Spotify, le accuse di “artisti falsi” e quel nome legato all’Eurovision…

Immaginate di ascoltare un brano di un artista, e che quel brano vi piaccia. Immaginate, ora, di cercare informazioni sull’artista. Cerca, cerca, ancora cerca, non si trova nulla.

Vi balza alla mente un’idea: “ma questi artisti sono veri o non sono veri?” Bene: nella realtà Spotify è nell’occhio del ciclone esattamente per qualcosa del genere. In poche parole, sarebbe accusata di creare “artisti falsi”. La notizia, già di pubblico dominio all’estero, è arrivata in Italia grazie a Rockol.

A muovere l’accusa è Vulture.com, estensione web del bisettimanale New York (nato da un’idea di Milton Glaser e Clay Felker nel 1968). Ci si è accorti, in particolare, del fatto che le playlist di Spotify abbiano alcuni artisti in posizioni alte di cui esistono solo due, tre brani e poi niente, il che farebbe avanzare un serio sospetto sull’esistenza effettiva delle formazioni o degli artisti indicati.

In merito, Spotify ha rilasciato un comunicato con cui, nella sostanza, respinge le accuse e ricorda il fatto che paga le royalties e che prende i contenuti in licenza.

Ulteriori indagini hanno portato il sito Music Business Worldwide, fondato da Tim Ingham nel 2015, a pubblicare una lista con una cinquantina di nomi ritenuti fallaci. Andando avanti, si è scoperto che dietro agli “artisti falsi” ci sarebbero pseudonimi dietro i quali si nasconde tutta una serie di artisti e produttori svedesi che fanno base a Stoccolma: guarda un po’ il caso, là dove Spotify nasce…

Tra i nomi coinvolti ci sono Andreas Romdhane e Josef Svedlund, che insieme formano Quiz & Larossi, produttori che hanno collaborato con diversi nomi di grido del pop mondiale degli ultimi anni (Geri Halliwell, Westlife, Pussycat Dolls), ma anche con una gloria quale Diana Ross.

Ultimamente si sono trovati spesso fianco a fianco con Il Divo, per i quali hanno prodotto tre album di enorme successo e cinque canzoni. Hanno anche tentato di portare una canzone all’Eurovision 2013 via finale nazionale norvegese: Bombo, affidata ad Adelén, è finita seconda alle spalle di I feed you my love di Margaret Berger (che in Svezia sarebbe poi finita al quarto posto).

Sembra esser stato coinvolto anche Fredrik “Figge” Bostrom, che molto recentemente ha collaborato con la superstar tedesca Helene Fischer, ma soprattutto ha messo mano a svariate canzoni del Melodifestivalen tra il 2007 e il 2012.

Ironia della sorte, l’unica canzone di cui è autore che sia arrivata in concorso all’Eurovision ci è arrivata in quota Norvegia: si trattava di Stay, interpretata da Tooji e finita ultima in finale nel 2012. Figge Bostrom non va confuso con Peter Bostrom, che sembra invece escluso da questa vicenda e che, oltre a essere co-autore di Stay, lo è anche di Euphoria (Eurovision 2012 Svezia – vincitrice), Popular di Eric Saade (Eurovision 2011 Svezia – terza) e Amanecer di Edurne (Eurovision 2015 Spagna – 21° posto).

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