Eurovision 2018, i Madame Monsieur e la storia di Mercy, nata su una nave umanitaria nel canale di Sicilia


Sono fra i grandi favoriti per la vittoria finale insieme all’israeliana Netta e forse non a caso. I francesi Madame Monsieur porteranno sul palco della Altice Arena di Lisbona un tema di strettissima attualità, cantato alla loro maniera, cioè con un elettropop fresco e contemporaneo.

Mercy” parla infatti della grande tragedia dei morti in mare nei viaggi della speranza per fuggire dalla guerra e della povertà, ma allo stesso tempo parla della speranza stessa, che ha il corpo ed il volto della piccola Mercy, bimba nata il 21 marzo 2017 a bordo della nave francese Aquarius, appartente alla flotta SOS Meditérranée, mentre questa solcava le acque della Sicilia e stava per entrare nel porto di Catania.

La mamma Taiwo, nigeriana, e il padre ghanese, partiti dalla Libia, erano stati salvati proprio poche ore prima da Medici senza frontiere e portati sulla nave. Dopo otto ore e mezzo di travaglio della madre ed un parto podalico, Mercy ha emesso su quella nave il primo vagito.

Forse anche per questo – perché quella piccola era una luce di speranza nel buio – l’hanno battezzata Mercy, che in inglese vuol dire ‘Misericordia‘ e che nella canzone, con un gioco linguistico, sarà pronunciato ‘Merci’, alla francese, ovvero ‘Grazie‘.

Una storia che ha fatto ovviamente il giro del mondo e che il duo francese – marito e moglie – ha deciso di mettere in musica, come hanno spiegato a Le Parisien:

Abbiamo letto questa storia in un quotidiano, ne siamo rimasti colpiti e abbiamo scritto il testo partendo da questo. Portiamo un messaggio di speranza nell’orrore 

E in effetti, il testo è assai forte:

Sono nata stamattina, mi chiamo Mercy
Mi hanno teso la mano e sono viva
Sono tutti quei bambini che il mare ha preso
Vivrò cento, mille anni mi chiamo Mercy (…)
Abbiamo lasciato casa, perché c’era la guerra
Certo lei  aveva ragione, non avevo niente da perdere
Oh no, tranne la vita (…)

Uno dei testi più struggenti e forti mai portati sul palco eurovisivo negli ultimi anni e che purtroppo nella versione eurovisiva per ottemperare al regolamento del concorso, è stato leggermente tagliato. La versione però arrivata sul mercato internazionale e che comparirà nel loro nuovo album, è quella intera così come sono intere sia la versione in inglese – già presentata nel party pre-eurovisivo di Londra –  che quella in spagnolo, che i vari remix.

Loro stessi, in tutte le esibizioni, stanno cantando il brano per intero. Nella compilation eurovisiva invece c’è come di consueto, la versione da tre minuti.  Qui sotto potete vedere la differenza fra le due versioni.

Non si sa niente, per ora, relativamente alla scenografia che accompagnerà la performance del duo, che sarà curata, come i costumi, dal celebre stilista Jean Paul Gaultier, più volte coinvolto nel concorso, ma in queste ultime edizioni la Francia ha portato staging di altissimo livello e quindi l’attesa è molto alta, anche in considerazione del fatto che già il video ufficiale è molto evocativo, soprattutto nei figuranti che stanno attorno ai due cantanti.

La piccola Mercy  e i suoi genitori (foto Ansa )

Il messaggio che vogliono veicolare è chiaro e lo dicono loro stessi presentando  il lyric video del brano: “Che lo si voglia o no, siamo tutti migranti, di oggi o di ieri.“.

La Francia non vince dal 1977 ed ironia della sorte fu una artista portoghese – senza nemmeno una goccia di sangue francese, pur cresciuta di fatto a Parigi – Marie Myriam a regalare il successo con quella “L’oiseau et l’enfant” che poi l’ha resa famosa nel mondo e che fu disco d’oro con quasi 600mila copie certificate (ma più del doppio in realtà quelle vendute) e non va sul podio dall’edizione di Roma 1991 (allora fu Amina, in realtà vincitrice a pari merito, penalizzata dal regolamento).

Sarà l’occasione buona per sfatare il tabù, con un altro pezzo impegnato vincitore dell’Eurovision due anni dopo l’Ucraina Jamala?  Non resta che attendere il 12 maggio per scoprirlo.

Nel frattempo, a Lisbona, 200 milioni di persone conosceranno la storia della piccola Mercy e canteranno il suo inno di speranza: “Se è urgente nascere, comprendete anche/ Che è urgente rinascere, quando tutto è distrutto“. Ed in fondo, questa è già una vittoria.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

11 Risposte

  1. protovit ha detto:

    E chi sta facendo propaganda politica? Sto solo, a mio parere, sottolineando l’ipocrisia di una canzone. Mi sembra che ancora in Italia esista la libertà di espressione. O sbaglio? E comunque, credo che se la nave ha attraccato in Sicllia, data la normativa vigente, la migrante sia rimasta in italia fino ad una definizione della sua posizione.
    Nessuna propaganda politica in senso stretto. Sono del parere, invece, come molti altri, che l’Europa dovrebbe aiutarci in questa emergenza migranti, soprattutto se alcune nazioni di essa, hanno causato con i loro incauti comportamenti, quella stessa situazione.
    In ultimo, ci tengo a sottolineare che non mi è piaciuto affatto il tono della sua ultima frase. Fino a prova contraria esiste la libertà di espressione in Italia, sancita dalla nostra Carta Costituzionale.

