Eurovision 2018, quarto giorno di prove: si impongono gli AWS, bene anche Slovenia e Svezia


Report Live da Lisbona | Si chiude il primo giro di prove per i semifinalisti dell’Eurovision Song Contest 2018 con gli artisti che potremo rivedere (e votare anche dall’Italia) durante la seconda semifinale della kermesse europea, in onda con commento di Carolina Di Domenico e Saverio Raimondo su Rai4 il prossimo 10 Maggio. Vediamo insieme il resoconto delle prove della giornata di oggi, con alcune anteprime e le impressioni della sala stampa.

LEGGI ANCHE: Eurovision 2018, il calendario completo di prove ed eventi

prove quarto giorno eurovision 2018 svezia ungheria slovenia ucraina

Nell’ordine: Benjamin Ingrosso, AWS, Lea Sirk, Mélovin | Foto: Andres Putting & Thomas Hanses

Si comincia con un profilo basso: l’esibizione della etno-jazz band degli Iriao (che abbiamo intervistato qui) è semplice e pulita. Ad ogni modo, le emozioni non sono mancate: le voci sono perfette, e si uniscono in una atmosfera che non può che ricordare il sound caucasico della Georgia. I colori della scenografia si concentrano soprattutto sul rosso, bianco e blu, con alcuni elementi scenici che ondeggiano al tempo della musica.

Le inquadrature, prima strette sul frontman del gruppo, poi più larghe a ritrarre l’intera composizione della band, compresa di due strumentisti sul palco, seguono lente il rimo della melodia di “For You“. Sul finale una pioggia di scintille accompagna la chiusura del pezzo, che attirerà l’attenzione anche dello spettatore più scettico.

Uno dei brani più dance dell’anno lo porta indubbiamente la Polonia, che prende spunto dalla esibizione del duo JOWST, in gara all’Eurovision 2017, per mettere in scena una performance dalle scelte simili, sia per le tonalità del viola, sia per la presenza del disc-jokey sul palco. Lukas è accompagnato da tre coristi e un chitarrista che lo sostengono nel canto.

La resa finale è tutta un’alternanza di inquadrature tra Gromee e Lukas, che trasmettono l’energia e la voglia di ballare al pubblico della Altice Arena e agli spettatori da casa. Non manca l’uso degli effetti speciali durante le parti instrumentali, in cui siamo sicuri che tutta l’Europa non saprà resistere alla tentazione di lasciarsi andare sulle note di “Light Me Up“.

Decide di optare per gli schermi a LED – grandi assenti nella scenografia dell’Eurovision 2018 – la maltese Christabelle. Quattro pannelli circondano la cantante durante l’apertura della performance, su cui sono ritratti volti e movimenti ripresi dal video ufficiale di “Taboo“. Il tutto è accompagnato anche dall’utilizzo della realtà aumentata a schermo.

Atmosfera piuttosto scura, con tonalità che virano al rosso. Nel corso della seconda parte del pezzo si assiste anche all’utilizzo di proiettori laser, parallelamente all’uscita di Christabelle dall’area occupata dagli schermi, dove appare invece una ballerina. Nessun problema per l’intonazione della maltese, che comunica dinamismo e grinta.

Ma il vero premio per la grinta va indubbiamente agli AWS, i rappresentanti dell’Ungheria (che abbiamo intervistato per voi: clicca qui). Il complesso metal ha scosso le pareti della Altice Arena con una infuocata performance di “Viszlát nyár“. Tutto parte con inquadrature rapide ai componenti della band, quindi si passa a una immagine più ampia dove i musicisti iniziano a scatenarsi al ritmo della musica. Si rincorrono poi le inquadrature sui chitarristi e batterista, con il frontman Ors che rimbalza da una parte all’altra del palco.

Non manca l’utilizzo quasi esagerato – tuttavia molto scenografico – di effetti speciali come fuoco, fontane pirotecniche e getti di fumo distribuiti lungo tutto il palco. L’Ungheria è in gioco, e corre non solo per il passaggio in finale, ma anche per una inattesa vittoria. La vera domanda è: può il brano rock-metal degli AWS dominare in un ambiente tipicamente dominato dal genere pop?

