Eurovision 2018, ultime prove per i semifinalisti: brillano Moldavia e Ungheria


Report Live da Lisbona | Settima giornata di prove per i cantanti dell’Eurovision Song Contest 2018: si tratta di un secondo girone a cui tutti gli artisti devono partecipare per mettere a punto tutti i dettagli prima delle prove generali. Venti minuti a disposizione per provare fino a tre volte l’esibizione.

Oggi sul palco tutti i cantanti della seconda semifinale, ad eccezione di quelli che hanno avuto l’opportunità di provare già ieri. Di seguito le nostre impressioni delle prove e, a fondo pagina, un estratto dalle riprese televisive di ogni performance.

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DoReDoS e AWS | Credits: Andres Putting & Thomas Hanses

Migliorata Julia Samoylova durante queste seconde prove della sua “I Won’t Break“. Pur rimanendo sulla vetta di una alta montagna, su cui vengono proiettate immagini durante il corso dell’esibizione, la rappresentante della Russia ha mostrato un outfit diverso, peraltro coerente col resto della scenografia. Accompagnata sul palco da tre coristi, che la sostengono nel canto (sempre un po’ impreciso), ci sono anche due ballerini che danzano attorno alla vetta (che qualcuno preferisce descrivere come un iceberg).

Sempre scoppiettante ed effervescente l’esibizione dei DoReDoS, in gara con “My Lucky Day“. L’insieme è molto divertente e, tramite un semplice oggetto di scena (un pannello con tre porte), viene allestita una coreografia che racconta una buffa storia di una donna amata da due giovani ragazzi. Il sound dell’Est europeo, accompagnato alla ottima intonazione dei cantanti, assicurerà un nuovo buon posizionamento alla Moldavia. La sala stampa reagisce con calore ad ogni take.

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Ottima la canzone di Waylon per i Paesi Bassi, ma rimane un po’ controversa la scelta coreografica. Waylon si trova fermo sul piedistallo di un podio, affiancato da quattro musicisti che, nella seconda parte dell’esibizione, si trasformano in ballerini, mettendo in scena passi di break-dance e hip-hop. L’insieme è poco coeso, anche a causa di questi passi di danza non troppo inerenti al tipo di brano, nonostante la sola canzone meriti già il passaggio in finale.

Perfezionamento nella esibizione dell’Australia. Oggi Jessica Mauboy sembra maggiormente intonata, e mostra diversi nuovi movimenti con le braccia, ben scanditi durante l’esibizione. Mentre durante le strofe l’atmosfera è rischiarata solo dall’oggetto di scena dotato di strisce led davanti al quale la cantante si esibisce, durante i ritornelli l’intera scenografia si accende. Più efficace anche il bridge della canzone, dove adesso ci sono movimenti più decisi e un lavoro di telecamere più centrato.

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Christabelle, Melovin e Jessica Mauboy | Credits: Andres Putting & Thomas Hanses

Si continua con gli Iriao, il gruppo georgiano in gara all’Eurovision 2018. Una performance semplice, pulita e senza fronzoli, che tuttavia sfrutta al massimo le potenzialità dell’impianto d’illuminazione della Altice Arena. Inquadrature lunghe e lente si addicono al ritmo rallentato della canzone, che sarà una vera e propria boccata d’aria fresca tra l’uptempo australiano e la dance polacca. “For You” non corre per la vittoria, ma è una proposta di assoluta qualità dalla Georgia.

La Polonia mette in scena una esibizione convincente, come già dimostrato nel corso delle prime prove. E’ tutto un gioco di alternanze tra Gromee e Lukas Meijer, che si scatenano al ritmo della musica insieme alle tre coriste e al chitarrista. Le luci, le cui tonalità variano dal blu al viola, trasformano l’Altice Arena in una grande discoteca “europea”, in cui non manca l’uso di fontane pirotecniche. L’esibizione di “Light Me Up” accende la voglia di ballare, e non avrà troppi problemi ad accedere alla finale di sabato.

