Sanremo 2018: la regia evolve ispirandosi all’Eurovision. Parola di Duccio Forzano


Eppur si evolve… anche uno spettacolo lento e ingessato come è Sanremo quest’anno ci regalerà una piccola novità sul fronte tecnologico, direttamente dalla cabina di regia, affidata a Duccio Forzano (già al timone di molti programmi tv, come di Martedì, Che tempo che fa e Rischiatutto, giusto per citarne alcuni).

Il regista genovese, al suo quinto Sanremo, è stato intervistato dal quotidiano Il Secolo XIX e ha spiegato le ultime novità e le scelte registiche che verranno utilizzate in questa edizione:

Tengo davvero molto a ringraziare la produzione della Rai – racconta Forzano – per avermi consentito di utilizzare la Spidercam, già usata sui campi di calcio, che permette di avere punti di vista nuovi e insoliti.

Ma la vera new entry di quest’anno è un sistema chiamato Cue Pilot, un software innovativo per lavorare al montaggio in diretta delle esibizioni combinandole con luci e stacchi delle inquadrature. Si tratta a tutti gli effetti di una novità per l’Italia mentre all’estero viene usato nei grandi eventi come l’Eurovision Song Contest.

Questo software, molto avanzato, permette di gestire in modo automatico un alto numero di telecamere e cambiare inquadrature più velocemente di quanto potrebbe fare una persona. Non solo, permette inoltre di sincronizzare le telecamere con l’illuminazione o eventuali effetti speciali (se previsti).

Ma quella che per l’Italia è una novità in Europa è già utilizzata da anni. Il primo evento a farne uso è stato il Melodifestivalen (la selezione svedese per l’Eurovision Song Contest) nel febbraio del 2014, proprio nel periodo in cui da noi andava in onda l’edizione numero 64 di Sanremo, condotta da Fabio Fazio e con la regia dello stesso Duccio Forzano.

Sempre nel 2014 CuePilot è stato introdotto per la prima volta anche all’Eurovision Song Contest e i tanti telespettatori (anche italiani) che hanno seguito l’evento in tv, hanno indubbiamente potuto apprezzare in pieno l’uso di questo software nelle varie esibizioni.

Ma per capirne meglio le reali potenzialità vi mostriamo il video di una delle esibizioni dell’edizione 2016 dell’Eurovision Song Contest dove è stato fatto un uso intensivo (a dir poco) dei cambi di inquadrature: parliamo dell’esibizione della Georgia con oltre 200 stacchi in 3 minuti (ma non è stato da meno anche Oscar Zia nel Melodifestivalen dello stesso anno, qui il video)…

Naturalmente anche in un evento come l’Eurovision, dove la regia è totalmente automatizzata, non manca la supervisione e il controllo del regista, che è pronto ad intervenire manualmente in caso di problemi tecnici (che per fortuna fino ad oggi non si sono mai verificati).

Difficilmente per numero di telecamere disponibili, spazi e tipo di spettacolo vedremo mai qualcosa di così strutturato al Festival di Sanremo, ma rimane comunque una novità interessante il cui potenziale sul fronte della costruzione di ogni singola esibizione è enorme.

L’appuntamento è per la prossima settimana, quando proprio a Sanremo conosceremo anche il nome del nostro futuro rappresentante all’Eurovision Song Contest.

 


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Una risposta

  1. Traduzione: anche i somari raccomandatissimi diventano maestri sopraffini!

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