Eurovision Song Contest 2019, live da Tel Aviv il racconto dell’orange carpet


Report Live da Tel Aviv | In diretta da Habima Square di Tel Aviv ha preso ufficialmente il via la settimana eurovisiva, con la passerella dei 41 artisti in concorso, che quest’anno, per motivi prettamente di sponsor, vede trasformarsi il carpet da red ad orange.

Molto male, l’avvio: mezzora di ritardo, ritmi lentissimi, numeri di intervallo lunghissimi ed inutili (quasi 20 minuti con Netta) che appesantiscono uno show veloce.

Serhat | San Marino

La rivincita dell’eleganza maschile, spesso in secondo piano anche all’Eurovision Song Contest. Molti hanno scelto il bianco e nero elegante: vince senz’altro Victor Crone, che si stacca cromaticamente preferendo un blu scuro ma ci abbina – unico – una cravatta bicolore a righe diagonali.

Scelgono il due pezzi  più o meno classico Darude e Sebastian Rejman, i giovanissimi Lake Malawi, Chingiz e Joci Papai, che lo sdrammatizza con una lunga camicia extralarge.  Eliot e il suo vicino Duncan Laurence invece scelgono un total black sportivo, mentre Sergey Lazarev lo spezza con ricami argento sulla giacca.

Tonalità su grigio per il completo di Miki, mentre il padrone di casa Kobi Marimi acclamatissimo, sceglie un total white. al pari di John Lundvik. Sobrietà in bianco e nero anche per i lettoni Carousel, mentre l’altra accoppiata, quella composta da Zala Kralj e Gasper Santl, sceglie anch’essa il bianco, sia pur con uno stacco sul grigio chiaro per la camicia di lui.

Serhat, il rappresentante di San Marino sceglie invece di avvicinarsi ai colori della bandiera del piccolo stato e abbina giacca bianca con bordi azzurri a pantaloni azzurri. Niente cappello, saluta tutti, stringe mani.

Il nostro rappresentante Mahmood invece ha scelto un look completamente sportivo, con camicia rosa con motivi, calzoni neri con catena. Spigliato, per nulla intimorito dalla passerella, ha raccontato cosa c’è dietro alla canzone e poi ha eseguito a richiesta l’inciso.

Mahmood

Fra le donne, vince la gara – per distacco – Nevena Bozovic, avvolta in un meraviglioso abito nero con trasparente, lungo spacco e velo in testa: la bellezza indubbia della cantante slava ne esce valorizzata. Lungo vestito nero anche per Tamara Todevska, mentre  Sarah Mc Ternan è in versione sirena: abito lungo fasciante bianco. Stesso colore scelto anche da Srbuk, che veste a pelle, lasciando il seno scoperto.

A portare il colore ci pensano Leonora, la giovanissima danese, avvolta in un lungo vestito verde, Anna Odobescu, con un lungo abito rosso tradizionale, e le donne del derby ellenico: vestito cortissimo azzurro per Tamta, abito altrettanto corto fiorato con coroncina in testa per Katerine Duska.

Sorprende, vista la giovane età, la bielorussa Zena, che si presenta sottobraccio a due boys, con un vestito corto con paillettes e scollatissimo. Tulia in coordinato azzurro e oro, finalmente le vediamo vestite diversamente che con abiti tradizionali.

Chi non rinuncia alla trasgressione sono quelli dai quali te lo aspetti: gli Hatari, a metà fra il bdsm e il crossdressing: uno dei componenti maschili ha un lungo vestito nero di pizzo chiaramente femminile. Conan Osiris anche sceglie un vestito scuro lungo, di taglio femminile,  mentre Bilal Hassani… beh, non servono presentazioni. Basta la foto!

Bilal Hassani | Francia

Al termine dell’orange carpet si è poi svolta la cerimonia di benvenuto, a cura del sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai, del direttore generale di Kan Eldad Koblenz e di Jon Ola Sand, supervisore della manifestazione per conto della EBU.

And now, let’s the Eurovision Song Contest begin! Qui sotto una piccola gallery, ma potete trovarne una completa sulla nostra pagina Facebook.

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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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