Eurovision 2018: la Serbia canterà in una delle lingue nazionali


Potremmo quasi chiamarlo ‘Effetto Salvador Sobral‘. Sta di fatto  che la prima vittoria di una canzone in lingua nazionale dopo 10 edizioni ha immediatamente dato il via ad una sorta di ritorno al passato.

Le lingue parlate in ciascun paese, tanto bistrattate ad Eurovision in favore dell’anglofonia, potrebbero tornare ad essere presto protagoniste.

Sicuramente lo saranno in Serbia, dove RTS, la tv nazionale, nell’annunciare che anche per il 2018 si procederà ad una selezione interna come già nelle ultime due occasioni, annuncia anche che la canzone dovrà essere eseguita in una delle lingue parlate nello stato ovvero: serbo, croato, ungherese, rumeno, slovacco, albanese e ruteno (una lingua slava a tutti gli effetti ufficiale nella provincia autonoma della Vojvodina).

Nazionalità serba obbligatoria per l’interprete, ma non per gli autori dei brani. Una formula, del resto, che alla Serbia valse la prima – e unica – vittoria – all’esordio nel 2007 con Marija Serifovic e ‘Molitva‘ ma che ha dato anche ottimi riscontri con Zeljko Joksimovic, terzo nel 2012.

Le canzoni saranno selezionate e sottoposte ad un comitato che le sceglierà senza conoscere gli interpreti, così da non favorire eventuali big presenti. La shortlist di 10 brani sarà resa pubblica e i brani saranno eseguiti dai rispettivi interpreti in uno show che servirà soltanto a far conoscere i motivi al pubblico e testare la resa live, senza alcuna finale nazionale. Sarà invece una giuria di esperti – a parte – a scegliere la canzone per Lisbona.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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