Intervista a Federico Russo: “Credo molto in Mahmood all’Eurovision 2019, ha un brano moderno e può conquistare il voto estero”


Per il quinto anno al commento della finale dell’Eurovision Song Contest, per Federico Russo arrivano ancora novità: in questa edizione infatti, come abbiamo svelato diverse settimane fa, lo ritroveremo anche al commento delle due semifinali (insieme a Ema Stokholma), martedi 14 e giovedi 16 maggio.

E per noi è diventato ormai un appuntamento fisso intervistarlo ogni anno, così, durante i preparativi per un trasloco, ha risposto a tutte le nostre domande.

Federico Russo

Ciao Federico, grazie per il tempo che ci dedichi. Questo per te è il quinto anno consecutivo al commento della finale dell’Eurovision Song Contest (a cui questa volta si aggiungono anche le due semifinali insieme a Ema Stokholma), una bella soddisfazione… 

Già, questo è il mio quinto anno e spero sia anche il quinto di una lunga serie, perché mi piace molto la tradizione e la continuità delle cose. Ormai posso dire che l’Eurovision è un evento che conosco bene, per cui mi sento felice nel farlo e ogni anno si impara qualcosa di diverso. Inoltre ogni anno lo vivi in maniera diversa a seconda della città in cui si svolge, in questo caso siamo in una città in cui non sono mai stato e c’è quindi anche questo fascino. Tel Aviv deve essere un posto meraviglioso, era un po’ che l’avevo segnata sul mio mappamondo personale per i viaggi futuri e riuscirci ad andare per un’occasione del genere è una figata doppia.

Cosa hai apprezzato o meno dell’edizione passata, tenutasi a Lisbona?

Lo scorso anno Lisbona mi è piaciuta, non so se è la mia esperienza preferita,  forse no, ma sai, poi la città fa gran parte della cornice. Come sempre organizzazione impeccabile, devo dire che mi è rimasto in generale il ricordo di una settimana speciale, come è sempre quella dell’Eurovision. Poi è stato bello vedere in giro per la città anche dei tifosi di tantissime nazionalità, come ad esempio gli australiani, con tanto di bandiere e costumi da canguro, come successo sotto l’albergo lo scorso anno (ride). Mi fa capire che ogni anno la partecipazione aumenta, non saprei immaginare come possa aumentare ancora di più… è una cosa stupenda.E’ stato  uno di quei Eurovision in cui la favorita poi vince.

Avevi qualche preferito tra gli artisti in gara? 

Io ero innamorato dei vichinghi danesi e della loro esibizione (qui il video), lo scorso anno tifavo per loro nella maniera più assoluta. Mi piaceva anche il brano portato da Cipro, Eleni Foureira girava per Lisbona come una diva con tutto il suo entourage, firmava autografi… era un bel personaggio. Mi piaceva ovviamente Netta, perché appena ho ascoltato il suo brano ho capito che c’era il potenziale per vincere, se avessi dovuto scommettere un centesimo, avrei scommesso su di lei.

Il bello dell’Eurovision è che arrivi nella serata della finale con altri preferiti e una volta che si sono esibiti dal vivo scopri che ci sono delle sorprese, come successo con Sobral, nessuno lo aveva calcolato fino alla settimana dell’Eurovision, poi alla vigilia era diventato uno dei favoriti. Queste sorprese spesso vengono fuori sul momento, dopo l’esibizione… arriveremo quindi lì con delle aspettative e poi succederà tutt’altro.

A proposito di Sobral, post Eurovision non rilasciò dichiarazioni troppo lusinghiere sull’evento e sulla vincitrice della scorsa edizione (Netta).

Diciamo che è un po’ spocchioso, nel senso come gli spocchiosi, vogliono fare quelli che non sono mainstream ma allo stesso tempo lo sono. E’ un atteggiamento che a me non piace pur essendo molto rock’n’roll. O sei veramente contro tutto ciò che è mainstream – e nel 2019 è comunque ridicolo, perché queste etichette nel 2019 nella musica non dovrebbero esistere – oppure partecipi e gareggi con il rispetto che portan tutti. Però devo dire che ho sempre apprezzato la sua canzone, che mi piace tantissimo e sul suo talento non discuto.

In questi anni è cambiata la percezione dell’evento?

Senz’altro nelle persone, lo vedo partecipandovi. Capisco che un tempo quando dicevo vado a  fare l’Eurovision, non tutti mi rispondevano prontamente, mentre adesso si sa cos’è, è molto più seguito, lo dicono anche i numeri degli ultimi 5 anni e questo mi rincuora perché alla fine è come gli Europei di qualsiasi altro sport, noi andiamo lì, siamo l’Italia, tifiamo Italia.

E’ un gioco ma anche una gara e credo che Mahmood quest’anno (così come i nostri precedenti rappresentanti) abbia bisogno di tutto il tifo dei propri connazionali, esattamente come quando la nazionale azzurra di calcio va agli Europei.

Vedo che comunque sta diventando un appuntamento più sentito oltre che seguito, non soltanto dal punto di vista dei numeri di audience di chi segue l’Eurovision, ma proprio sentito nel senso che è arrivato il momento di vincere, ce lo meritiamo, ci siamo andati molto vicini, negli ultimi anni abbiamo fatto degli ottimi piazzamenti, quest’anno non mi voglio pronunciare, ma credo molto in Mahmood perché credo sia un talento molto internazionale e possa conquistare non solo gli italiani ma anche chi è all’estero e può votare. E’ molto internazionale come sound, è bello andare da italiani e proporre qualcosa di molto moderno.

Visto che avete anche quest’anno la nostra Guida all’Eurovision 2019 (in uscita a breve per tutti i nostri lettori), ti preparerai all’evento con la solita minuziosità?