    • Staff ha detto:

      Nessuno contesta la libertà d’espressione, come vedi tutti i commenti vengono approvati e non censurati, quindi ognuno è libero di dire quello che vuole, nel limite del rispetto altrui (e del nostro regolamento relativo ai commenti, che puoi trovare nel link segnalato a fondo pagina).

      Sicuramente il collega non voleva mancare di rispetto, in ogni caso anche se il tema si presta ed è molto delicato, per cortesia qui niente politica. Si parla di musica e dell’Italia in gara a Lisbona ;)

    • Ho solo voluto sottolineare che qui si parla solo di musica, non di altro. Ha citato Macron, nel suo primo commento, e fatti di cronaca che necessariamente implicano una connotazione politica, a seconda di come la si pensi.

      • protovit ha detto:

        Giacchè non amo la retorica, Io ho parlato di “canzone ipocrita”, e poi ho parlato di “governi”, al plurale, E come lei ha il diritto di scrivere “Uno dei testi più struggenti e forti mai portati sul palco eurovisivo negli ultimi anni”, io ho il diritto di scrivere che, per me, è una canzone ipocrita perchè tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare, il Mediterraneo, appunto. :o)

  2. la canzone è molto bella, il testo è pazzesco, decisamente tra le mie preferite quest’anno.

    • Stefano Ronchi ha detto:

      la canzone e’ si’ bella, ma anche in questi caso siamo proprio noi italiani i primi rivali di noi stessi. La canzone di Meta-Moro non e’ da meno, oltretutto per noi italiani,
      il tema degli sbarchi e’ dejavu, basti pensare alla bella canzone ”blu” di Irene . Fornaciari o allo stesso Mirkoeilcane del festival di Sanremo di quest’anno.
      Per noi insomma non e’ una novita’ e ad essere sinceri come gia’ detto il tema
      era stato anche affrontato in maniera migliore…Fa scalpore che invece si dimentichi
      il pezzo del duo italiano che affronta una tematica decisamente insolita
      (le guerre, gli attentati dell’ISIS,ecc) sostenuta con vigoria e poesia…

  3. protovit ha detto:

    I soliti francesi. Può sembrare una spicciola rivendicazione, ma allora la bimba si doveva chiamare Grazie. Nata su una nave di Sos Mediterranee che ha attraccato in Italia perché solo l’Italia è stata disposta ad ospitare i migranti che attraversano il Mediterraneo venendo dal Nord Africa. Mentre la nazione dei Madame Monsieur, la Francia, fa di tutto per respingerli alla frontiera. Ancora abbiamo nelle orecchie l’eco della notizia della donna africana morta dopo aver partorito trascinata via dalla gendarmerie dal treno. Ed in questa canzone non sento nessuna riprovazione verso il comportamento dei loro governi. Perciò non mi è mai piaciuta, è una canzone “furba”. Avrei preferito di gran lunga “Ciao”, sempre con l’Italia in sottofondo ma più onesta. Quest’anno, in finale, c’erano 3 canzoni che avevano il nostro tricolore di sfondo. Orgoglio italiano. :o))
    P.s. A proposito di Marie Myriam e di cantanti che hanno fatto la storia della musica francese: se pensate che i francesi non sanno neanche che la loro più grande cantante di sempre, Dalidà, in realtà era italiana, questo la dice lunga sulla loro grandeur…

    • Le sfugge che non è possibile parlare di politica nei testi delle canzoni. Raccontano una storia di migranti, un dramma vivo e presente.

      • protovit ha detto:

        Lo so che non è possibile parlare di politica nei testi delle canzoni dell’Eurovision. Ma gli artisti sono, per definizione, persone libere, e prima che candidata all’Eurovision, questa canzone è stata presentata ad una selezione nazionale. Raccontano una storia di migranti del cui salvataggio e della cui vita, però, si è dovuta occupare la nostra nazione. Mica la loro. Quindi, cantata da un duo francese, mi sembra solo che sia una canzone ipocrita,

        • Fra l’altro, Mercy è nata nel canale di Siclia, ma non si sa dove sia ora, dove viva. Quindi sta facendo solo delle considerazioni politiche su un brano che vuole solo mettere in luce un dramma vivo e presente. Il personale che ha accudito Mercy era italiano e francese, purtroppo lei si sbaglia. Perchè la nave era francese, il personale medico internazionale, coordinato da italiani. Eviti la propaganda politica su questo sito.

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