Eurovision 2020: concorso per reinterpretare l’inno dell’EBU


Interessante iniziativa in chiave eurovisiva messa in piedi dall’organizzazione dell’Eurovision Song Contest di quest’anno, che mette in palio due biglietti per la finale dell’Ahoy di Rotterdam (12-14-16 maggio).

Pubblico Eurovision | Credits: Andres Putting / EBU

L’EBU – European Broadcasting Union – ha infatti deciso di indire un concorso in occasione del proprio settantesimo anniversario, con in palio i due ambiti posti per il concorso musicale che organizza.

Oggetto di detto concorso è una reinterpretazione, totalmente libera, strumentale o vocale (o entrambe le cose) del Te Deum, la composizione del XVII secolo di Marc-Antoine Charpentier che è oggi utilizzata come inno e sigla dell’Eurovisione in tutt’Europa. Tutte le reinterpretazioni devono essere postate sull’account Instagram dei candidati: c’è tempo fino al 1° aprile.

Condizione necessaria per partecipare è che sul post Instagram che contiene il video, della durata massima di 60 secondi, sia taggato l’account @ebu_hq e inserito l’hashtag #EBU70contest. Il concorso è aperto a tutti i maggiori di 18 anni. Qui il regolamento in lingua inglese. Ai vincitori è offerta anche una stanza d’hotel per la finale oltre al rimborso delle spese di viaggio.

Così Noel Curran, direttore generale dell’EBU:

Il servizio pubblico offre contenuti dinamici, informativi e di intrattenimento per milioni di persone. Per il nostro 70° anniversario, però, offriamo il bastone della creatività ai nostri spettatori, tra i più innovativi e differenti del mondo. Questo è un anno-pietra miliare per l’EBU: in 70 anni abbiamo visto un enorme avanzamento della tecnologia, delle piattaforme, dei programmi, dei servizi e continueremo a metterlo in atto, ma la creatività è stata, è e sempre sarà centrale in ciò che offriamo. Non vediamo l’ora di vedere come il pubblico interpreterà questa speciale sfida musicale.

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