Eurovision 2020: nove città ufficialmente già in corsa, decisione ad agosto


La NOS, che con la NPO e l’AVROTROS fa parte del gruppo di tre emittenti che stanno collaborando per rendere possibile la realizzazione dell’Eurovision Song Contest 2020 nei Paesi Bassi, ha ufficialmente definito il raggio d’azione entro il quale verrà scelta la sede che ospiterà il concorso, almeno per il momento.

Expo Tel Aviv | Credits: Andres Putting / EBU

A nove città, infatti, è stato inviato il “bidding book“, cioè un libro nel quale sono indicate tutte le richieste necessarie per far sì che l’Eurovision possa essere ospitato. Le prescelte sono Amsterdam, Rotterdam, L’Aja, Maastricht, Den Bosch, Arnhem, Leeuwarden, Utrecht e Breda. Questo, naturalmente, non preclude ad altre città la possibilità di giocarsi le proprie carte eurovisive: la propria candidatura si può inoltrare fino al 10 luglio.

Amsterdam può contare sul RAI Exhibition and Convention Centre (già sede dell’edizione 1970 e che non c’entra nulla con la tv di Stato italiana), che nell’Europahal può contenere quasi 13.000 persone, e soprattutto sullo Ziggo Dome, da 17.000 posti. In molti, però, mettono seri punti interrogativi su questa eventualità, poiché la capitale olandese è ritenuta già al limite per quanto riguarda l’arrivo di turisti.

Rotterdam, che è la città che il vincitore del 2019 Duncan Laurence preferirebbe (se non altro perché è nato nelle vicinanze, a Spijkenisse), ha invece nell’Ahoy l’asso nella manica. Quest’arena, che ha una lunghissima storia, può contenere ben oltre 16.000 persone e festeggerà i settant’anni nel 2020. L’Ahoy ha inoltre ospitato l’edizione 2007 dello Junior Eurovision.

L’Aja al momento non ha un sito ideale pronto, ma potrebbe aver modo di costruirne uno o adattarne un altro. Le due alternative sono l’installazione di un tetto temporaneo sullo stadio Cars Jeans (15.000 posti) oppure edificare ex novo un impianto nel Malieveld, una larga area del centro città.

Maastricht, al di là del valore simbolico che ne farebbe certamente una città ospitante di sicuro impossibile da far passare inosservata, sembra avere meno chance. Il Maastrichts Expositie en Congres Centrum (MECC) sarebbe il luogo prescelto. Conterrebbe circa 20.000 persone.

Den Bosch, nota anche come ‘s-Hertogenbosch, è conosciuta nello sport per l’annuale torneo di tennis su erba, e sta ospitando i campionati mondiali di tiro con l’arco. L’intenzione sarebbe di accogliere tutti nel Brabanthallen, il terzo maggior centro congressi dei Paesi Bassi, costruito nel 1931. Come vedremo, collabora con Breda.

Arnhem potrebbe essere la sede più simile a Düsseldorf tra tutte quelle proposte: ci sarebbe infatti la possibilità di utilizzare uno stadio, il GelreDome, inaugurato nel 1998 e dotato di tetto retrattile. La massima capienza per i concerti è di 41.000 persone: per varie ragioni, prima fra tutte il palco, tale numero sarebbe molto facilmente ridotto, rimanendo comunque imponente.

Leeuwarden, invece, fa scendere in campo il maggior complesso per eventi di tutta la parte nord dei Paesi Bassi, il WTC Expo, che di posti ne potrebbe ricavare poco più di 10.000. Anche in questo caso ci si trova di fronte a una candidatura che potrebbe sfruttare l’effetto sorpresa. Un’altra possibilità risiede nell’uso del Thialf, arena di pattinaggio velocità, che si trova però a Heerenveen.

Utrecht può contare su un altro centro congressi ed esibizioni, il Jaarbeurs, già molto utilizzato per eventi musicali e dalla storia ancora più lunga rispetto a tutti gli impianti finora citati: ha reso possibile l’inserimento della città, nel ‘900, come punto di riferimento per il commercio, il che ne ha migliorato in maniera consistente l’economia.

Breda è sostanzialmente legata a Den Bosch per la candidatura eurovisiva, che di fatto è del Brabante del Nord (e nel mezzo c’è anche Tillburg). L’idea di Breda sarebbe di usare il Breepark per l’evento e appoggiarsi alle altre città candidate per la ricettività alberghiera, per la quale ha bisogno di un aiuto.


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