Eurovision, Jon Ola Sand rivela: “in fase di studio una versione americana”


Non capita spesso che i numeri uno si raccontino. Ma è la fanbase dell’Eurovision, sempre così impegnata e dedita nel proprio interesse, a far cedere anche i più timidi e riservati. Jon Ola Sand, supervisore esecutivo dell’Eurovision Song Contest, ha aperto le porte del proprio ufficio e si è raccontato a Eurovision Fan House, portale ufficiale di riferimento per i fan, dove trovare giochi, merchandising e contenuti esclusivi sul Contest.

jon ola usa eurovision

Jon Ola ha ricordato più volte, nel corso dell’intervista, come l’Eurovision sia un evento unico, in grado di unire l’Europa (e il mondo) in una competizione amichevole, con lo scopo di creare un punto d’incontro culturale. L’enfasi ricade sui valori dell’unità, della celebrazione delle similarità nella diversità, senza trascurare l’aspetto fondamentale: la musica.

Se pensate che ormai l’Eurovision sia un format arrivato al termine del suo sviluppo, dovrete scontrarvi con la convinzione del suo patron:

Credo che abbiamo visto un buono sviluppo nel corso degli anni, ma non è stato ancora raggiunto tutto il potenziale, dal momento che c’è ancora molto lavoro da fare. Ma, come è logico per eventi di questa portata, i cambiamenti devono essere apportati poco alla volta.

La messa a punto dell’edizione 2018 dell’Eurovision Song Contest in terra lusitana è già in corso, come spiegato dallo stesso supervisore:

Dal momento in cui abbiamo il nuovo vincitore, cominciamo i preparativi per la nuova edizione dell’Eurovision. […] E’ un po’ presto, ma quello che al momento posso dire è che il team portoghese sta lavorando con entusiasmo sulla narrazione dietro al Song Contest e su come utilizzare lo show per presentare il Portogallo, la sua cultura, e per valorizzare l’ESC.

Ma l’Eurovision non si fermerà ai confini geografici dell’Europa e del Mediterraneo. L’Australia non è solo un’ospite ormai fissa della competizione eurovisiva, ma la rete televisiva SBS sta collaborando con l’EBU per esportare il format in Asia, dando così vita a “Eurovision Asia“.

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Sarà dunque confermata la trasmissione in Australia, si continuerà a lavorare per Cina e Nuova Zelanda, ed è forte la volontà di mantenere attiva la collaborazione con Viacom per l’emissione negli Stati Uniti. La diretta su LogoTV pare dunque confermata anche per il 2018, forte del leggero aumento del dato auditel 2017 rispetto al 2016.

Ma l’espansione potrebbe non terminare qui: secondo il supervisore dell’Eurovision, è in fase di esplorazione la possibilità di creare una versione a stelle e strisce dell’Eurovision Song Contest, anche se le discussioni sono ancora in corso. “Per l’America si tratta di una strategia a lungo termine” – ha ammesso Jon Ola – “ma vogliamo vedere fin dove il brand si può spingere al di fuori dell’Europa“.

Jon Ola Sand ha inoltre spiegato come uno dei punti di forza dell’Eurovision sia il sistema di voto, che:

…non penso cambierà. […] Quando abbiamo deciso di cambiare il sistema di voto nel 2016, abbiamo impiegato molto tempo per essere sicuri che fosse imparziale e che fosse il momento giusto per questo cambiamento.

Un cambiamento di grande successo, che ha aumentato la suspense e impedisce, fino all’ultimo secondo della diretta, di conoscere il reale vincitore dell’edizione.


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