Potente Christabelle mentre canta “Taboo“, in un insieme sempre ben studiato e persuasivo. La cantante inizia ad esibirsi all’interno di un cubo formato dagli schermi LED appositamente inseriti sul palco, mentre le telecamere girano attorno alla struttura. Quindi, la cantante esce nella seconda parte del pezzo per avvicinarsi al pubblico, mentre sugli schermi scorrono immagini e parole evocative. Prima del ritornello finale compaiono sul palco anche le ballerine. C’è l’uso di effetti pirotecnici. Anche per Malta la finale sembra assicurata.

Un concentrato di energia quella degli AWS, che si confermano i più grintosi in gara all’Eurovision 2018. L’Ungheria gioca pesante, e ha trovato il modo di far piacere a tutti un pezzo di un genere musicale non affine ai classici “canoni eurovisivi”. Le inquadrature iniziali, ora più strette sui membri della band, rendono tutto più emotivo. Il frontman si sposta lungo la passerella in mezzo al pubblico a metà del brano, per poi tornare sul palco principale, contornato dall’uso di una ingente quantità di effetti speciali. Ci sarà – anche per gli AWS – un posto riservato non solo in finale, ma anche nella parte più alta della classifica.

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Benjamin Ingrosso e Lea Sirk | Credits: Andres Putting & Thomas Hanses

Nonostante le perplessità dopo la prima prova, le nuove ripetizioni della Lettonia, rappresentata da Laura Rizzotto, convincono in maniera molto maggiore, portando l’artista ad avere maggiori possibilità di qualificarsi alla finale. Ora ogni inquadratura è ben studiata, e Laura sembra aver preso maggiore confidenza con il palco e gli stacchi di telecamera (che sono ben 99, in media uno ogni 2 secondi!). La cantante, immersa in una atmosfera rossa, è estremamente sensuale, e ha trovato il modo di veicolare la storia d’amore, raccontata dalla sua voce da “Funny Girl“.

Da manuale anche Benjamin Ingrosso, che non sbaglia nessun dettaglio durante l’esecuzione della ormai già nota esibizione di “Dance You Off“, il brano con cui ha vinto il Melodifestivalen 2018. Scenografia sempre d’impatto, con le telecamere che, da diverse angolazioni, rendono davvero efficace lo sfondo generato dalle poche strisce led dietro all’artista: solo sul finale si ritrovano alcune inquadrature più larghe a rivelare l’interezza dell’Altice Arena. Oggi il rappresentante della Svezia è sembrato anche maggiormente preciso nel canto.

Inje” è esattamente ciò che lo spettatore affezionato all’Eurovision si aspetta dai balcani: una bella ballad, dal sound est-europeo, e in lingua madre, cantata con intensità e partecipazione da Vanja Radovanović. La coreografia sul palco è semplice ma d’impatto, e rievoca la drammaticità della canzone. Rimane solo inspiegata la scelta di mantenere il vestito color azzurro del rappresentante del Montenegro: non si può vedere.

Se vi state chiedendo se la Slovenia abbia mantenuto quella inutile pausa a metà pezzo simulando un problema tecnico (con lo scopo di invogliare il pubblico a cantare)… sì, è stata mantenuta. Purtroppo. E’ un peccato, perché la canzone è fortissima e lo staging è da urlo: oggi i movimenti della cantante e delle ballerine sono perfettamente sincronizzati, la vocalità è buonissima e gli stacchi di telecamera (anche qui tantissimi, ben 91) sono tutti a ritmo di musica. C’è il sospetto che Lea Sirk non riuscirà a passare in finale: la colpa sarà solo della inutile pausa durante l’esibizione, che rompe il climax della canzone.

Buone le prove per Melovin, il concorrente per l’Ucraina all’Eurovision 2018. Rimane l’atmosfera da conte Dracula, compresa la comparsa dal pianoforte “a due piani”. Dopo il primo ritornello, il cantante scende la scalinata per continuare ad esibirsi in posizione frontale, salvo poi risalire, durante il bridge, verso il pianoforte, mentre i gradini che calpesta prendono fuoco. Il cantante di “Under The Ladder” oggi ha ricevuto anche l’endorsement ufficiale del leggendario Verka Serduchka.


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