Come tutti gli anni la vostra guida è preziosissima e studio e arrivo già preparato, ma soprattutto in quei giorni è bello, perché è come avere il testo a fronte, studi dalla guida e allo stesso tempo vedi la gran parte delle cose che hai letto da vicino, quest’anno poi ci sto anche di più.

… perché ti ritroveremo al commento anche nelle due semifinali (insieme a Ema Stokholma su Rai 4), dunque non ti perderai nemmeno mezza esibizione.

Esatto, è la prima volta che mi succede e sono esaltatissimo, perché mi piace il fatto di seguire l’evento in toto e al di là della soddisfazione, mi è anche super utile perché a questo giro arriverò alla finale ancora più preparato, visto che in semifinale ascolterò e conoscerò tutto. Mi piace che ci sia questa continuità tra semifinali e finale e mi piace l’idea che questa continuità sia io (sorride).

Una continuità su canali tv diversi ma soprattutto con compagni di viaggio differenti… Insinna nella finale e Ema Stokholma nelle semifinali.

Ho degli ottimi ricordi delle esperienze fatte con Flavio Insinna e ci siamo sempre molto divertiti e sono sicuro che anche quest’anno ci divertiremo molto e sono contento anche di dividere l’esperienza delle semifinali con Ema Stokholma.

Con Ema Stokholma vi conoscevate già?

Ci siamo conosciuti un po’ di tempo fa, ci siamo rivisti di recente per girare il promo (realizzato per promuovere le semifinali su Rai 4) ed è una persona che mi sta molto simpatica a pelle e penso che anche con lei ci divertiremo tanto. E’ un ambiente in cui ci si può divertire molto, sia in onda che fuori onda, con tutto il contorno dell’Eurovision, i party, il clima di festa che si respira in città etc etc. Sono contento di dividere con tutti e due questa esperienza e di vivermi tutta la settimana eurovisiva.

Quest’anno praticamente “volerai” dagli studi di Quelli che il Calcio all’Eurovision e viceversa…

Arriverò lunedi a Tel Aviv, perché domenica ho l’appuntamento con Quelli Che il Calcio e si prospetta una settimana molto piena. Gireremo anche contenuti in giro per la città, sia per Rai 1 che per Rai 4 (potete leggere delle “pillole” di Eurovision Story nel nostro articolo dedicato) e come sempre è molto utile vedere la prova generale della sera prima di ogni show.

La domenica poi ci sarà l’ultima puntata di Quelli che il Calcio, proprio come lo scorso anno, ma stiamo cercando di capire se riusciamo ad organizzare, in via eccezionale, un collegamento da lì, stiamo ancora valutando.

Ti vedremo anche nell’anteprima dopo il TG1 delle 20 di sabato 18 maggio?

Si stiamo lavorando anche su quello… ma non posso ancora dirti molto.

Una edizione che vedrà anche un ospite d’eccezione: Madonna. Ti aspetti qualche sorpresa/polemica, visto il personaggio?

E’ un ospite bomba, come in Svezia quando ci fu Justin Timberlake. Diciamo che torna l’ospite internazionale e il nome l’hanno scelto proprio bene. Sono curioso di vedere la sua esibizione, cosa farà e cosa dirà… Non soltanto me lo aspetto, ma spero dica cose importanti sul palco e spero che qualsiasi cosa faccia, sia nello spirito dell’Eurovision. Vedremo…

Apriamo una piccola parentesi più seria: la tensione tra Israele e Palestina è ancora alta, come vivi questa situazione? Ti preoccupa un po’?

Sono assolutamente tranquillo e vivo questa esperienza come una opportunità per visitare una città che è tanto che volevo visitare da tempo e la vivo anche come una opportunità dal punto di vista non solo mio: ogni anno l’Eurovision ha uno slogan diverso, ma in ogni caso ogni volta è una opportunità di unione, di colori, è una competizione che poi alla fine porta tanta unione e la vivo come una occasione. Penso che anche chi organizza l’evento a Tel Aviv la viva come una occasione e la sfrutti come una opportunità.

Come ormai abitudine, chiudiamo questa intervista con te chiedendoti di lasciare un messaggio al nostro rappresentante, Mahmood.

Come sempre dico vai, divertiti e sii te stesso.  Che è quello che di solito si dice in queste occasioni. E’ una opportunità, come gli ho detto alcuni giorni fa quando ci siamo visti. Io ho conosciuto Mahmood quando ero in giuria per Area Sanremo 2015. E’ un talento che conosco da tempo e sono orgoglioso di essere stato in quella giuria che lo ha selezionato, insieme ad altri talenti che poi sono finiti all’Eurovision, come Ermal Meta, Gabbani e appunto Mahmood. E non è ancora finita, chissà che non ci finiscano anche gli altri.

Sono felicissimo di ritrovarlo sul palco dell’Eurovision, seguito da tutto il mondo. Sono contento per lui, gli auguro di divertirsi e sarà sicuramente una delle esperienze più indimenticabili della sua carriera, che di esperienze indimenticabili gliene regalerà eccome.

La prima cosa che gli ho detto l’ultima volta che l’ho visto è stata: qualsiasi sia il piazzamento chi se ne frega, c’è tutto il mondo che ti vede, tutta Europa che ascolta e compra la tua musica, un’occasione strepitosa e tra l’altro una settimana divertentissima. Così come mi sento fortunato io di andare lì a commentarla, lui lo è ancora di più ad andare lì e a portare la sua musica in quel palco.


Ringraziamo Federico per questa quinta intervista in cinque anni e facciamo un grande in bocca al lupo a lui e naturalmente al nostro Alessandro Mahmood per la sfida che lo attende sabato 18 maggio, in diretta dall’Expo di Tel Aviv e davanti ad una immensa platea televisiva.


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