Eurovision 2018, terza giornata: spiccano le prove dei DoReDoS, convince anche la Norvegia


Report Live da Lisbona | Terza giornata di prove per i cantanti che rivedremo durante la prima metà della seconda semifinale dell’Euovision Song Contest 2018. Di seguito il resoconto della giornata e le impressioni della sala stampa di Lisbona, insieme ad alcune video-anteprime. In Italia potremo vedere (e votare) queste esibizioni giovedì 10 Maggio, dalle ore 21:00, su Rai4.

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Nell’ordine: Rasmussen, DoReDos, Alexander Rybak | Foto: Andres Putting & Thomas Hanses

Si parte in grande con la star dell’Eurovision Alexander Rybak, già in gara nel 2009 con “Fairytale”. Stavolta ci riprova con un brano diverso, “That’s How You Write A Song“, mettendo in scena una performance quasi identica a quella già vista durante il Melodi Grand Prix. Rimangono infatti tutti gli effetti grafici a schermo con cui lui e i ballerini interagiscono, suonando trombe, batterie, tastiere e chitarre.

Nella seconda parte della performance arriva il marchio di fabbrica di Alexander – il suo inseparabile violino – con cui stregò il pubblico europeo e vinse per la Norvegia. Una performance divertente e spensierata, ben accolta dalla sala stampa: che sia un possibile candidato alla vittoria? Dopotutto, l’ordine di esibizione già lo premia con il titolo di canzone numero 1500 in gara all’Eurovision

Un po’ controversa la scelta della Romania di portare sul palco una distesa di manichini neri coperti da una maschera bianca sul volto. Cristina interagisce e cammina tra i profili umani disposti su più livelli, le cui maschere si ritrovano anche indossate da due dei componenti dei The Humans.

La frontwoman del complesso rock, completamente a suo agio nelle note non facili di “Goodbye“, è sul palco insieme a diversi musicisti, che suonano chitarre, batteria e un violoncello: mentre lei risalta col suo lungo vestito viola, dove lascia trasparire il suo fisico da urlo, il resto dei figuranti è in total-white.

Sarà sufficiente per la qualificazione in finale? Il risultato non è scontato come sembra, e un arresto della corsa in semifinale avrebbe un peso importante: la Romania non ha mai mancato l’accesso alla serata conclusiva.

Diverse combinazioni tentate dalla Serbia sul palco dell’Eurovision 2018: nonostante fosse presente in una delle tre prove, nelle due successive è stato messo da parte il big della musica balcanica Sanja Ilić, che tuttavia rimane nel nome del gruppo ed è presente nella delegazione a Lisbona. Al suo posto una terza corista a supportare Mladen, vestito di nero, che compare dopo la parte introduttiva del brano, affidata invece alle bellissime ragazze in lilla.

Tutto si apre con una inquadratura sull’anziano barbuto che suona un flauto tradizionale, a contrasto con la modernità delle percussioni suonate su grandi bidoni color acciaio. Un po’ meno convincente la parte finale della performance di “Nova Deca“, dove i cantanti si alternano in alcuni movimenti di scarso effetto, e dove convincono poco anche le inquadrature, piuttosto ripetitive.

Per chi fosse preoccupato della possibile assenza dei robottini sammarinesi sul palco dell’Eurovision 2018, niente paura: ci sono, e si sono moltiplicati! Sì, perchè da due sono diventati quattro, e curiosamente interagiscono con Jessika durante la performance (uno di questi solleva un cartello con scritto “Will You Marry Me?”). Discreta la vocalità del duo, sia nel ritornello che nel rap di Jenifer.

Ci sono tuttavia molti dettagli da aggiustare, a partire dalle due ballerine, posizionate a lato del palco e rivolte verso il pubblico, oltre agli stessi robot: uno di questi ha smesso di muoversi a ritmo di musica durante una delle prove. Nel complesso, c’è energia da vendere, ma sarà tutto questo sufficiente per il passaggio di San Marino in finale?