La “Funny Girl” della Lettonia, ma dalle lontane origini italiane (l’abbiamo intervistata proprio sulle pagine di questo sito, leggi qui), porta sul palco tutta la bellezza del suo fisico e la bravura con la sua voce. Si tratta di una esibizione dalle inquadrature studiate principalmente sui movimenti della cantante, che scandiscono il ritmo del testo e della musica.

Il colore per la storia d’amore raccontata da Laura Rizzotto è indubbiamente il rosso – illuminato da veloci e ritmiche luci bianche – così come rosso è il vestito di scena, accorciato rispetto all’esibizione di Supernova, mettendo in mostra la sensualità della cantante, che compiacerà una certa fetta di pubblico.

Quasi un déjà-vu la performance di Benjamin Ingrosso, il rappresentante della Svezia all’Eurovision 2018. Riproposta la struttura rialzata ricoperta di strisce LED già vista sulla televisione svedese, dove il cantante mostra pressoché gli stessi passi di danza e movimenti a ritmo di musica che avevano convinto le giurie internazionali e il pubblico del Melodifestivalen.

Eliminata quella giacchetta con penzagli che aveva mostrato al Melodifestivalen – forse l’unica nota stonata di una esibizione già perfetta fin dall’inizio – per un giubbotto di pelle lucida più semplice. Qualche piccola variazione nella sequenza delle inquadrature, per cogliere anche la bellezza della Altice Arena, mentre vocalmente rimane tutto convincente, nonostante manchino i cori preregistrati della selezione svedese, ora rimpiazzati da coristi fuori scena.

Si passa al genere della ballad dai colori balcanici con “Inje” di Vanja Radovanovic. Sul palco un pianista, su cui si apre la performance, per poi passare alla voce senza difetti del cantante, contornato da quattro coriste, vestite di bianco, che partecipano attivamente alla esibizione. La coreografia è fatta di movimenti semplici (un braccio che si alza, un cambio di posizione), ma ben studiati nel loro complesso, che risulta molto evocativo.

L’insieme ricorda molto quanto già visto con “Adio” di Knez, nella probabile ottica di riproporre una formula che ha garantito, al Montenegro, l’accesso alla finale. Tutto interessante, se non fosse per l’abito azzurro di Vanja, che stona con i colori caldi dell’Altice Arena e con il contesto creato dal brano.

Una performance convincente da parte della Slovenia, che riprende quella già vista ad EMA 2018. L’esibizione si apre sulle mani delle ballerine, che gesticolano a ritmo di musica prima che l’inquadratura scopra il volto della cantante Lea Sirk. Sorprende tuttavia la scelta di interrompere all’improvviso “Hvala, Ne!“, per dar modo alla cantante di chiedere al pubblico di cantare il ritornello conclusivo del brano… l’effetto è quello di arrestare bruscamente il ritmo incalzante e decisamente energico creato fino a quel punto.

Può invece essere maggiormente interessante la scelta di cantare proprio l’ultima parte della canzone in portoghese, anzichè in sloveno. Una decisione che omaggia il paese ospitante, ma che può essere mal recepita dal pubblico che si approccia per la prima volta alla canzone, venendo colpito non solo dalla repentina interruzione, ma anche da due lingue che non conosce. C’è qualcosa da rivedere… però l’esibizione è in sé fortissima.

Il rappresentante dell’Ucraina Mélovin è sul palco insieme a 4 coristi, due maschi e due femmine, tuttavia poco inquadrati nel corso della performance, tutta concentrata sul cantante. Vestito in stile conte Dracula, a metà esibizione, con l’aiuto della macchina del vento allontana il mantello nero, per rivelare una giacca bianca.

Il centro della scena è occupato dal pianoforte sopraelevato. Inizialmente l’oggetto scenico funge da “bara” da cui il cantante di “Under The Ladder” si alza come fosse – appunto – il conte Dracula; dopo aver sceso la scalinata ed aver cantanto in posizione frontale, la stessa scalinata viene risalita per permettere all’artista di suonare il pianoforte, mentre i gradini prendono fuoco.

Uno staging molto intrigante, ma al contempo un po’ controverso, diretto da Konstantin Tomilchenko, colui che curò l’esibizione di Jamala, la vincitrice dell’Eurovision 2016 con “1944“.


Non perderti nemmeno una notizia, unisciti al nostro canale Telegram oppure scarica la nostra Web App o seguici sui social: Facebook Twitter Instagram Google+