Eurovision 2019, le immagini del ‘Muro del Pianto’ accendono una polemica


L’Eurovision Song Contest in terra israeliana accende un’altra polemica. Motivo del contendere, la decisione annunciata ieri dall’agenzia di stampa israeliana, di non mostrare “siti turistici e storici della Giudea e della Samaria“, durante le immagini di accompagnamento degli artisti in gara.

La cosa non è passata in secondo piano, perché fra quelle immagini c’è il cosiddetto ‘Muro del Pianto’, o ‘Muro Occidentale’,  un muro di cinta risalente all’epoca del secondo Tempio di Gerusalemme, il luogo più sacro dell’ebraismo.

Il Muro del Pianto si trova infatti in Cisgiordania, controllata dalla Giordania dal 1948 fino al 1967, nell‘area orientale di Gerusalemme oggi proclamata come capitale ‘ufficiale’ della Palestina sul cui pieno riconoscimento tuttavia non c’è ancora intesa. Queste immagini verrebbero proiettate esclusivamente durante l’esibizione di Kobi Marimi, portacolori israeliano.

Secondo quanto riferisce il Jerusalem Post, l’organizzazione avrebbe motivato la decisione con una “scelta puramente artistica, senza alcuna costrizione da parte dell’EBU, facente parte di un progetto che mira a mostrare durante le cartoline immagini di siti turistici del Paese intervallate con quelle degli artisti in gara”.

Da quanto emerge tuttavia, la scelta sarebbe proprio dettata dalla volontà di evitare imbarazzi, considerata la particolare situazione, dove la Cisgiordania, ufficialmente parte di Israele, è una zona contesa (vi si trova Ramallah, capitale de facto della Palestina).


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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