Eurovision 2019, finale: la review della prova giurie con Mahmood


Resoconto live dalla Sala Stampa dell’Eurovision Song Contest 2019

I nostri inviati Antonio Scordino e Alessandro Maio hanno seguito la jury rehearsal della finale dell’Eurovision 2018 – in onda domani (18 maggio) dalle 20.40 su Rai1 – nel press center all’interno dell’Expo Tel Aviv in Israele.

La “prova delle prove” poiché stasera le giurie di qualità hanno avuto il compito di comporre le loro classifiche riguardanti le nazioni arrivate all’ultimo atto e influire sul 50% del risultato complessivo. Anche la giuria italiana è stata chiamata a votare!

© Andreas Putting

01. MALTA – Michela – Chameleon

La scenografia, che richiama il tema “Camaleonte”, è ancora migliorata rispetto alle prove precedenti. Ottimo pezzo, pop e orecchiabile, che fornisce alla finale dell’Eurovision un ottimo opening. Molto buona la resa vocale, ma la vediamo un po’ spenta, forse in preda all’emozione, almeno confrontato con quanto visto in settimana. Crediamo che possa in parte condizionare il punteggio. Speriamo inoltre non ci siano daltonici in giuria…!

Ecco di seguito le nostre previsioni di piazzamento in classifica finale.

Antonio: Tra 10 e 14

Alessandro: Tra 6 e 10

© Andreas Putting

02. ALBANIA – Jonida Maliqi – Ktheju tokës

Conferma le buone impressioni dei giorni precedenti. Perfezione vocale e ottima interpretazione emozionale in queste prove della giuria. Ridotti i “fuochi” un po’ troppo kitsch, che vengono lasciati per il climax finale. Crediamo tuttavia che il pezzo dal flavour etnico, dalla musicalità ricercata e in lingua albanese, sarà difficilmente apprezzabile dal grande pubblico.

Antonio: Tra 15 e 18

Alessandro: Tra 15 e 18

© Andreas Putting

03. REPUBBLICA CECA – Lake Malawi – Friend of a Friend

Performance in prova giurie disastrosa: attacco sbagliato, fuori tono, molta aria nella voce per tre infiniti minuti. Il pezzo continua ad essere molto piacevole e divertente, viene interpretato con energia, ma le tante imperfezioni tecniche non ne rendono l’esibizione godibile. Siamo abbastanza sicuri che le giurie ne stroncheranno le speranze, potrebbe essere invece in parte apprezzato nel televoto.

Antonio: Tra 22 e 26

Alessandro: Tra 15 e 20

© Andreas Putting

04. GERMANIA – S!sters – Sister

Dopo un inizio difficoltoso e barcollante, il pezzo decolla – almeno a livello vocale e tecnico. La performance, che ricorda le nostrane Paola e Chiara, e non è stata per nulla modificata rispetto a ciò che abbiamo visto nelle scorse settimane, rimane piatta e poco interessante. Il pezzo sarà purtroppo facilmente dimenticabile, soprattutto al momento del televoto.

Antonio: Tra 23 e 26

Alessandro: Tra 21 e 23

© Andreas Putting

05. RUSSIA – Sergey Lazarev – Scream

Sergey esegue il compitino: buona performance, ben studiata dall’inizio e per questo non modificata radicalmente, vocalmente sempre eccellente – tuttavia nella prova delle giurie ha mostrato alcune crepe soprattutto negli acuti finali. Pensiamo che questo potrà modificare, in parte, i voti dei giurati dei paesi più “neutrali”.

Antonio: Tra 4 e 8

Alessandro: Tra 2 e 5

© Thomas Hanses

06. DANIMARCA – Leonora – Love Is Forever

Un pezzo che ha come qualità principale la semplicità e la linearità e viene – correttamente – indirizzato bene e coerentemente anche nella performance. Orecchiabile e piacevole, inattaccabile nell’interpretazione tecnica, riesce anche a coinvolgere il pubblico che ne segue le melodie a ritmo di clap. Non riesce a trascinarci emotivamente, tuttavia crediamo che potrà fare bene nel posizionamento finale.

Antonio: Tra 10 e 14

Alessandro: Tra 8 e 12

© Andreas Putting

07. SAN MARINO – Serhat – Say Na Na Na

Il “dark horse” delle semifinali, la trash-sorpresa delle sorprese, si presenta con una coreografia ancora migliorata e un riff vocale nel ritornello che picchia in testa e conquista le masse. L’intonazione e l’interpretazione, in stile più da drag queen che da artista internazionale, è migliorata anche se ancora traballante. Memorabile… in qualche modo.

