Eurovision 2019, Israele: “Da noi solo a Gerusalemme”. Decisione fra luglio e settembre


Iniziamo subito col dire che l’Eurovision Song Contest 2019, si farà. Qualche quotidiano oggi, non conoscendo le regole organizzative ha preso spunto dalla difficile situazione che vive Israele per titolare ‘Salta l’Eurovision’, ma non è così. L’evento andrà regolarmente in scena, a maggio 2019. Sul dove, è ancora da vedersi. Ma andiamo con ordine.

Avevamo già detto di come il Governo israeliano spinga per portare la rassegna a Gerusalemme, città Santa per tre religioni ma anche divisa fra Israele e la Palestina.

Dopo la decisione degli Usa di spostare l’ambasciata americana proprio a Gerusalemme il presidente del consiglio Netanyahu sta cercando in tutti i modi di mettere Gerusalemme al centro di ogni evento internazionale. Ed è per questo che la Federazione di calcio, per esempio, aveva spostato da Haifa nella città Santa l’amichevole che la Nazionale avrebbe dovuto giocare contro l’Argentina che si sta preparando al Mondiale.

Avrebbe dovuto, perchè al Teddy Stadium, la gara non si farà. E’ stata annullata su richiesta dell’Argentina e pressioni del suo fuoriclasse Lionel Messi, che temeva per l’incolumità sua e dei compagni di squadra (Messi ha parlato di minacce di morte nei suoi confronti).

In questo clima, pensare che la EBU possa portare a Gerusalemme l’Eurovision 2019, appare difficile. Non solo perchè resta in piedi il boicottaggio proposto dai politici e non solo di alcuni paesi (Irlanda, Islanda, Svezia e Regno Unito), ma anche perchè non verrà senz’altro messa a rischio l’incolumità di nessuna: “Cercheremo una location che non sia divisiva“, ha fatto sapere la EBU

Di questo si parlerà nel prossimo briefing, previsto a Luglio a Ginevra, ma già in quello precedente la questione era emersa in modo chiaro.

E’ bene ricordare – ed è già stato fatto presente anche al Governo israeliano – che è la EBU insieme alla tv nazionale che decide quando e dove si svolgerà l’evento. Nonostante questo, il Ministro della Cultura Miri Regev continua a fare pressioni:

Se Eurovision non si terrà a Gerusalemme non lo ospiteremo da altre parti. Se Eurovision non vuole venire a Gerusalemme penso che sia sbagliato investire 50 milioni di Nis (12 milioni di euro ndr) di fondi pubblici, La capitale dello stato d’Israele è Gerusalemme e non dobbiamo vergognarcene.

Il quadro in casa israeliana è abbastanza chiaro ed è evidente che la volontà di portare la rassegna a  Gerusalemme da parte del Governo ha motivazioni che vanno al di là della musica, nonostante le smentite di rito del ministro della comunicazione Ayoub Kara:

Voglio chiarire alla EBU che nella decisione di volere portare l’Eurovision a Gerusalemme il Governo ed io personalmente, non abbiamo alcun disegno politico. Vogliamo cooperare con la EBU. L’Eurovision si terrà in Israele e non lascerò che alcun funzionario interferisca nel modo in cui questa decisione viene presa”

netta barzilai aeroporto eurovision 2018

Netta arriva a Tel Aviv

A questo punto la palla passa alla EBU ma una cosa è certa. La rassegna si farà.

Ma concretamente, quali strade ha la EBU per scegliere la location se fosse impossibile, per esempio, convincere Israele a spostare il concorso a Tel Aviv? Le opzioni sono due.

La prima è chiedere al paese secondo classificato (Cipro) o al terzo (Austria). L’isola di Venere ha un problema simile ad Israele nella zona Nord, con la capitale Nicosia divisa dalla ‘Linea Verde’ in due con la parte turcofona che è capitale anche della ‘Repubblica Turca di Cipro Nord’, riconosciuta solo dai turchi dopo le vicende che portarono al golpe militare greco che depose il presidente Makarios, al crollo dello stesso e al ritorno della democrazia, con uno stato però diviso.

Nel 2006, il portavoce cipriota Constantinos Christophorou, annunciò i voti dell’Isola dando il buonasera ‘Da Nicosia, l’ultima capitale divisa d’Europa.

Tuttavia a Nicosia gioca regolarmente la Nazionale di calcio (al Pancyprian Gymnastic Association Stadium), che ha 22.000 posti. Inoltre  nel 2008 Cipro ospitò lo Junior Eurovision, ma a Limassol, allo Spyros Kyprianou Athletic Center,  che però ha appena 6500 posti e quindi dovrebbe essere ampliato.

Quanto all’Austria, ha ospitato di recente e sarebbe da capire una sua eventuale nuova disponibilità.

L’altra opzione è ospitare l’evento in un altro paese, a prescindere dalla posizione di classifica. E’ già successo più volte, nella storia eurovisiva (1963, 1972, 1980): la EBU tiene solitamente in allerta alcune nazioni che sono in grado di organizzare l’evento in maniera rapida (Germania e Svezia su tutte) come soluzione d’emergenza.

Tramite un portavoce la EBU ha annunciato che la decisione finale sarà presa non prima di luglio e non più tardi di settembre.

 

 


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Eurovision Inside

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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