Eurovision 2019, gli ascolti internazionali: trionfo in Europa occidentale, male l’Est


Dopo aver analizzato gli ascolti italiani della finale dell’Eurovision 2019, da cui emerge una crescita rispetto allo scorso anno in particolare sul pubblico giovane, è il momento di fare un bilancio dei risultati d’ascolto a livello internazionale.

Prendendo in considerazione i dati al momento disponibili, emerge una vera e propria spaccatura tra l’Europa nord-occidentale, fedele appassionata del concorso, e l’Europa dell’est, dove la popolarità continua a calare anche a causa dei risultati deludenti dei loro artisti in gara.

Prima di scendere nel dettaglio, occorre fare una premessa: in tutta Europa il consumo di televisione tradizionale sta diminuendo di anno in anno e per questo è sempre più difficile ottenere alti livelli di ascolto. Tuttavia in molti casi, pur in presenza di un calo nel numero di telespettatori si raggiungono percentuali di share in linea o persino superiori a quelle del passato.

Infine, ricordiamo che la durata monstre della finale (la più lunga di sempre con le sue 4 ore e 11 minuti) ha penalizzato l’ascolto medio, che tende a calare fisiologicamente con il prolungarsi della messa in onda, favorendo i valori di share.

Ascolti ottimi

Come prevedibile, ascolti a livelli record nel Paese ospitante, Israele: gli spettatori della finale sul canale Kan 11 sono stati oltre 1.300.000 pari al 59% di share, dato più alto degli ultimi 14 anni. Da segnalare che entrambe le semifinali hanno sfiorato i 700 mila spettatori con oltre il 40% di share diventando le più viste di sempre.

Nei Paesi Bassi si sono raggiunti i 4.456.000 telespettatori con il 75,3% di share (dato più alto di sempre anche considerando il vecchio sistema di calcolo dello share che attribuisce il 70,7%), sommando i canali NPO 1 e NPO 1 Extra (trasmissione in lingua dei segni). L’annuncio della vittoria del portabandiera Duncan Laurence ha toccato il picco del 93,4% di share (ore 0:59).

Duncan Laurence vittorioso

Nonostante la concomitanza della partita di hockey Svezia-Svizzera tra le 21 e le 23, ascolti molto alti in entrambi i Paesi, tra i candidati alla vittoria finale. In Svezia ascolti stabili rispetto al 2018 con 2.579.000 telespettatori pari al 79,5% di share (SVT1+SVT24) e un picco del 95,5% di share all’1 in punto. In Svizzera record degli ultimi 13 anni sul canale in lingua tedesca SRF 1 con 660.000 telespettatori e il 49,4% di share e degli ultimi 5 anni sul canale in lingua italiana RSI La2 con 24.000 telespettatori e il 26,8% di share.

Nonostante le pessime performance dei loro rappresentanti, si confermano altissimi gli ascolti in Germania con 8.080.000 telespettatori pari al 36,5% di share (Das Erste+One) e Regno Unito con 6.942.000 spettatori e il 41,9% di share, il più alto degli ultimi 5 anni (BBC1). Alla proclamazione del vincitore lo share ha raggiunto il 68,4%.

Come da tradizione, audience molto elevata anche in Norvegia (1.370.000 telespettatori con l’81% di share su NRK1) e Danimarca (1.095.000 telespettatori con il 71% di share su DR1). In entrambi i casi si registra comunque un calo anno su anno rispettivamente del -9% e -3% di spettatori.

Segnaliamo, infine, i risultati in Slovenia (276.000 telespettatori e il 47% di share su TV SLO1) con una crescita di 6 punti di share sul 2018 e a Cipro dove, sebbene il record storico dello scorso anno non è stato ripetuto, si è raggiunto comunque uno dei valori di share più alti dell’Europa meridionale: 180.000 spettatori e il 69,3% di share (era pari al 77,4% un anno fa) su RIK 1.

Ascolti buoni

In altri due dei cosiddetti Big 5 gli ascolti sono stati molto positivi seppur in calo rispetto allo scorso anno. In Spagna hanno seguito la finale 5.449.000 telespettatori pari al 36,8% di share su La 1, circa 1,7 milioni e quasi 7 punti in meno rispetto al risultato record del 2018 (ben 7.170.000 spettatori con il 43,5% di share). In Francia si sono registrati 4.787.000 telespettatori pari al 30,2% di share, il più alto degli ultimi 10 anni (France 2).

Dopo l’exploit della finale 2018, seguitissima nonostante l’assenza del proprio rappresentante grazie alla presenza di Eleni Foureira, gli ascolti in Grecia si sono mantenuti stabili, senza un ulteriore boost: 1.847.000 telespettatori e il 50,9% di share sui canali ERT2 ed ERT SPORTS HD.

Buone performance anche in alcuni stati che hanno fallito l’accesso in finale. Belgio: 250.000 spettatori con il 25,1% di share, oltre 5 punti in più sul 2018, sul canale in lingua francese La Une e 710.000 spettatori su quello in lingua fiamminga één, miglior risultato senza il Belgio in finale dal 2009. Austria: 581.000 spettatori con il 27% di share (ORF1+ARD Das Erste), miglior risultato di sempre senza il Paese in finale. Portogallo: 554.000 spettatori con il 14,4% di share (RTP 1), share massimo delle ultime 5 non qualificazioni portoghesi.

Ascolti bassi

Continuano a stentare gli ascolti in Repubblica Ceca seppur con una leggera crescita anno su anno: 288.000 spettatori con il 13,8% di share (era pari all’11% nel 2018 e al 13% nel 2016) sul canale ČT1. La concomitanza con il match di tennis Djokovic-Schwartzman ha penalizzato gli ascolti in Serbia: 25,9% di share, -4,4 punti sul 2018 (la semifinale di martedì sera ha avuto risultati simili con il 25% di share) su RTS 1.

Prevedibile record storico negativo in tre Paesi che non si sono qualificati: Polonia (1.175.000 spettatori con il 12,7% di share, 3 punti in meno sul 2018, TVP1+TVP Polonia), Ungheria (146.000 spettatori con il 5,8% di share, quasi 10 punti in meno sul 2018, Duna TV) e Romania (146.000 spettatori con il 3,4% di share, stabile sul già basso 2018, TVR 1). In tutti e tre i casi si tratta comunque di ascolti sopra la media di rete.

Infine, chiudiamo con il dato della Russia: con circa 3,2 milioni di spettatori e il 28,2% di share, la finale è stata la meno seguita di sempre con un rappresentante russo in gara (Russia 1).


Tutti gli ascolti tv dell’Eurovision nazione per nazione


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