Pioggia di missili tra Gaza e Israele: timori per l’Eurovision 2019


Erano anni che non si vedeva una pioggia di missili di tale portata partire dalla Striscia di Gaza in direzione di Israele: nel giro di 48 ore sono stati sparati oltre 650 tra colpi di mortaio e razzi.

Missili Gaza Israele

Missili lanciati dalla Striscia di Gaza verso Israele | Credit: AFP

Da quanto riferiscono i media locali, il raggio d’azione è stato al momento ridotto (i missili sono arrivati fino alle città di Ashkelon e Ashdod), ma sono bastati a causare quattro morti tra gli israeliani e oltre 80 feriti.

Striscia di Gaza

L’inasprimento della tensione arriva in un momento molto delicato, tra i festeggiamenti per l’Indipendenza (questa settimana) e l’Eurovision Song Contest, evento che porterà migliaia di turisti e fan e per cui a questo punto stanno nascendo non pochi timori.

La Jihad islamica ha minacciato infatti una ulteriore escalation di violenza fino alla “guerra totale”: tra gli obiettivi dell’organizzazione ci sono i porti di Ashdod e di Haifa, la centrale atomica di Dimona e l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv. Quest’ultimo è il principale aeroporto del paese, in cui atterreranno turisti e i tanti spettatori (italiani compresi) del prossimo Eurovision.

A non rasserenare gli animi ci sono anche le dichiarazioni del ministro per gli Affari Strategici e la Sicurezza Pubblica – Gilad Erdan – secondo cui “le preoccupazioni per l’Eurovision non ammorbidiranno la forza della nostra risposta”, aggiungendo “gli eventi culturali non dovrebbero essere considerati, quando si tratta della forza della nostra rappresaglia”.

A queste si aggiungono le parole del Ministro della Scienza, della tecnologia e dello spazio Ofir Akunis, riprese dal quotidiano israeliano Haaretz: “l’Eurovision 2019 è in fondo alla lista delle priorità”. Per il Ministro della cooperazione regionale Tzachi Hanegbi “il concorso musicale non è influenzato dalle preoccupazioni militari israeliane. Per l’Eurovision, che è un evento culturale, questo non può essere un problema”.

Per il quotidiano israeliano, se la trasmissione dell’evento dovesse essere interrotta o addirittura cancellata a causa delle minacce di Hamas, sarebbe un duro colpo per il prestigio di Israele. Intanto un primo colpo lo ha già assestato: a causa delle ostilità in corso (e il fatto che Tel Aviv è la nona città più cara al mondo), il flusso di turisti legato all’Eurovision potrebbe limitarsi a poche migliaia (circa 5.000).

Nei prossimi giorni avremo due nostri inviati in città e ci potranno anche riferire del clima che si respira durante l’evento, nella speranza che la situazione non degeneri.

A seguire, l’edizione delle 20 del TG La7, con la citazione dell’Eurovision nell’anteprima (intorno al minuto 1:12).


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