Eurovision 2018: Macedonia a rischio, sanzioni in arrivo per la tv nazionale indebitata


Guai in vista per la Macedonia all’Eurovision, in una specie di remake in salsa rumena, o anche bosniaca. La tv di Stato, la MRT, si trova in una pesante situazione debitoria: questo si traduce in sanzioni da parte dell’EBU, tra cui l’impossibilità di partecipare al concorso musicale.

Credits: SkyscraperCity

Fonti anonime hanno riferito all’agenzia Meta.mk di un forte debito che la MRT ha in essere con l’EBU: siamo nell’ordine di oltre mezzo milione di euro. C’è però di più: alla fine del 2016, la MRT aveva fatto registrare crediti per 19,3 milioni di euro, ma debiti (verso creditori nazionali ed esteri) per quasi 22 milioni. Si può ragionevolmente credere, quindi, che l’indebitamento della tv sia molto maggiore del succitato mezzo milione.

Sfortunatamente, la MRT non avrà più accesso ai nostri servizi finché non avrà pagato il debito

Queste sono le parole della direttrice della comunicazione dell’EBU, Claire Rainford. Questo significa, in poche parole, che la MRT non può più trasmettere, allo stato attuale, Euronews, Eurovision, eventi sportivi e tutta una serie di produzioni EBU o diritti tv acquistati dall’ente.

Dalla MRT non filtra per ora  alcunché circa la questione: le uniche parole arrivate alla stampa sono quelle del general manager Marjan Cvetkovski, che ha osservato che “il canone radiotelevisivo della MRT è stato cancellato a settembre in seguito alla decisione del governo di finanziare l’emittente col budget statale”.

Dovessero aversi conferme delle sanzioni, si ricreerebbe lo scenario che ha portato all’esclusione della Romania dall’Eurovision 2016 per via di un grosso debito pluriennale contratto dalla TVR con l’EBU e mai pagato fino a quel momento, ma anche alla vicenda che ha messo la Bosnia Erzegovina non in condizione di iscriversi all’Eurovision 2017 (va comunque detto che la tv bosniaca versa da tempo in condizioni difficili a livello finanziario, e che la partecipazione del 2016 fu possibile solo grazie alla munifica copertura offerta dagli sponsor della stessa).

Resterebbe anche da comprendere come debba essere trattata la questione Junior Eurovision: a un mese dalla rassegna, la rappresentante macedone c’è già, ed è Mina Blazev, che in teoria è destinata ad esibirsi in Dancing through life.

In pratica, ciò che si teme è un nuovo Moment of silence, come il titolo della canzone che, in modo quasi beffardo per le vicende poi sopravvenute, Ovidiu Anton avrebbe dovuto cantare all’Eurovision di Stoccolma prima di vedersi, a tre settimane dalla rassegna, fatto fuori da cause che con lui non avevano molto a che fare.


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