Entrambi non ci spieghiamo perché sia in finale, e ammettiamo di aver litigato nella previsione del posizionamento finale. Sicuramente dividerà opinioni del pubblico e della critica, verrà massacrato dalla maggior parte delle giurie ma farà incetta di televoto. Divide et impera?

Antonio: Tra 9 e 13

Alessandro: Tra 22 e 26

© Andreas Putting

08. MACEDONIA DEL NORD – Tamara Todevska – Proud

Inizio vocale incerto per l’interprete macedone che migliora radicalmente con l’inizio del primo ritornello. Ballad interpretata con grande passione e che potrà sicuramente contare sul sostegno di molti dei paesi confinanti ma anche di una discreta porzione delle giurie. Non muove le emozioni, ma non è di quelle canzoni che “skippi” nella playlist. In medio stat virtus.

Antonio: Tra 10 e 15

Alessandro: Tra 11 e 15

© Andreas Putting

09. SVEZIA – John Lundvik – Too Late for Love

Nessuna sbavatura di alcun tipo, performance impeccabile ma che – a onor del vero – non ha subito alcuna modifica o miglioramento dall’inizio delle prove. Ma ci chiediamo: forse era già troppo perfetta? John Lundvik in ogni caso non ne sbaglia una, ed è evidente dalla sala stampa quanto riesca a trascinare ed emozionare il pubblico e la critica. Boato finale dalla press room. Potrebbe essere il vincitore di quest anno, nel frattempo diamo per sicura una Top5.

Antonio: Tra 1 e 5

Alessandro: Tra 1 e 4

© Andreas Putting

10. SLOVENIA – Zala Kralj & Gašper Šantl – Sebi

La stampa reagisce all’esibizione degli sloveni come Grande Inverno davanti al Re della Notte: il gelo più assoluto. Performance nella norma, con qualche miglioramento nell’intonazione, ma senza emozione aggiunta. Il clima che crea, ad un primo ascolto, è gradevole – e crediamo che molte giurie possano apprezzarne l’atmosfera intimistica e l’arrangiamento sofisticato. Molto difficile venga riconosciuto un gradimento significativo dal pubblico a casa, con il quale il duo non riesce a connettersi.

Antonio: Tra 18 e 23

Alessandro: Tra 15 e 18

© Thomas Hanses

11. CIPRO – Tamta – Replay

Tamta ripresenta una performance sicuramente molto efficace, che farà incetta di voti soprattutto nella comunità LGBT – richiamando lo stile delle dive pop più adorate dal pubblico e lo stile quasi invincibile di “Fuego”. Questo ultimo elemento, tuttavia, ne potrebbe condizionare la valutazione spostandola probabilmente in negativo. Finale con climax molto alto e coreografia altamente efficace. Sarebbe stata perfetta per un closing. Le giurie non si spelleranno le mani.

Antonio: Tra 5 e 10

Alessandro: Tra 5 e 10

© Andreas Putting

12. PAESI BASSI – Duncan Laurence – Arcade

Emozionante e tecnicamente impeccabile, intonazione molto buona e contatto visivo con il pubblico migliorato in maniera drammatica. Performance grandemente migliorata rispetto a tutte quelle dell’ultima settimana. Favorito dai bookmaker, crediamo che le giurie ne apprezzeranno le qualità ma si orienteranno su altre scelte. Il televoto impazzirà, ma pensiamo che possa subire la dannazione del “vincitore annunciato”.

Antonio: Tra 2 e 4

Alessandro: Tra 2 e 8

© Andreas Putting

13. GRECIA – Katerine Duska – Better Love

Staging rimasto intatto, di gran classe e molto piacevole alla vista – un misto di primavera rinascimentale e danza classica – Katerine ha decisamente “ripulito” l’interpretazione vocale, precedentemente di qualità tecnica e intonazione perfetta ma dal timbro volutamente grezzo. La vocalità più flautata ne rende estremamente più gradevole ed efficace il risultato, ad aggiungersi alla piacevolezza del pezzo che verrà gradito in maniera equa da critica e pubblico. Radiofonico.

Antonio: Tra 8 e 12

Alessandro: Tra 9 e 13

© Andreas Putting

14. ISRAELE – Kobi Marimi – Home

Un pezzo che la stessa stampa e pubblico israeliano riconoscono come scarsamente efficace per la competizione – fatica a decollare nonostante l’armonia dei coristi sia di grande rinforzo musicale. La vocalità di Kobi anche in questa prova è ancora molto solida, nonostante quale sbavatura tecnica nella seconda parte del pezzo, tuttavia difficilmente emoziona e coinvolge. Nel 2020 siamo sicuri che non torneremo a Tel Aviv.

