Eurovision 2018, intervista a Lea Sirk: “Sono legata all’Italia, venivo spesso a Trieste”


Parla italiano, è in qualche modo vicina all’Italia, visto che arriva da Capodistria, la città capoluogo dell’Istria, dove c’è una vasta minoranza di lingua italiana.

Lea Sirk rappresenterà la Slovenia al prossimo Eurovision Song Contest, col brano “Hvala, ne”. Abbiamo il piacere di intervistarla

Lei ha già vissuto esperienze eurovisive, in particolare quella come backing voice di Tinkara Kovac nel 2014. Che esperienza è stata vivere la rassegna in questa veste e cosa si aspetta invece da questa che verrà? 

È uno show grande ed importante e quindi ogni tipo di esperienza che si può vivere su quel palco è benvenuta. Per me sarà la terza volta e quindi ormai ne conosco i meccanismi. Per cui mi aspetto soprattutto di essere più calma e rilassata.

Una scelta coraggiosa quella di portare in concorso un pezzo moderno, in lingua slovena. Come mai questa decisione?

La canzone cantata in questa lingua ha lasciato buone sensazioni, quindi abbiamo deciso di lasciarla così com’è. Del resto l’hook della canzone, “Hvala nè” sarebbe comunque rimasto, quindi ho insistito sul farla interamente in sloveno.

Lei parla italiano, che rapporti ha col nostro paese  e con la nostra musica?

Tutti noi  che viviamo sul litorale sloveno siamo molto legati all’Italia. Basti pensare, per esempio, al fatto che quando ero bambina andavamo  tutti i weekend  a Trieste per shopping… Ho anche tanti amici Italiani e ascolto parecchia musica Italiana perchè mi piace molto.

Ha in programma di venire anche in Italia per promuovere la sua partecipazione eurovisiva?  È prevista anche una versione in Italiano del brano?

Mi piacerebbe venire a promuovere la canzone in Italia, ma non dipende solo da me. Se vengo, sicuramente farò qualche verso in italiano.

Come mai a suo dire la Slovenia fatica più di altri Paesi della stessa area a centrare la qualificazione?

Siamo solo in due milioni e come ogni nazione molto piccola abbiamo sempre difficoltà a fare la gara confrontandoci con quelli che sono dieci volte più grandi. Per questo non ci resta altro che fare il meglio possibile e sperare nei voti all’estero e dei connazionali all’estero.

Quali sono i suoi riferimenti musicali? Quali sono invece le sue canzoni eurovisive preferite, sia fra quelle slovene che in assoluto?

Non ho particolari riferimenti, se non quegli autori che fanno musica in maniera innovativa, con contaminazioni anche nuove ed audaci. Fra i brani, apprezzo molto ‘Calm after the storm‘ dei The Common Linnets e “Slow down” di Douwe Bob. Fra le slovene, mi è rimasta dentro Dan najlepših sanj  di Regina (1996 ndr).

C’è in programma un secondo album dopo la partecipazione eurovisiva?

Assolutamente si! Dopo l’Eurovision incomincio con i concerti in giro per l’Europa con la mia band e ho in animo di registrare l’album ad autunno.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa