


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7 Risposte

  1. Gio ha detto:

    Ma perché Gabbani non ha indossato la giacca metà normale metà arancione come si vede nella sua copertina di Occidentali’s Karma? Con quella giacca avrebbe sfondato sicuro!
    Altro che quelle patacche laterali sulle maniche che ha messo ieri!
    Mah!

  2. Prociopolemicov ha detto:

    Seguo l’Esc dal 2010, incuriosito e innamorato dell’idea che una competizione del genere potesse unire popoli, pensieri, parole di natura diversa… Unica nel suo genere. Passato anni a farmi guardare strano perchè dallo stereo della macchina era più facile che uscisse Molitva che l’ultima dei Negramaro o dei Modà a 7 anni di distanza, l’Eurovision Song Contest è diventato appuntamento atteso, non sono da me, ma anche dalla mia compagna e da mio fratello, e con loro da oltre 3 milioni di persone.

    Non mi ricordo, a memoria, uno sprint con almeno 3 canzoni prima della finale sullo stesso livello. E questo, qualunque sia il risultato, non può che far bene all’ESC, e a ciò che c’è intorno. Avrei piacere che vincesse Gabbani, per mille e uno motivi (è toscano, ha presenza scenica come pochi cantanti in Italia, è, probabilmente lo stereotipo che più ci rappresenta in Europa), ma specialmente perchè sia ricordato come colui che ha lottato per la vittoria riportando in Italia grandissimo interesse nell’Esc. E oggi ascoltando lo spot alla radio (mai sentito prima d’ora), mi sono sentito orgoglioso di aver avuto ragione e di vedere questa comunità aumentare sempre più….

    … e se vinci, il prossimo anno ci porto anche la mi’ figliola di un anno!

  3. Danilo ha detto:

    Voglio sforzarmi di essere obiettivo: il pezzo portoghese, intimo, emozionante, cantato con sentimento da Sobral, non lo vedo in grado di fare enormi sfracelli al televoto, mentre sicuramente stravincera’ per le giurie ( vedi Gualazzi nel 2011, in fondo è lo stesso genere di musica). Non è un pezzo orecchiabile per un pubblico europeo, in più è cantato in portoghese. Il pezzo italiano è già nella testa di tutti, è più accattivante ed ha la scimmia, elemento caratterizzante e catalizzante.
    Se le giurie facessero arrivare almeno al 2° posto Gabbani, ci sono secondo me più speranze per l’ Italia di agguantare un buon piazzamento grazie al televoto. L’ anno scorso l’ Australia stravinse per le giurie, ma fu 4^ al televoto e arrivò 2^ , l’ Ucraina vinse con due secondi posti su giuria e televoto. Il nuovo sistema di votazione, con quantificazione autonoma dei punti del televoto, parifica il 50% che prima, fino al 2015 con il Volo, era più sbilanciato verso le giurie. Certo, se le giurie ci massacrassero, allora non c è partita. Ma se fossimo in partita alla fine del primo tempo, poi i malloppi di punti del televoto potrebbero sorriderci.

    • Alex ha detto:

      Io spero in una vittoria di Gabbani ma, a mio parere, si verificherà la stessa situazione della Russia l’ anno scorso (che ha vinto il televoto ma con la giuria non andò bene). Stesso discorso può essere fatto con il Portogallo ma al contrario: la giuria lo piaza primo ma perde il televoto. A questo punto vincerà la Bulgaria, secondo me l’unica che possa fare bene sia nel televoto che con la giuria.

  4. ferr301 ha detto:

    Incrociamo le dita. In bocca al lupo, Francesco !!!

  5. Stefania Marotta ha detto:

    FORZA FRANCESCO GRANDE ARTISTA POLIEDRICO ,ADRENALITICO ORIGINARIO MA SOPRATUTTO TALENTUOSO ,PERSONA CON GRANDE CARISMA ,SUL PALCO PORTA TUTTA LA SUA NATURALEZZA …LA BELEZZA DELLA SUA ANIMA …TRASPARE …PER ME IL NUMERO 1 !!!!!!!!!!!!!!!!!!

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