Non solo “Soldi”: le canzoni con versi in arabo nella storia dell’Eurovision


Con “Soldi” di Mahmood la lingua araba fa il suo esordio nelle canzoni che hanno rappresentato l’Italia all’Eurovision Song Contest: un’altra lingua si aggiunge a quelle che sin qui sono comparse nei brani italiani.

Oltre all’italiano, all’inglese, al dialetto napoletano, fra testi dei brani italiani troviamo un verso in lingua tedesca: è ne “I treni di Tozeur di Alice e Franco Battiato, anno 1984. Con “Occidentali’s Karma” (2017) nella storia delle lingue utilizzate dall’Italia all’Eurovision sono entrate  anche greco antico, pali e sanscrito.

Mahmood canta “Waladi waladi habibi ta’aleena”, che in arabo vuol dire “Figlio mio, figlio mio, amore vieni qua”, una frase che lui sentiva pronunciare da suo padre quando era bambino e che come canta poi “sembrava vera”, in riferimento al successivo abbandono del padre e a quanto cantato nel resto del testo. Compare poi la parola “Ramadan“, ovvero il mese in cui si pratica il digiuno commemorazione della prima rivelazione del Corano a Maometto.

Nella storia eurovisiva, sono state pochissime le canzoni in tutto o in parte in lingua araba. La prima è “Bitakat Hob”, unica canzone interamente in arabo, che Samira Said portò in concorso nella prima ed unica partecipazione del Marocco, anno 1980.

Curiosamente, i 7 punti che ricevette, che le valsero appena il penultimo posto, le furono assegnati tutti dall’Italia. Oggi Samira Said (Bensaid all’anagrafe) è una stella della musica araba.

Il Marocco non ha più preso parte alla rassegna per decisione dell’allora Re Hassan II a causa dell’insoddisfacente risultato, ma se volesse avrebbe tutte le carte in regola per tornare in concorso, in quanto la tv nazionale SNRT è parte dell’EBU, che come è noto estende il suo bacino anche ai paesi  extraeuropei del Mediterraneo (lo stesso Israele è geograficamente fuori dal continente europeo ma membro a pieno titolo EBU).

Recentemente, c’è stato un avvicinamento all’Eurovision anche della seconda tv nazionale, 2MTV, che però prima dovrebbe appunto iscriversi all’EBU.

L’altro brano che conteneva strofe in arabo (oltreché in ebraico e inglese) ha rappresentato Israele in concorso nel 2009. “There must be another way”, inno contro la  guerra, univa due cantanti israeliane impegnate sul fronte della pace ed entrambe per questo minacciate anche di morte: Noa, di origine yemenita e Mira Awad, di origine araba (lei si identifica come israeliana e palestinese contemporaneamente). Il brano chiuse in sedicesima posizione in finale.

Infine, compare un verso in arabo anche in “Love unlimited“, che la bulgara Sofi Marinova portò in gara nel 2012: nel ritornello, la cantante infatti pronuncia la frase ‘Ti amo’ (o similari) in dieci lingue diverse, fra cui l’italiano (“Voglio bene a te) e appunto l’arabo (“Habibi”, ovvero “Amore mio”). Undicesima in semifinale, mancò quindi l’occasione di esibirsi nella serata finale a Baku.


Non perderti nemmeno una notizia, unisciti al nostro canale Telegram oppure scarica la nostra Web App o seguici sui social: Facebook Twitter Instagram

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

Una risposta

  1. giorgio ha detto:

    Ma parlando di “soldi”, si sa qualcosa sulle versione di tre minuti? Speriamo di non dover aspettare direttamente la compilation, per ascoltare il brano.

Commenta questa notizia...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: