Eurovision 2019, intervista ad Ema Stokholma e Gino Castaldo (Radio 2): “Sarà una esperienza straordinaria”…


Abbiamo l’occasione di intervistare Ema Stokholma e Gino Castaldo, ovvero le voci che commenteranno la finale dell’Eurovision 2019 su Radio Due Rai. Una coppia collaudata, quella della dj e del giornalista di Repubblica, che ha già commentato sia Sanremo che anche il concerto del Primo Maggio.

Ci rispondono, come potete vedere dalla foto, direttamente dagli studi Radio Rai poco prima della diretta (e ovviamente li ringraziamo per il tempo che ci hanno dedicato).

Ema Stokholma e Gino Castaldo

Ema Stokholma, hai avuto esperienza al commento dell’Eurovision Song Contest anche l’anno scorso. Che idea ti sei fatta dello show?

Non pensavo di divertirmi così tanto nel commentarlo, è uno show all’altezza dei tanti paesi che lo vedono: non c’era un errore, tutto alla perfezione, tutto fatto benissimo. Molto bello e divertente, alcuni gruppi fanno anche molto ridere. Il livello della musica è curioso, perché alcuni Paesi  sembrano molto avanti rispetto a noi, almeno rispetto al brano dell’anno scorso e altri molto legati alle tradizioni. Sicuramente è stata una scoperta conoscere la musica di alcuni paesi poco noti.

A proposito di artisti noi andiamo con Mahmood che in Italia ha ricevuto consensi ma anche polemiche legate alle sue origini, mentre all’estero sembra godere di un consenso unanime…

Ema Stokholma: Penso che sia davvero un artista internazionale. Io ci credo che possa fare bene, il brano ‘arriva’ molto, è musicalmente moderno nel testo, nella musica e anche lui come personaggio. Non ho ancora ascoltato le canzoni, ma sarò a Tel Aviv dal 12 al 18 maggio quindi cercherò di conoscere tutto.

Gino Castaldo, non sei nuovo all’Eurovision, perché l’hai seguito anche per Repubblica

Non l’ho seguito sempre però devo dire che una volta siamo stati protagonisti a Repubblica di un episodio curioso: il mio collega Ernesto Assante si rese conto che l’Eurovision c’era (era mi pare il 2009), ma in Italia non lo mandava in onda più nessuno, così chiamammo l’EBU tre giorni prima del concorso e  chiedemmo di averlo gratis. Il nostro blog di Repubblica fece così il videoblogging in diretta con le immagini dell’EBU. Fu molto divertente e fra l’altro era un concorso molto diverso, c’era più folklore, mentre oggi è già più omologato.

A proposito di folklore, la questione lingua nelle canzoni è sempre argomento di discussione. Preferite ascoltare brani in inglese o nelle lingue nazionali?

Gino Castaldo: Personalmente sono per le lingue nazionali. Se c’è un cantante kazako voglio sentire la sua lingua. L’Eurovision è una grande vetrina, è uno sguardo sul mondo ed è giusto scoprirlo tutto, in ogni aspetto, anche se magari qualcosa può sembrarci pacchiano. E’ quello l’interessante, secondo me, scoprire nuove lingue, nuovi suoni, nuovi aspetti.

Ema Stokholma: Io invece il contrario, perché penso soprattutto ai giovani che partecipano e magari hanno aspirazioni a livello commerciale. L’inglese sicuramente è una porta più facile verso il mondo, se si punta a questo.

Ema e Gino: (ridono) Siamo una coppia fantastica, andiamo d’accordissimo! Sarà un commento straordinario, la vediamo diversamente su tante cose, abbiamo punti di vista diversi, ma è anche questo il bello di fare un commento insieme…

Come si racconta alla radio un evento che per la radio era pensato originariamente ma che oggi è anche e soprattutto un evento televisivo?

Ema Stokholma: Cercando di divertirsi e raccontare quello che si vede, compresi i vestiti e le ambientazioni. Per esempio, se arrivano i vichinghi bisogna raccontarlo. Però alla fine viene tutto naturale, perchèé è fatto molto bene e pensato proprio per essere raccontato. Poi io e Gino abbiamo molta sintonia. Dopo la gavetta di Sanremo, possiamo raccontare anche Game of Thrones…

Gino Castaldo: Abbiamo sviluppato una buona intesa, credo ci verrà tutto molto spontaneo, poi l’Eurovision si presta bene…

L’Eurovision in Israele, dopo la vittoria di Netta è stata fonte di grandi polemiche: è partito anche un movimento per il boicottaggio della rassegna per le vicende legate alla Palestina, capitanato da Roger Waters dei Pink Floyd. Qual è la vostra opinione in merito?

Ema Stokholma: Credo che si parla di spettacolo e di intrattenimento ed è un peccato boicottarlo proprio perché permette di far vedere il paese sotto una luce diversa. Israele ha bisogno dell’Eurovision per mostrarsi sotto una luce diversa, perché questo aspetto di Israele, quello aperto ed accogliente arriva un po’ meno in Europa.

Gino Castaldo: Roger Waters è un vecchio trotzkista, è l’ultimo comunista del mondo occidentale (ride). Penso che lo spettacolo sia il modo giusto per sciogliere queste tensioni. Boicottare uno show non serve a niente.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

2 Risposte

  1. Markus Steiner ha detto:

    Hai perfettamente ragione Protovit. Spero che i commenti non raggiungano i bassi livelli dello scorso anno, almeno per quanto riguarda quelli relativi alle semifinali. Suggerisco anche al Sig. Insinna, solito a battute poco rispettose degli usi e costumi altrui, di pensare e contare almeno fino a dieci quando dovrà esprimere giudizi. E comunque che la Siga. Stokholma alla data del 04/05/2019 non abbia ancora ascoltato le canzoni in gara è davvero cattivo indice. Mah……

  2. protovit ha detto:

    Ema Stokholma non ha ancora ascoltato le canzoni… E questa deve commentare le serate? Se pensasse a farsi meno tatuaggi e a studiare un pò? E quest’altro, Cataldi, che parla di un cantante kazako? Ma dove e quando lo ha visto un cantante kazako sul palco dell’ Eurovision Song Contest? Purtroppo mi viene da piangere ogni volta che vedo la preparazione della classe giornalistica italiana. Posso andare a commentarlo io l’Esc quest’anno? Almeno le canzoni le ho sentite, un pò di storia della manifestazione, anche grazie a voi, la conosco. Parlo italiano correttamente… io sono pronto. E commenterei la manifestazione anche gratis. Che tristezza!!! :(((

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