Marija Serifovic tuona: “La Serbia non otterrà nulla se continuerà a trattare l’Eurovision come una gita”


Il 12 maggio 2007 la Serbia otteneva la prima storica vittoria all’Eurovision Song Contest con “Molitva”, la preghiera in musica cantata da Marija Serifovic.

Oggi, a distanza di dieci anni, il paese balcanico sembra non riuscire più a vivere nei fasti del passato: nelle ultime cinque edizioni la Serbia ha ottenuto un solo posto in top ten, venendo eliminata due volte in semifinale e mancando del tutto la partecipazione nel 2014.

In seguito all’eliminazione di Tijana Bogicevic, in gara a Kiev con “In too deep”, fermatasi all’undicesimo posto in semifinale, è proprio la Serifovic a puntare il dito contro la tv serba:

La Serbia non otterrà nulla fin quando la RTS continuerà a trattare l’Eurovision come una gita.

In seguito alle parole della cantante, la tv ha diramato un comunicato in difesa del proprio lavoro e dell’esibizione della Bogiceviv, scaricando la colpa sull’organizzazione del concorso:

Non trattiamo nessun progetto come fosse una gita, dedichiamo tutti noi stessi dando il massimo. Tijana ha cantato in maniera eccellente in semifinale, e la sua performance è stata definita molto moderna. Il nostro direttore Ivan Pasorovic ha ricevuto solo apprezzamenti per il suo lavoro. Tuttavia, quest’anno ci sono state molte difficoltà con i tecnici e la produzione, molto evidenti sia nella prima che nella seconda semifinale.

L’artista in gara, sebbene con un pizzico di rammarico, sembra aver accolto con filosofia il mancato passaggio in finale. Ecco le sue parole al quotidiano serbo Blic:

Sono triste per non essere riuscita a passare per soli tre punti di differenza rispetto alla cantante danese. Ma non mi considero una perdente, torno da vincente (…) È stata un’esperienza speciale e credo non si ripeterà di nuovo. Ho dato il massimo, e lo stesso ha fatto il mio team dietro le quinte.

Tutto quello che mi ero prefissata di fare era dare il meglio, in base alle mie possibilità, e così è stato. Il resto non mi compete, non sono in grado di spiegare le ragioni che non ci hanno permesso di andare in finale. Non voglio accusare nessuno, i gusti sono diversi. Qualcuno potrebbe non aver apprezzato la mia canzone, altri il mio look o il modo in cui canto. È una vera e propria battaglia di gusto, quindi bisogna scegliere con cura chi e cosa mandare.

Dopo la fine dell’Eurovision 2017, è stato svelato che ben tre cantanti di spicco erano state contattate per rappresentare la Serbia a Kiev: Aleksandra Radovic, Jelena Tomasevic e Ivana Peters.

La Radovic spiega:

Sono stata contattata dalla RTS ma non ho potuto accettare perché avevo già altri impegni molto importanti (…) credo che il concorso sia cambiato radicalmente e l’attenzione non sia più concentrata sulla musica ma su altri aspetti.

La Tomasevic, che rappresenterò il paese a Belgrado nel 2008 con la canzone “Oro”, ha rifiutato di tornare all’Eurovision:

Non sono pronta a rivivere di nuovo le fatiche di quell’esperienza.

La Peters, che ha composto la entry di Sanja Vucic del 2016 “Goodbye (Shelter)”, ha declinato l’offerta a causa di problemi di salute che non le permetterebbero di volare. Per lo stesso motivo la cantante non era al fianco della Vucic lo scorso anno a Stoccolma.


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