Ucraina all’Eurovision 2019: rifiutano le Freedom Jazz, parte una petizione per Maruv


Non c’è fine alle vicende ucraine sulla partecipazione all’Eurovision 2019. Dopo la vittoria di Maruv alla selezione nazionale Vidbir, e in seguito al rifiuto categorico di stare alle strettissime condizioni dell’emittente nazionale UA:PBC, le trattative per trovare il rappresentante dell’Ucraina per il Contest europeo sono ripartite in mattinata.

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Ad essere subito contattato è stato il gruppo delle Freedom Jazz, al quale è stato proposto, in qualità di secondo classificato al Vidbir 2019, di rappresentare l’Ucraina all’Eurovision 2019. Tuttavia, il gruppo di ragazze ha deciso di declinare l’invito, affidando al loro profilo ufficiale Facebook un messaggio per tutti i fan:

Grazie per il vostro sostegno, il vostro amore, e per il fatto che siete stati con noi per tutto questo tempo! Siamo felicissime che ci abbiate aiutato a vincere il secondo posto della selezione nazionale per l’Eurovision 2019 […]. Forse, prossimamente, proveremo di nuovo a concentrare le nostre forze sulla selezione nazionale. Oggi abbiamo ricevuto una chiamata dalla televisione pubblica ucraina, ma vogliamo annunciare che rifiutiamo la proposta di partecipazione all’Eurovision 2019.

Un nulla di fatto, dunque, che rende ancora senza nome il biglietto d’oro per rappresentare l’Ucraina a Tel Aviv il prossimo Maggio.

Situazione che sta facendo spazientire il partner privato STB, l’organizzatore della selezione per conto di UA:PBC, che ha pubblicato un lunghissimo comunicato stampa in cui, spiegando la situazione, si chiama fuori da ogni responsabilità.

Rimarcando infatti il successo che il format ha guadagnato di anno in anno e i risultati che ha portato, STB sottolinea la necessità di modificare gli accordi in modo che analoghe spiacevoli situazioni non si ripetano, pur sottolineando che, dopo la vittoria della selezione nazionale, spetta poi all’emittente UA:PBC siglare un contratto con l’artista per la partecipazione all’Eurovision.

Lapidaria, poi, la chiusura del comunicato: “Considerando la situazione attuale, ripenseremo se sia sensato per noi continuare a prendere parte nell’organizzazione della selezione eurovisiva nazionale“.

Ma il web non ci sta. E’ di una manciata di ore fa la pubblicazione su change.org di una petizione pubblica che chiede all’EBU e al supervisore esecutivo dell’Eurovision Jon Ola Sand di mediare nella situazione e permettere a Maruv di rappresentare l’Ucraina, senza la necessità di firmare un contratto considerato troppo restrittivo verso libertà di parola e movimento della cantante.

Nelle stesse ore, però, la European Broadcasting Union, che sovrintende alla realizzazione dell’Eurovision, ha pubblicamente dichiarato che:

Ogni emittente partecipante è responsabile per la selezione del proprio partecipante per l’Eurovision Song Contest in accordo con le regole rilasciate dall’EBU. L’emittente (ucraina, ndr) è attualmente in trattative per annunciare il rappresentante per il Contest di quest’anno e, una volta che sarà confermato, sarà annunciato dai canali eurovisivi ufficiali.


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