Eurovision 2018, intervista a Meta e Moro: “Non siamo qui a far politica”


Incontriamo Ermal Meta e Fabrizio Moro nello Sky Bar del Tivoli Hotel di Lisbona, a due passi dall’Altice Arena dove sabato si troveranno a cantare “Non mi avete fatto niente”, difendendo i colori dell’Italia all’Eurovision Song Contest.

Una giornata piuttosto grigia, ma che non spegne gli entusiasmi dei due cantanti. “L’Eurovision è una gran figata, un sacco di nazioni, un sacco di lingue diverse, di emotività diverse, paesi, gente, incontri pazzeschi dalla mattina alla sera. Super stimolante” dice Ermal, bardato dietro i suoi ormai caratteristici occhiali da sole.

Assieme a Fabrizio ha vinto Sanremo qualche mese fa, ottenendo “di diritto” la possibilità di rappresentare il nostro paese nel contest europeo.

Fabrizio ammette: “Non c’è differenza tra i due eventi, non è il contesto ma le emozioni che ti trasmette il contesto, che assorbi e metabolizzi. La voglia che hai di salire sul palco, l’adrenalina e la paura sono le stesse, tutti i palchi sono uguali. L’Eurovision è un riflettore importante, come lo è Sanremo, che ti mette addosso tanta responsabilità, siamo in gara tra virgolette, anche se per me gara non è (…) Io credo che sostanzialmente la cosa bella che chiude il cerchio ogni volta sia il ricordo che riesce a lasciare, solo alla fine potremmo dire la differenza che c’è tra Sanremo e l’Eurovision“.

Ermal si focalizza più sull’aspetto musicale: “Sanremo da un punto di vista tecnico è più difficile perché c’è un’orchestra gigante. A Sanremo c’è un’esecuzione musicale che qui manca. Qui è voce su base, la base è già fatta. C’è più concentrazione su quella che è la parte visiva, telecamere, giochi di luce, che sono spettacolari. A Sanremo c’è tutta la parte tecnica, con 60 musicisti. Questa è una grande differenza“.

In finale troveranno i colleghi francesi Madame Monsieur, che con la loro “Mercy”, una canzone che prende la sua ispirazione da una storia realmente accaduta, quella di Mercy per l’appunto, bambina nata su una nave umanitaria nel canale di Sicilia, stanno incontrando il favore dei bookies.

A chi trova similitudini fra le due Ermal risponde: “Sono due canzoni secondo me molto diverse. Hanno un tema sociale come il nostro, ma quando si entra nello stesso campo è facile fare analogie“.

Ben vengano le analogie” – continua Fabrizio – “Ben vengano somiglianze, se si tratta di un messaggio di speranza, di coraggio, di rivalsa“.

E commentando il messaggio lanciato da Sobral lo scorso anno, in seguito alla vittoria dell’Eurovision (“La musica non è fuochi d’artificio, la musica è sentimento“), i due prendono direzioni diverse.

Io la penso come Sobral” – afferma Ermal – “Lo spettacolo è fuochi d’artificio, la musica in sé no. Il mondo è assolutamente vasto. Salvador Sobral ha espresso una sua opinione, con la quale io sono d’accordo, non è detto che un pensiero sia più giusto dell’altro“.

Fabrizio invece: “La musica è anche fuochi d’artificio, qualsiasi cosa può trasmettere emozioni. C’è chi si emoziona con il fuoco d’artificio, accompagnato dalla musica, e c’è chi si emoziona con un messaggio. C’è anche chi si emoziona con delle parole e basta, senza la musica. L’importante è che una condizione riesca a trasmettere energie positive“. Conclude poi Ermal: “Se ti emoziona va bene, la regola è sempre quella“.

“Non mi avete fatto niente”, un vasto e sentito inno all’uguaglianza, tra persone, religioni, un grido contro la guerra. Aiuterà o penalizzerà i due nella volata finale, considerata la direzione che sta prendendo la politica nel mondo?

Ermal riflette, coadiuvato da Fabrizio: “Se ci penalizzasse sarebbe veramente strano, perché non siamo qui a far politica. Dalla politica siamo rimasti sempre lontani, soprattutto con questa canzone, che parla di persone, umanità, amore nei confronti della vita. Se la politica non è d’accordo con l’amore nei confronti della vita, non si può definire politica“.

Chiediamo loro quale consiglio darebbero ai colleghi italiani che magari non vedono di buon occhio l’Eurovision, contest che anno dopo anno ottiene il supporto del pubblico, ma che potrebbe lasciare dubbioso qualche addetto ai lavori.

Fabrizio taglia corto: “In Italia nessuno ha dei pregiudizi verso l’Eurovision, è una manifestazione apprezzata e amata da tanti artisti nostri colleghi. Siamo felici di essere qui a rappresentare l’Italia perché tanti colleghi vorrebbero stare al nostro posto, e questa è una grande responsabilità che ci mettono sulle spalle, cerchiamo di farla al meglio“.

Ermal amplia il discorso: “Puoi trovare ispirazione anche dove non ti aspetti di trovare qualcosa di bello. Il pregiudizio uccide la possibilità di trovare qualcosa dove in realtà c’è, e semplicemente per pregiudizio non hai guardato. Succede anche con le persone, quello è bianco, quello è nero, lei è lesbica, lui è gay, sono tutte stronzate. Sono tutti muri che la gente ha in testa. Hai dei muri in testa se la pensi così, invece di guardare oltre. Se guardi oltre c’è un quadro bellissimo, o la canzone che non hai mai ascoltato, o l’amico che non avresti mai sognato di avere“.

Cosa aspettarsi dall’esibizione di sabato?

Fabrizio sostiene: “Sarà esattamente uguale, sarà la stessa cosa. Magari riuscissimo a fare quello che abbiamo fatto a Sanremo“.

Ermal prosegue: “Non ci saranno fuochi d’artificio, zero. I fuochi d’artificio sono nelle parole, noi vogliamo che arrivi un messaggio, non ce ne frega niente dello spettacolo, ci interessa delle emozioni“.

E per quanto riguarda progetti esteri futuri…

Ci stiamo pensando, naturalmente organizzare è più complesso. Però visto come siamo partiti, che non ci aspettavamo il percorso che questa canzone ha fatto in questi mesi (…) Ci siamo conosciuti, abbiamo riflettuto molto sul lavorare insieme, abbiamo scritto questa canzone senza pensare a Sanremo, a vincerlo e andare all’Eurovision. La vita è bella perché è così, di punto in bianco succede quello che non ti aspetti. Magari un giorno riusciremo a fare un tour insieme in tutta Europa. Complicato da gestire e da fare ma io ci credo, ci credo molto“.


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