Eurovision 2019, intervista a Zala Kralj & Gasper Santl (Slovenia): “Dobbiamo rimanere fedeli a noi stessi, anche nei momenti difficili”


L’appuntamento con le interviste ai protagonisti di questa edizione dell’Eurovision Song Contest prosegue con il duo sloveno Zala Kralj & Gašper Šantl considerato come possibile “dark horse” di questa edizione eurovisiva.

Per loro è prevista l’esibizione nella prima semifinale di martedi 14 maggio, trasmessa in diretta su Rai4 dalle ore 21 (serata in cui l’Italia non ha diritto di voto).

Partiamo dalle origini. Come vi siete incontrati e quanto influisce la vostra relazione sentimentale sulla musica che componete?

Ci siamo incontrati quando Gašper era alla ricerca di un vocalist per il brano Valovi. Amiamo comporre insieme. Il legame più importante della nostra creatività è il nostro desiderio combinato di raccontare storie con le nostre canzoni e la capacità di scrivere e interpretare la musica l’un l’altro.

Siete un giovanissimo duo che ha iniziato a fare musica nel settembre 2017 con la pubblicazione di Valovi. Inizialmente Zala Kralj era solo una dei numerosi vocalist di Gašper Šantl prima di diventare un vero duo. Cosa ha Zala Kralj che gli altri vocalist  hanno dimostrato di non avere?

Gašper: Il mio amico Žiga, che ora filma i nostri video musicali, mi ha mostrato le cover di Zala su Instagram e sapevo di aver trovato la cantante giusta. Era principalmente la sua serena tranquillità che mi affascinava.

Il primo successo arriva grazie alla pubblicazione di Valovi con il premio “Flauto d’oro come miglior brano del 2018”. Ve lo aspettavate? È un premio molto ambito in Slovenia?

È un premio che significa molto per noi. Valovi è molto speciale per noi, perché segna l’inizio del nostro viaggio musicale insieme. Non ci aspettavamo un tale successo, ma abbiamo fatto del nostro meglio per creare qualcosa di meraviglioso. Siamo felici che sia stato accolto così bene.

Passiamo a “Sebi”, vincitore di EMA 2019 e che porterete all’Eurovision. Di cosa tratta? Quale messaggio vorreste portare?

Immagina di seguire una stella, che in seguito viene coperta da una nuvola. Non ti è rimasto altro se non affidarti a te stesso e rimanere fedele a ciò che sei. Ecco di cosa parla la nostra canzone. Riguarda la fiducia che riponi in te stesso, anche quando i tempi sono difficili. Non c’è bisogno di chiedere scusa per quello che sei.

La performance all’EMA era molto minimal in linea con la canzone. Rimarrà la stessa o cercherete di renderla più dinamica all’Eurovision?

L’idea e il concetto rimarranno sicuramente gli stessi. Cureremo solo i dettagli.

Nella videoclip di “Sebi” ci sono molti oggetti volanti come droni, aerei giocattolo e un vero aereo. Cosa rappresentano?

Ci sono molte possibilità! Vorremmo che ogni spettatore trovasse ciò che meglio lo rappresenta per se stesso. E questo è anche ciò di cui parla la nostra canzone: rimanere fedeli a se stessi.

È stata Netta Barzilai a ispirarvi ad andare all’Eurovision dato che, come voi, ha usato uno strumento elettronico sul palco?

Andare all’EMA è stata una nostra decisione, ma apprezziamo davvero Netta per il suo personale stile e per il fatto che porta un messaggio. In questo senso ci è sicuramente d’ispirazione.

Alcuni definiscono la vostra musica trip-hop, altri dream-pop o anche Lo-Fi. Chi ha ragione? Che reazione vi aspettate  dal pubblico dell’Eurovision?

Non sentiamo il bisogno di essere definiti. La nostra musica riflette chi siamo e ne siamo orgogliosi. Non siamo ossessionati da come il pubblico reagirà alla nostra musica, tuttavia, essere accolti  dalle persone e toccare il cuore di qualcuno con il tuo lavoro è la cosa più bella che possa capitare ad un’artista.

Cosa ne pensate del fatto che venite considerati come possibile “dark horse” di questa edizione dell’Eurovision?

Non ci stiamo davvero pensando. Vogliamo solo rappresentarci come siamo e speriamo che le persone si connettano con la nostra musica. Se c’è un solo cuore che riusciamo a toccare, questa è già una vittoria per noi

Quanto è sentito l’Eurovision in Slovenia?

Alcune persone lo adorano e altre non lo seguono, proprio come qualsiasi altro evento. Non ci stiamo pensando troppo, ma siamo grati a tutti i nostri sostenitori.

Avete già sentito la canzone italiana? Cosa ne pensate? Siete mai stati in Italia?

Amiamo Mahmood e la sua canzone! Certo che siamo stati in Italia, è il nostro paese confinante!

Vi ringraziamo per la disponibilità e facciamo un grande in bocca al lupo per la prossima avventura eurovisiva. Volete lasciare un saluto ai nostri lettori?

Rimanete fedeli a quello che siete.


Consulta le oltre 150 interviste realizzate dal 2010 ad oggi


Non perderti nemmeno una notizia, unisciti al nostro canale Telegram oppure scarica la nostra Web App o seguici sui social: Facebook Twitter Instagram

Commenta questa notizia...