Paolo Bonolis su Sanremo: “Eurovision più contemporaneo, l’Ariston resta un teatro”


Che Paolo Bonolis abbia sempre visto l’Eurovision Song Contest con interesse e curiosità non è una notizia nuova: già nel 2017 aveva spiegato come l’Ariston fosse un luogo troppo limitato per il Festival di Sanremo, chiarendo come fosse necessario guardare maggiormente all’Eurofestival.

In una intervista rilasciata al portale fanpage.it, il noto conduttore televisivo non ha usato mezze parole per rimarcare la propria posizione in merito al Festival di Sanremo.

Secondo Paolo Bonolis, infatti, una nuova location per il Festival della Canzone Italiana darebbe nuova linfa vitale alla kermesse canora italiana:

Quando guardi l’Eurofestival capisci che la musica può essere raccontata in una maniera più contemporanea, di ampio respiro. L’Ariston, per quanto sede storica del Festival, resta un teatro. Non è inadatto, ma ha consumato se stesso, ha esaurito le sue potenzialità di racconto. Se vuoi avere un Festival più contemporaneo devi cambiare sede. Se si potesse cambiare, là dove me lo chiedessero, mi piacerebbe lavorare a questa nuova immagine di Sanremo.

Il conduttore, dunque, accetterebbe di prendere nuovamente in mano le redini del Festival di Sanremo solo nel caso di una location più ampia, potendo sperimentare le possibilità offerte da quest’ultima, ispirandosi a quanto accade per l’organizzazione eurovisiva, maggiormente libera di rinnovarsi ogni anno.

Paolo Bonolis non risparmia inoltre qualche critica sulla struttura delle serate di Sanremo e alla mancanza di controprogrammazione, vista come un deterrente alla possibilità di apportare radicali cambiamenti al Festival:

Non lo seguo particolarmente. Mi è piaciuto farlo, non mi diverte molto vederlo. Trovo che fino al 2009 fosse divertente fare Sanremo per la fortissima contro programmazione, che oggi non c’è per questa sorta di accordo tra gentiluomini fatto tra le due aziende. […]

Credo che in questo modo anche chi deve realizzarlo, per quanto intrepido e attento, si lasci sedurre dalla pigrizia del comunque acquisibile facilmente. Quindi viene fuori un racconto in cui non mi pare ci sia nulla di trascendentale, ma più che altro delle lunghissime puntate di Domenica In con una gara musicale dentro.

Nonostante negli ultimi anni gli organizzatori del Festival di Sanremo abbiano cercato di spingersi sempre oltre, pur nelle ampie limitazioni imposte dal Teatro Ariston, portando in capo nuove tecnologie e innovazioni, i margini di innovazione sono ancora alti.

Grazie però al sempre maggiore successo dell’Eurovision in Italia e all’attenzione che questo evento attira, nel corso delle edizioni abbiamo assistito all’adozione – per la kermesse italiana – di nuove telecamere come la Spidercam, del sistema CuePilot per le inquadrature e di nuove tecnologie per illuminazione e scenografia. Arriverà anche l’upgrade degli spazi con l’individuazione di una nuova location?


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2 Risposte

  1. Antonio Bertocchi ha detto:

    Il problema del festival di sanremo è che quasi nessun big della canzone italiana vuole partecipare alla gara, poi si lamentano se vincono i vari Gabbani e Mahmood di turno con tutto il rispetto

  2. protovit ha detto:

    Che fine ha fatto il Palafiori di Sanremo? Mi ricordo che nel 1990, nell’edizione vinta da Riccardo Cocciante, in concomitanza con i 40 anni del Festival della Canzone Italiana, organizzatore Adriano Aragozzini, si inaugurò l’imponente nuova struttura che avrebbe proprio dovuto ospitare il Festival di Sanremo negli anni a seguire. E poi? Che è successo? Perchè non è stato più utilizzato?

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