Antonio: Tra 20 e 24

Alessandro: Tra 24 e 26

© Thomas Hanses

15. NORVEGIA – KEiiNO – Spirit in the Sky

Uno dei pezzi più eurovisivi di quest anno, che conferma in queste prove per le giurie un ottimo apprezzamento da parte del pubblico. Il bridge in lingua autoctona e stile joik soffre ancora di grandi difficoltà di interpretazione e vocali, che ne condiziona in parte il godimento e l’efficacia totale. Crediamo che i fan “die hard” lo possano apprezzare, ma che nel contempo i gusti musicali del mercato si siano evoluti e che purtroppo il trio norvegese non sia al passo. Divertenti tuttavia.

Antonio: Tra 13 e 19

Alessandro: Tra 9 e 14

© Andreas Putting

16. REGNO UNITO – Michael Rice – Bigger than us

Sicuramente questa interpretazione alzerà la media dei punti ricevuti negli ultimi 10 anni dal Regno Unito, che però parte molto bassa. Il pezzo è orecchiabile e godibile già ad un primo ascolto, ma non coinvolge anche per lo scarso carisma di Micheal, nonostante i grandi sforzi anche attraverso lo staff e le coreografie. Tecnicamente adeguato. Plain come un mac cheese.

Antonio: Tra 17 e 21

Alessandro: Tra 13 e 17

© Andreas Putting

17. ISLANDA – Hatari – Hatrið mun sigra

Lo shock BDSM in diretta mondiale si conferma di grande “rottura” e per questo memorabile. Il pezzo, fuori dagli schemi per la competizione Eurovision, rappresenta una difficoltà tecnica vocale elevata ed è interpretato in maniera magistrale.

Antonio: Tra 5 e 9

Alessandro: Tra 6 e 10

© Andreas Putting

18. ESTONIA – Victor Crone – Storm

Il nostro maestro di canto diceva “attento agli attacchi, sono quelli che si ricordano”. Victor Crone inizia il pezzo con un’intonazione calante, ma anche la resa del corpo è traballante, acuto finale compreso. Siamo abbastanza sicuri che le giurie saranno feroci nel valutare questa performance, decisamente peggiorata rispetto alle scorse occasioni. Orecchiabile al punto giusto per non finire proprio in fondo alla classifica. Forse.

Antonio: Tra 19 e 24

Alessandro: Tra 23 e 26

© Thomas Hanses

19. BIELORUSSIA – ZENA – Like It

Nello scegliere una coreografia complessa, è sempre necessario verificare che la respirazione e il fiato siano fortemente sostenuti. Purtroppo crediamo che Zena – o chi per lei ha progettato questa performance – non abbia tenuto conto di questa variabile fondamentale. Il pezzo pop, divertente e godibile ma un po’ datato, soffre di una scarsa vocalità che ne condiziona il risultato finale.

Antonio: Tra 17 e 21

Alessandro: Tra 17 e 21

© Thomas Hanses

20. AZERBAIGIAN – Chingiz – Truth

La scenografia, in particolare la proiezione dei robot sul “cuore” del cantante, ha sofferto di alcuni problemi tecnici che però non ne hanno compromesso la riuscita generale: the show must go on, del resto. Migliorato tantissimo il bilanciamento tra lead e backing vocals, anche se il timbro di Chingiz continua in parte a soffrire nei ritornelli e risulta estremamente più gradevole nelle strofe, che hanno note più confortevoli. L’hype comunque per l’azero è alto, e la performance solida. Top 10 certa.

Antonio: Tra 4 e 8

Alessandro: Tra 3 e 6

© Thomas Hanses

21. FRANCIA – Bilal Hassani – Roi

Deludente tecnicamente: nelle prove Bilal è andato molto meglio e ha sofferto probabilmente di una forte emozione, che ne ha compromesso la stabilità vocale. Uno dei nostri competitor diretti non è riuscito ad emergere in una delle due prove più importanti, anche se il pezzo risulta sempre molto interessante e molto apprezzato anche in sala stampa. Pensiamo si posizionerà bene, ma non benissimo.

