Diodato: “All’Eurovision per portare la lingua italiana nel mondo”


Sono tantissime le interviste rilasciate da Diodato in questo periodo. Ed è anche un fatto del tutto normale: la sua vittoria al Festival di Sanremo lo sta mettendo sotto le luci dei riflettori di tutto il Paese, quello stesso Paese in cui oltre sei milioni di persone sono rimaste sveglie fino alle due e mezza di notte per scoprire l’identità del vincitore della rassegna dei fiori.

Il nuovo rappresentante dell’Italia all’Eurovision Song Contest, in programma a Rotterdam dal 12 al 16 maggio, si è espresso in alcune di esse proprio in merito alla rassegna europea. Considerazioni molto ampie le ha espresse nell’intervista concessa lunedì a Il Giornale nella persona di Paolo Giordano, da sempre attento alle vicende dell’Eurovision:

Il mio non è un brano dance, non è reggaeton e ha un testo in italiano. Qualcuno mi consiglia di tradurlo in inglese oppure di trovare qualche escamotage per farlo capire anche a chi non capisce l’italiano. Ma sai che c’è? A me piace proprio l’idea di portare la lingua italiana nel mondo, perché tradurla? Mi sembra che sia bella a sufficienza per non cambiarla.

Anche se non lo cita mai, il riferimento è a “Fai rumore“, la sua canzone vincitrice al Festival, ancora non confermata ufficialmente, ma che dovrebbe esserlo nei prossimi giorni.

Ulteriori dichiarazioni le ha rilasciate a Tv Sorrisi e Canzoni e poi a Leggo, ribadendo sempre l’onore di rappresentare l’Italia e la musica italiana all’estero; stessi concetti sono stati riportati anche a RTL 102.5.

Diodato è l’ottavo pugliese, di nascita o di fatto (come ha ammesso anche a Radio Deejay, ad Aosta ci è nato praticamente per caso perché i genitori si trovavano lì in vacanza), a fare da portacolori dell’Italia all’Eurovision.


Non perderti nemmeno una notizia, unisciti al nostro canale Telegram oppure scarica la nostra Web App gratuita o seguici sui social: Facebook Twitter Instagram

Commenta questa notizia...