Diodato, “Fai rumore” all’Eurovision 2020: conferma non ufficiale, ma scontata


Apparentemente riaperto, ma sostanzialmente chiuso, ogni discorso legato alla canzone che Diodato porterà in gara per l’Italia all’Eurovision Song Contest 2020 in programma a Rotterdam dal 12 al 16 maggio. A far emergere la questione sono gli stessi canali social del concorso.

Diodato | Credits: RAI / EBU

Confermando l’ufficialità della partecipazione del cantautore nato ad Aosta, ma pugliese per sentimento e crescita, gli account ufficiali affermano che “la sua canzone per Rotterdam sarà presto confermata”. In altre parole, manca ancora la conferma al 100% che “Fai rumore” sarà l’entry dell’Italia che succederà a “Soldi” di Mahmood, che ha conquistato il secondo posto a soli 26 punti da “Arcade” di Duncan Laurence per i Paesi Bassi in quel di Tel Aviv un anno fa.

Possiamo però affermare con un ragionevole grado di certezza che è molto improbabile una scelta differente da “Fai rumore, la canzone con cui Diodato ha vinto il Festival di Sanremo.

Il fatto che 9 delle 11 canzoni dell’ultimo lavoro discografico dell’artista, in uscita venerdì 14 febbraio, siano eleggibili per il concorso (tranne i due singoli “Il commerciante” e “Non ti amo più“, rilasciati prima della storica deadline del 1° settembre 2019 che vale come data dalla quale ogni canzone può essere presentata in gara) rimane dunque molto più teorico che pratico.

In breve, è pressoché sicuro che sul palco dell’Ahoy di Rotterdam ascolteremo la stessa canzone che ha conquistato il 70° Festival.

Resterà da effettuare un’ulteriore operazione, che consiste nell’accorciare a 3 minuti la canzone. Questa, infatti, è la durata regolamentare di ogni pezzo portato sul palco all’Eurovision, senz’alcuna eccezione ammessa.

In sintesi, a provocare l’istituzione di questa regola fu proprio l’Italia, a causa della lunghezza di “Corde della mia chitarra” presentata da Nunzio Gallo nella seconda edizione, quella del 1957: poco più di cinque minuti.

Neanche troppo paradossalmente, non esiste norma che impedisca invece di portare una canzone di durata inferiore ai 3 minuti: si avvalsero di questa possibilità, nel 2015, i Pertti Kurikan Nimipäivät, più spesso noti come PKN, che si esibirono in “Aina mun pitää“, che con il suo minuto e 27 secondi detiene il record di canzone più corta di sempre nella storia del concorso. La Finlandia, il Paese da loro rappresentato, fu eliminata in semifinale.

Dal 2011 ad oggi, senza dunque prendere in considerazione i periodi 1956-1980, 1983-1985, 1987-1993 e 1997, l’Italia in una sola occasione ha cambiato canzone dopo Sanremo, quando il Festival è stato usato come selezione o comunque serbatoio da cui pescare.

Questo è successo nel 2012, quando Nina Zilli all’Ariston cantò “Per sempre“, ma alla Crystal Hall di Baku eseguì “L’amore è femmina (Out of love)” finendo nona.

L’Italia, in quanto facente parte delle Big 5, prende parte all’Eurovision Song Contest direttamente nella finale di sabato 16 maggio alle ore 21, della quale è prevista la diretta su Rai1. Il nostro Paese vanta due vittorie, tre secondi posti e cinque terzi posti; dal 2011, anno del ritorno in gara, la top ten è sfuggita soltanto in due occasioni, nel 2014 e 2016.


Non perderti nemmeno una notizia, unisciti al nostro canale Telegram oppure scarica la nostra Web App gratuita o seguici sui social: Facebook Twitter Instagram

2 Risposte

  1. Anonymous ha detto:

    Io spero partecipino i Pinguini

  2. Mary Alba ha detto:

    anche nel 2014 non venne scelta la canzone vincitrice di Sanremo Controvento di Arisa, partecipó invece Emma

Commenta questa notizia...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: