Eurovision, rinviata a dicembre la decisione sull’ingresso del Kosovo nella EBU


Bisognerà attendere il mese di dicembre per sapere se RTK, la tv del Kosovo potrà entrare a far parte ufficialmente della EBU (European Broadcasting Union) e quindi – quasi certamente – se l’Eurovision Song Contest segnerà il debutto di un nuovo paese. Lo ha deciso la stessa EBU, la quale ha lasciato intendere che avrà un peso in questa decisione la situazione politico-diplomatica del Kosovo con la Serbia.

Rona Nishliu, kosovara in gara per l’Albania nel 2012

Il Kosovo era parte di quella che un tempo si chiamava Yugoslavia ed è una zona al confine con l’Albania di lingua e cultura albanese. Dal 2008 è una repubblica autonoma, riconosciuta ad oggi da 111 paesi delle Nazioni Unite ma non dalla Serbia, che la considera tuttora una provincia autonoma.

Una indipendenza che il Kosovo aveva rivendicato sin dal 1990 e per la quale  fu combattuta una delle guerre più sanguinose (fra il 1996 e il 1999) dell’Europa che si risolse con centinaia di migliaia fra morti e deportati, relazioni tuttora tese fra i due Paesi e la condanna per crimini contro l’umanità dell’allora presidente serbo Slobodan Milosevic e di sei elementi dell’esercito kosovaro di liberazione. Dopo un periodo di protettorato Onu, giunse appunto la dichiarazione di indipendenza, tuttora contestata dai serbi.

Si ricorderà in proposito, la struggente interpretazione, a soli quattro mesi dalla proclamata indipendenza, dell’albanese Olta Boka, allora appena sedicenne, all’Eurovision, sul palco di Belgrado: la sua “Zemren e lame peng” raccolse solo applausi e arrivò in finale, chiudendo poi diciassettesima.

Dopo quasi 10 anni, le relazioni fra i due paesi dovrebbero – almeno questa è la speranza- normalizzarsi: nel 2019 è previsto un referendum che determinerà una relazione bilaterale fra i due paesi che dovrebbe essere il preludio al riconoscimento del Kosovo da parte della Serbia. Condizione fondamentale perchè venga accolta la richiesta di adesione all’Unione Europea di Belgrado (nel 2025) e perchè il Kosovo possa trovare definitivo riconoscimento nelle strutture politiche internazionali

RTK sperava di poter ottenere lo status provvisorio già nell’ultima assemblea EBU che si è svolta a Tirana ma l’Ente ha deciso di aspettare gli sviluppi politici e quindi se ne riparlerà a dicembre.

Va detto che RTK è già autorizzata dalla EBU a partecipare ai concorsi eurovisivi, ma la sua presenza è condizionato anche ad accordi bilaterali che deve ottenere con ciascun paese membro e per quanto riguarda l’Eurovision 2018 pur avendo ottenuto l’ok dal Portogallo ha dovuto scontrarsi con i veti di Serbia, Spagna e Russia.

Tuttavia il Paese aveva fatto il suo debutto ufficiale nei concorsi già nel 2011, quando la ballerina Tringa Hysa rappresentò il Kosovo ad Oslo, allo Eurovision Young Dancers, la manifestazione biennale della EBu dedicata ai talenti europei della danza.

Nonostante l’assenza di RTK, due cantanti kosovare sono già salite sul palco eurovisivo, ma in rappresentanza dei ‘cugini’ albanesi: è di Kosovska Mitrovica, per esempio, Rona Nishliu, che con il suo quinto posto nel 2012 con “Suus” detiene tuttora il miglior risultato del Paese delle Aquile. Ed è kosovara (di Vitina) Lindita, in gara con “World” nel 2017 a Kiev.


Non perderti nemmeno una notizia, unisciti al nostro canale Telegram oppure scarica la nostra Web App o seguici sui social: Facebook Twitter Instagram Google+

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

Commenta questa notizia...