Eurovision 2019, al via le prime prove: spiccano Cipro e la Bielorussia, bene la Serbia


Report Live da Tel Aviv | Sono partite oggi le prime prove in vista dell’Eurovision Song Contest 2019, che si terrà dal 14 al 18 Maggio a Tel Aviv. A calcare in queste ore il palco dell’Expo di Tel Aviv sono stati gli artisti della prima metà della prima semifinale del prossimo 14 Maggio, in onda in Italia su Rai4 con commento di Federico Russo ed Ema Stokholma. Di seguito, qualche anticipazione dalle esibizioni e le impressioni della sala stampa eurovisiva.

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Foto: Andres Putting

Inaugura il palco dell’Eurovision 2019 la cipriota Tamta. Un concentrato di energia ha sopraffatto la sala stampa, sulle note di una “Replay” che pare il sequel dell’arcinota “Fuego” di Eleni Foureira. Vestita con attillatissimi indumenti in pelle, Tamta è accompagnata sul palco da quattro ballerini, nonché da una scenografia corredata da diversi pannelli led aggiuntivi.

Rapidi gli stacchi di camera durante tutta la performance, compresa la ripetizione dell’inquadratura sul ritornello, ripresa dal video ufficiale della canzone. Cipro fissa subito l’asticella della competizione molto in alto e si candida alle posizioni all’apice della classifica.

Convincente anche la prima prova dei Lake Malawi, la band della Repubblica Ceca in gara all’Eurovision 2019. Una performance ispirata ai social network, tanto che qualcuno assomiglia la messinscena – anche con l’aiuto della realtà aumentata a schermo – a una storia raccontata tramite le stories e i post di Instagram.

Ottima la connessione del cantante con telecamere e pubblico, e il continuo saltellare dentro e fuori dalle cornici poste sul palco. Un insieme molto colorato e divertente, con la parola “Friend” – tradotta in molte lingue – che appare a schermo con il logo dei Lake Malawi sul finale della performance.

Si torna su ritmi più uptempo con Darude feat. Sebastian Rejman. Il duo finlandese creatosi per l’occasione ha offerto una esibizione non diversa da quanto già visto all’UMK – la selezione nazionale – non fosse per il fatto che le telecamere ora si concentrano molto di più sul cantante, lasciando al DJ di fama internazionale solo alcune inquadrature sporadiche e una posizione laterale sul palco principale.

Rimane la ballerina al centro della messinscena, stavolta piazzata su un podio e non su un cubo rotante. L’insieme è un po’ vuoto (complice forse il susseguirsi di stacchi molto larghi e panoramici), ma forse è solo questione di riempire l’arena di pubblico.

Diversi problemi tecnici durante le prove delle Tulia, in gara per la Polonia all’Eurovision 2019, tuttavia risolti nel corso dei vari take. Le quattro ragazze riescono a interpretare la canzone dal sapore folkloristico in maniera molto convincente, aiutate da una messinscena ben congegnata.

Le cantanti si trovano su una piattaforma rotante, vestite con abiti piuttosto appariscenti che, in realtà, riescono ad esaltare la loro fisicità e il loro volto. Varie inquadrature girevoli rendono l’esibizione dinamica nonostante le quattro artiste rimangano sostanzialmente ferme. Impeccabile la resa vocale, dopo la risoluzione degli iniziali problemi con le cuffie in-ear.

Una completa immersione in una atmosfera onirica quella offerta da “Sebi” di Zala Kralj & Gašper Šantl. La Slovenia gioca infatti su atmosfere pacate, uno sfondo fatto di stelle, galassie e luci soffuse. Vestiti semplici per i due ragazzi, bianchi in modo da riflettere i colori blu dei fari dell’Expo Tel Aviv, per concentrare l’attenzione dello spettatore sulla canzone.

E’ tutto un gioco di sguardi, più o meno intensi, tra i due componenti della giovane coppia, che sembra compiere un vero e proprio viaggio interstellare, aiutato dalle inquadrature appositamente studiate. Una performance diversa da quanto visto finora, che probabilmente saprà ritagliarsi il suo posto in finale.

Si continua con i gruppi vocali volando in Montenegro: i D Mol regalano una piacevole esibizione alla sala stampa con “Heaven”, anche se l’insieme pare non sufficiente per aggiudicarsi un passaggio in finale. I 6 giovani cantanti si trovano inizialmente sparsi lungo l’intera area del palco, salvo poi portarsi al centro ed esibirsi in fila e in cerchio.

Una esibizione diversa da quella di Montevizija, anche per quanto riguarda l’outfit, in quanto tutti gli artisti sono vestiti di bianco, con alcuni accessori color porpora. Un insieme carino ma tutto sommato già visto, per il quale non è assicurato il passaggio in finale, né tantomeno la vittoria.

Staging minimalista per Joci Pápai, uno dei veterani dell’Eurovision in quanto già in gara nel 2017. Outfit nero e scalzo sul palco, il cantante inizia la performance seduto su una scatola. In seguito, si alza e si sposta lungo il palco, contornato da un imponente lavoro di grafiche sugli schermi posti sia alle spalle che sul pavimento del palco.

Luci rosse e dorate colorano l’arena, dando risalto alle scintille proiettate un po’ ovunque, talvolta graficamente organizzate per formare sagome, percorsi dorati che il cantante segue nei suoi movimenti, o cascate luminose. Tutto molto minimal e intimo, ma con la capacità di dare risalto a una performance intensa.

Si impone nel corso della giornata anche la rappresentante della Bielorussia, ZENA, che con la sua “Like It” promette di dare battaglia alla cipriota Tamta e, in ogni caso, a far ballare l’intero pubblico dell’Eurovision 2019.

Una performance che contiene tutti gli elementi per un buon risultato: atmosfera molto urban, vestito ricco di graffiti, utilizzo dei getti di fumo, grande supporto scenografico dall’illuminazione, ballerini a lato della cantante, coreografia durante tutta la canzone e, ovviamente, un’ottima voce, anche se oggi pare che ZENA l’abbia un po’ risparmiata per le successive prove.

Si passa in quota ballad con la Serbia, che chiude le prove della giornata. Vestito nero e accessori metallici per Nevena Božović, che sta ferma durante l’intera esibizione e lascia che sia l’intera scenografia a dare movimento alla performance. Il palco e i ledwall sullo sfondo raffigurano un vetro rotto, su cui scorrono gocce d’acqua, che progressivamente comincia a ruotare e modificarsi, per poi passare a colori più caldi e luminosi sul finale della performance.

Un insieme che valorizza la voce impeccabile della cantante e della lingua serba e che nobilita “Kruna“, nonostante alcuni problemi tecnici con l’uso della macchina del fumo, che hanno addirittura oscurato completamente la cantante durante una delle ripetizioni.


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