Addio a France Gall: icona della musica francese e vincitrice dell’Eurovision 1965


Parigi – Questi primi giorni del 2018 partono con una notizia che non avremmo mai voluto comunicare. Si è spenta all’età di 70 anni Isabelle Geneviève Marie Anne Gall, nota a tutti come France Gall, una vera icona degli anni ’60, nonché la protagonista assoluta dell’Eurovision Song Contest che, nel 1965, vinse con la sua “Poupée de cire, poupée de son” (brano diventato in breve tempo un successo planetario).

Pochi giorni dopo la vittoria all’Eurovision del 1965 festeggia (il 25 marzo) il primo milione di copie vendute della sua Poupée de cire, poupée de son (in italiano “bambola di cera, bambola di stoppa”), qui di seguito in una foto storica dell’epoca.

France Gall

France Gall festeggia il milione di copie vendute di “Poupee de Cire, Poupee de Son” © AGIP

Nel 1965 France Gall con “Io si tu no“, versione italiana della sua “Poupée de cire, poupée de son” (il brano che fu tradotto anche in lingua giapponese) arriva al numero 13 della nostra classifica: resterà la posizione più alta mai raggiunta da una canzone di un artista eurovisivo straniero da noi fino a Conchita Wurst (seppur negli anni la discografia e le classifiche sono molto cambiate, rendendo difficile un confronto reale).

L’edizione del 1965 dell’Eurovision fu tutta italiana: toccò infatti alla Rai organizzarlo (dopo la vittoria, l’anno prima, di Gigliola Cinquetti e la sua “Non ho l’età”), con la trasmissione in diretta dall’Auditorium di Napoli su quello che ai tempi aveva il nome di Programma Nazionale, oggi la nostra Rai1 (e Radio1 Rai). Alla conduzione Renata Mauro, mentre al commento e l’annuncio dei voti fu affidato a Renato Tagliani.

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France Gall, allora diciassettenne, veniva descritta dai giornali dell’epoca come una ragazza dal volto pulito, solare e di compagnia. Un po’ meno lusinghieri i commenti sull’autore di Poupée de cire, poupée de son, Serge Gainsbourg, che viene ricordato per alcuni “incidenti” durante le prove del 20 marzo tra l’orchestra italiana e la delegazione lussemburghese.

I musicisti non avevano apprezzato l’atteggiamento nei loro confronti dell’autore/compositore di “Poupée de cire, poupée de son”, Serge Gainsbourg arrivando persino a fischiarlo. Gainsbourg, furioso, minacciò allora di ritirare la sua canzone dal concorso. Alla fine si trovò un compromesso, ma rimase ugualmente una certa tensione, che finì per influenzare anche l’esibizione in diretta della stessa France Gall.

Non solo Eurovision: purtroppo in Francia nel ’66 viene ricordata anche per uno “scandalo” legato al brano “Les Sucettes“, scritto sempre da Serge Gainsbourg. In quell’anno infatti viene data una doppia interpretazione a “Les Sucettes” (quello che in italiano è il classico lecca lecca): da una parte c’era la storia di una bambina innocente – Annie – appassionata di lecca lecca, dall’altra chi vedeva in quel brano doppi sensi a sfondo erotico.

La canzone inizia con la frase “Annie ama i lecca lecca, i lecca lecca con l’ anice”. Il brano descrive una ragazza (Annie) che ama i dolci (i lecca lecca) e questa è stata da sempre la visione anche di France Gall, come spiegò allo stesso Serge Gainsbourg nel 1967 nel programma tv Bouton Rouge (video poco sotto):

  • Serge Gainsbourg: Spiegami il testo di Les Sucettes.
  • France Gall [sospira, prima di rispondere]: Questa è una ragazza che ama i lecca lecca che compra in negozio per pochi centesimi … eh … E poi … Questo è tutto, giusto?
  • Serge G.: D’accordo …
  • France Gall: [di fronte al dubbio di Gainsbourg, lei ribadisce la sua domanda] … Giusto?
  • Serge G.: È incredibile …

La stampa diede ampio risalto ai doppi sensi presenti nel brano, che secondo molti giornalisti descriveva di fatto una “fellatio”, insieme a tanti altri giochi di parole, come l’acquisto dei lecca lecca a pochi “pennies” (la cui pronuncia in francese è molto simile a quella di “pénis”, il cui significato in italiano è immaginabile senza bisogno di traduzione).

A tutto questo si aggiunge il video del brano, dove France Gall ha in mano un lecca lecca a forma allungata, invece di utilizzare quelli classici tondi, facendo aumentare l’ambiguità di quel gesto.

Per la giovane France Gall fu un duro colpo, perché per lei era un brano innocente in cui non vedeva nessun tipo di malizia (sostenne più volte, anche a distanza di anni, che se avesse saputo il significato e le allusioni del brano, non lo avrebbe mai interpretato) e, lo stesso Serge Gainsbourg, più volte sostenne che Les Sucettes è stato un brano che la Francia e i francesi non avevano assolutamente compreso.

Una “umiliazione… è stato terribile”, come ricorda la stessa France Gall in una videointervista a Le Parisienne TV del 2015, che potete vedere qui di seguito, in una delle sue rare apparizioni sui media.

Un duro colpo arriva nel 1992 con la morte del marito – e amore della sia vita – Michel Berger, morto a soli 44 anni per un infarto. Nel 1997 inoltre, dovette affrontare anche la morte della figlia Pauline (deceduta a soli 18 anni dopo  una estenuante lotta contro la fibrosi cistica).

In una delle rare interviste dell’epoca, dichiarò che non c’era posto migliore della propria casa.

Mi muovo molto poco. Non vado dove potrei incontrare fotografi. Vedo poche persone ma non sono sola, lo sai. Dal 1997, non esiste nulla lì fuori che possa farmi trovare la serenità.

France Gall viveva lontana dai media da quasi un decennio. Intervistata una mattina del dicembre del 2014 da Yves Calvi sull’emittente radio RTL – per il lancio dello spettacolo musicale Resiste (in omaggio al marito Michel Berger) – ha confidato:

Non ho bisogno di applausi né di stare sotto i riflettori per essere felice. Ho bisogno di silenzio, ho bisogno di calma, solitudine e questo tipo di cose, non ho voglia di tornare indietro per il momento.

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Era stata ricoverata il 19 dicembre 2017 nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale americano di Neuilly-sur-Seine per gravi infezioni e problemi respiratori dopo due anni di lotta al cancro, per una recidiva. Lotta che è durata fino a questo 7 gennaio 2018 (alle ore 10 di mattina), quando la sua addetta stampa, Geneviève Salama, ha comunicato ai media il decesso.


L’omaggio della Federazione Francese di Rugby e dell’attuale Presidente della Repubblica Macron e del suo predecessore Hollande.


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Una risposta

  1. Simone ha detto:

    Bellissimo, poi, come sul sito di Rai News (!) ci sia scritto che ha vinto l'”Eurofestival Song Contest”… :| Non impareranno MAI.

    http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/amp/ContentItem-d429da73-37ca-48df-bd0a-019d4eaf22bc.html

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