Un tuffo nelle atmosfere vichinghe con Rasmussen, che porta sul palco una esibizione che ricalca quella già vista al Dansk Melodi Grand Prix. Grandi vele navali, una fine neve sull’ultimo ritornello e l’utilizzo della nebbia (che sicuramente verrà aggiunta nelle prossime prove) garantisce l’atmosfera nordica che il brano suggerisce.

Tutto molto “Game of Thrones”, a partire dall’aspetto del cantante, i colori blu dell’Altice Arena si sposano con una performance già collaudata. Sul palco anche quattro coristi che, negli ultimi secondi di “Higher Ground“, si allontanano dal cantante per sventolare, sullo sfondo, una grande bandiera bianca.

Dal mare alla montagna con Julia Samoylova, la rappresentante della Russia all’Eurovision 2018. Niente sedia a rotelle visibile per la cantante, che si trova sulla cima di una alta montagna bianca, su cui vengono proiettate diverse grafiche, una delle quali trasforma l’altura in una cascata, ricordando il video ufficiale di “I Won’t Break“. Julia è sul palco accompagnata da due ballerini vestiti di bianco, che danzano attorno alla vetta.

Ma ci sono anche tre coristi, posti a lato sul palco, che sostengono la cantante, migliorata rispetto alla poco memorabile performance del Moscow Eurovision Party anche grazie all’abbassamento di tonalità del pezzo. Riuscirà la Russia a difendere anni di successi e qualificazioni, o assisteremo a una sconfitta?

Un tuffo nella colorata atmosfera dell’Est Europa con la Moldavia, che schiera i DoReDoS: l’impressione è quella di avere davanti una performance di primo livello, forse grazie alla supervisione del russo Filipp Kirkorov. I tre membri del gruppo, vestiti come il tricolore moldavo, portano sul palco uno scanzonato siparietto che gira attorno a una struttura a tre porte, con cui interagiscono, per arrivare addirittura a inseguirsi l’un l’altro.

Nonostante questa trovata scenica impegni fisicamente i cantanti, che perdono il controllo vocale in più punti, l’attenzione si sposta indubbiamente sulla originale coreografia, che racconta una divertente storia tra due amanti… con un terzo incomodo. La sala stampa reagisce euforica, prevedendo una sicura qualificazione in finale per “My Lucky Day“.

Waylon sale sul palco con giacca leopardata e pantaloni scuri attillati. Il cantante si esibisce su un podio, affiancato da alcuni musicisti che, nella seconda parte della canzone, si rivelano essere ballerini, in quanto sfoggiano diversi backflip e passi di hip hop sui ponti a lato della scenografia e sulla passerella attorniata dal pubblico.

Si tratta di una performance diversa dalle attese, in quanto le attese prevedevano Waylon solo sul palco e maggiormente concentrato nel veicolare l’energia di “Outlaw In ‘Em“. Una scelta diametralmente opposta alla semplicità di “Calm After The Storm”, il brano che lo ha portato a toccare il secondo posto all’Eurovision 2014.

Tutta glitter la rappresentante dell’Australia Jessica Mauboy, che sfoggia un outfit con varie tonalità di viola e azzurro scintillanti. Uno staging un po’ buio, illuminato da alcune strisce di LED luminosi disposti “ad albero” dietro alla cantante, che si accendono a ritmo di musica con tonalità fucsia e azzurre pastello, riprendendo i fari sullo sfondo.

Buona la resa vocale del pezzo, anche se probabilmente oggi Jessica non ha dato il meglio di sé, pur non risparmiando movimenti e passi di danza ritratti dagli stacchi rapidi e veloci di telecamera. Nel complesso, la performance di “We Got Love” è piacevole, ed è resa ulteriormente coinvolgente ed “eurovisiva” dall’uso della macchina del vento e da numerosi effetti pirotecnici.


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Una risposta

  1. Mario ha detto:

    Grande Alexander

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