Parte la corsa all’Eurovision 2019: prime candidature per il Regno Unito, mentre l’Australia…


Come di consueto, dopo la data del 1 Settembre di ogni anno, trascorsa la quale – come da regolamento – ogni nuova canzone pubblicata è candidabile a gareggiare all’Eurovision Song Contest, tutte le emittenti nazionali iniziano a scoprire le carte sulla scelta del proprio brano in vista della kermesse europea.

Vediamo insieme le novità degli ultimi giorni, che riguardano in particolare il Regno Unito, il Portogallo, la Svezia, l’Islanda e l’Australia.

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Da sinistra: Ari Ólafsson, SuRie, Jessica Mauboy, Claudia Pascoal

Giusto una manciata di giorni fa la BBC ha confermato la propria presenza all’Eurovision 2019, dichiarando di voler nuovamente utilizzare il format “Eurovision: You Decide” per individuare l’artista da spedire a Tel Aviv, sede della prossima edizione della manifestazione canora europea.

La selezione, aperta a tutti, vede l’ingresso di Greig Watts quale consulente musicale, esperto di Eurovision in quanto già mentore di diverse partecipazioni polacche e della proposta di Renaida al Melodifestivalen 2018. “Sono alla ricerca della proposta e risultato più forte possibile per il Regno Unito” ha affermato Watts, che confida di volersi concentrare di più sui cantautori.

L’annuncio dell’apertura della selezione britannica ha letteralmente smosso i social, con diversi nomi che, in maniera più o meno velata, si sono esposti pubblicamente. Il DJ JOWST, ben noto ai fan eurovisivi per aver rappresentato la Norvegia nel 2017 con Aleksander Walmann, ha pubblicato un tweet che lascia spazio a poche interpretazioni, dichiarando poi di voler “provare ad aiutare il Regno Unito a vincere l’Eurovision“.

Anche la cantante indie Rae Morris, punzecchiata dal collega Fryars, ha twittato di poter pensare a una ipotetica partecipazione all’Eurovision, mentre si vocifera che Tamar Kaprelian, già all’Eurovision nel 2015 con i Genealogy, e in corsa per rappresentare l’Armenia anche nel 2018, abbia intenzione di provare a inviare una propria canzone.

Nonostante la perla di Claudia Pascoal – “O Jardim” – non sia riuscita a far breccia nel cuore degli spettatori eurovisivi il Portogallo, forte di una ottima organizzazione dell’Eurovision 2018, ha deciso di continuare a prendere parte alla manifestazione europea, confermando la selezione tramite il “Festival da Canção“. Sedici le canzoni previste in gara.

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La regia del Melodifestivalen | Credits: SVT

Anche la Svezia ha già aperto e concluso il periodo utile per la presentazione delle proprie candidature in vista del Melodifestivalen 2019. Tra le proposte, una apposita giuria selezionerà 14 brani, mentre altri 14 artisti saranno invitati personalmente dalla SVT. Già valutate le città ospitanti della selezione itinerante: Göteborg, Malmö, Leksand, Lidköping, Nyköping e Stoccolma.

Tempo di conferme anche per l’emittente islandese RÚV, che mette nuovamente sul piatto il Söngvakeppnin. Alla ricerca di una maggiore qualità dei brani, saranno ridotti gli artisti in gara: da 12 si passa a 10, con cinque di questi in gara in ognuna delle due semifinali. Alla serata conclusiva accederanno in totale 5 canzoni: quattro da ogni semifinale più una wildcard scelta dagli organizzatori.

Rimane invariata la “superfinale” a due, col risultato conclusivo deciso unicamente dal televoto, così come resta attiva la controversa regola per cui tutte le canzoni devono essere in islandese durante le semifinali, ma in finale i brani dovranno gareggiare nella lingua con cui il cantante intende esibirsi all’Eurovision.

Sebbene non esista una conferma ufficiale, da parte dell’EBU, riguardo la partecipazione dell’Australia all’Eurovision 2019, numerose voci insistono sulla presenza ormai assicurata di questo paese alla prossima edizione della kermesse europea.

Il giornalista Dean Arcuri, citando il direttore della SBS, ha inoltre assicurato che “l’Australia avrà voce in capitolo su chi verrà inviato il prossimo anno alla competizione“, aprendo la strada per una selezione nazionale invece che una scelta interna. Anche il capodelegazione Paul Clarke, nei giorni scorsi, aveva confermato che “buone notizie stanno per arrivare“.

Tra le conferme di partecipazione ci sono anche quelle provenienti dalla Romania, il cui direttore generale ha appena approvato il bilancio per il nuovo anno – con fondi dedicati alla partecipazione eurovisiva – e dalla FYR Macedonia.


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