Antonio: Tra 7 e 11

Alessandro: Tra 4 e 8

© Thomas Hanses

22. ITALIA – Mahmood – Soldi

Lo staff di Mahmood ha lavorato alacremente negli ultimi giorni per migliorare la performance a tutti i livelli: sia a livello vocale che coreografico. E si vede. Ci portiamo a casa un bel risultato, almeno per una delle occasioni importanti. E’ difficile valutare quanto le giurie tecniche possano apprezzare la nostra proposta, ma sui risultati di Sanremo possiamo assumere che siano buoni o addirittura più alti di quelli del pubblico. Per scaramanzia, non vogliamo darlo per vincitore però: siamo sempre del sud, noi, e vogliamo che vinca ;-)

Antonio: Tra 2 e 5

Alessandro: Tra 2 e 4

© Andreas Putting

23. SERBIA – Nevena Božović – Kruna

Non c’è molta differenza rispetto alle altre occasioni che la Serbia ha avuto durante questa settimana: esibizione musicalmente perfetta e vocalmente impeccabile. Il pezzo è una ballad melodrammatica in lingua serba: difficilmente farà la differenza nel televoto, mentre alcune giurie potrebbero apprezzare. Sofisticata, di nicchia, non da top 10 secondo noi.

Antonio: Tra 13 e 18

Alessandro: Tra 24 e 26

© Andreas Putting

24. SVIZZERA – Luca Hänni – She Got Me

La vocalità dell’esibizione di Luca è da sempre stata critica: possiamo dire che in queste prove sia stata parzialmente risolta. Il controllo vocale è molto più alto, probabilmente legato ad una semplificazione della coreografia, almeno lato interprete. Crediamo che grazie a questi aggiustamenti possa raggiungere un buon posizionamento in classifica, ma non agli apici.

Antonio: Tra 3 e 7

Alessandro: Tra 6 e 10

© Thomas Hanses

25. AUSTRALIA – Kate Miller-Heidke – Zero Gravity

Inutile negarlo: colpisce. Il pezzo non è particolarmente originale ed è stravisto sui palchi dell’Eurovision, ma l’idea di staging attira l’ttenzione ed è tutto sommato – tranne qualche imperfezione – interpretato bene. La particolarità delle scelte artistiche e scenografiche muove però l’interesse del pubblico e la sala stampa esplode in un applauso appassionato. Non siamo molto d’accordo sul posizionamento delle giurie: secondo Antonio non saranno clementi, secondo Alessandro ci daranno sorprese.

Antonio: Tra 5 e 9

Alessandro: Tra 1 e 4

© Andreas Putting

26. SPAGNA – Miki – La Venda

Ottima chiusura per lo spettacolo: divertente, estiva, staging colorato – più che la proposta della Spagna, la sigla perfetta prima dell’afterparty. Il pezzo è scarsamente originale, interpretato con una vocalità non sempre perfetta ma essendo in chiusura beneficierà dell’effetto “memoria”. Si salverà dal girone dei “20” solo per questo motivo

Antonio: Tra 12 e 17

Alessandro: Tra 15 e 18


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6 Risposte

  1. kamu83black ha detto:

    Secondo me vedremo un Po di sorprese, nei posti alti mi immagino senza problemi malta e Norvegia

  2. casanova alessia ha detto:

    sono stra sicuro che nel top 5 entrera albania . come ogni anno e stata sottovalutata ma ogni anno ha superato ogni aspettativa . e molto bello che lei non canta in inglese e ha un impatto di scena molto forte … unica pecca e il 02 di numero ma ricordate le mie parole sara in top 5

  3. Rosa ha detto:

    Ottime previsioni……..stiamo a vedere.

    • Danilo ha detto:

      Se non ho visto male, l’unica che ha due primi posti nelle vostre previsioni è la Svezia e per metà l’Australia. Non sottovalutarei la Russia, che può godere dei soliti fattori geopolitici. I Paesi Bassi hanno comunque ancora le chances principali di vittoria.
      Il contest negli ultimi anni ha avuto anche delle incursioni politiche (su tutte la crisi Ucraina-Russia), dove si è visto che la tradizionale neutralità dell’evento ha faticato ad essere mantenuta…
      Se devo dirla tutta, credo che il solo motivo per cui la nostra canzone potrebbe vincere il contest è politico ed è legato alle elezioni europee di domenica prossima: quale migliore occasione, in questo momento, per colpire i sovranisti italiani, capofila degli altri sovranisti europei, che far vincere la canzone di un ragazzo con origini arabe, in gara proprio per l’Italia?
      La settimana prossima non si parlerebbe che di questo e il messaggio varrebbe più dei mille discorsi della campagna elettorale.

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