Sanremo 2019 sarà ‘a girone unico’: sei show a dicembre per scegliere i due giovani


La notizia era nell’aria già da tempo ma oggi trova l’ufficialità nelle parole del direttore artistico Claudio Baglioni: quello del 2019 sarà un Festival di Sanremo senza gara delle nuove proposte. O meglio, le nuove proposte gareggeranno in un torneo che precederà il Festival ed in palio ci saranno due posti per l’Ariston, ma insieme a tutti gli altri big.

I giovani dunque, avranno le stesse possibilità dei big di vincere il Festival.

Per la selezione di Sanremo Giovani è prevista anche una grande copertura tv: quattro preserali fra il 16 ed il 19 dicembree due finali in prima serata il 20 e 21 dicembre,  in diretta su Rai Uno e in contemporanea su RadioDue e in differita su Rai 4 e ancora in replica su RaiUno, dedicati a giovani emergenti, tra i 16 e i 36 anni non ancora compiuti.

Una vera e propria rivoluzione – a quanto sembra saranno 24 complessivamente gli artisti di Sanremo 2019 – che Baglioni sta preparando in maniera certosina: Sorrisi e Canzoni anticipa che sarebbe in animo anche l’idea di spostare le date dell’evento: non più dal 5 al 9 febbraio 2019, bensì dal 12 al 16 febbraio, proprio per permettere alla squadra di Baglioni di organizzare l’evento con più calma.

Di certo c’è che Baglioni ci crede molto. Così scrive su Facebook:

È quella che ho sempre pensato dovesse essere l’evoluzione naturale del Festival di Sanremo: un’intera settimana dedicata ai giovani. Del resto, chi più di un giovane, può rappresentare una novità?

Forse perché ho firmato il mio primo contratto discografico che non ero ancora maggiorenne (tanto è vero che dovette controfirmarlo, per garanzia, mio papà) e so bene cosa significa difendere la propria identità, il proprio linguaggio, la propria idea di musica per riuscire a diventare i musicisti che, dentro di noi, sentiamo di essere (…) Personalmente, ho sempre trovato un po’ discriminante la contrapposizione simultanea tra Big e Nuove Proposte.

Ho continuato a sentirla come una suddivisione concomitante che non faceva altro che fissare delle categorie che, rispetto al valore e alla bellezza delle canzoni, non hanno alcun senso. Il confronto diretto è tra parole, musica, interpretazione, arrangiamento, emozione.

Credo che quel diciassettenne che mi assomiglia molto e che firmò il suo primo contratto discografico da minorenne, avrebbe sognato una simile condizione, una possibilità come questa. E ora che quel diciassettenne è cresciuto ed è diventato, 50 anni dopo, per la seconda volta, Direttore e “Dittatore artistico” di Sanremo, spera di poter regalare questa aspirazione a qualcuno che verrà”.

La gara ‘open’ manca dal 2004, anno del Sanremo di Tony Renis, ma allora i Giovani non vennero nemmeno preselezionati: era un Sanremo senza le major – tranne una – per un boicottaggio delle grandi etichette e il cantautore allestì una rassegna mescolando giovani emergenti e artisti più noti.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

2 Risposte

  1. ForestOne ha detto:

    Beh, però due soli posti mi sembrano davvero pochi…

  2. protovit ha detto:

    Chissà se succederà ancora quello che successe nel 1997 con i Jalisse che vinsero la gara dei Giovani e passarono di diritto nella serata finale di Sanremo, vincendo poi la manifestazione. credo che volere la divisione tra Big e Nuove Proposte siano sempre state le grandi etichette discografiche che temono che i loro “artisti” vengano messi in ombra da musicisti più talentuosi e più innovativi. Nel 1997 scatenò una vera e propria maledizione contro i Jalisse, che, quell’anno, rappresentarono l’Italia all’ Eurovision Song Contest, e si piazzarono anche bene in classifica, ma che perdura anche tutt’oggi nei loro confronti. Tant’è che hanno cercato per diverse volte di “riciclarsi” anche in altri ruoli per bypassare questa “maledizione” nei loro confronti. Spero proprio che non si verifichi un’altra condizione simile, se il vincitore di Sanremo 2019 dovesse essere un volto poco noto. :o)

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