Il viceministro turco: “Spero torneremo presto all’Eurovision Song Contest”
Difficile dire se le intenzioni si tramuteranno in fatti e soprattutto, quali saranno i tempi effettivi di realizzazione, però certamente sentire il Governo turco aprire uno spiraglio per il ritorno all’Eurovision non può che fare piacere agli eurofan.

Se n’è parlato in conclusione di una lunga diretta, andata in onda su Youtube e Periscope, dedicata al difficile rapporto fra la Turchia e l’Unione Europea, protagonisti Christian Berger, il capo della delegazione UE in Turchia ed il viceministro agli Affari Esteri turco Faruk Kaymakci.
La giornalista moderatrice della diretta legge una delle domande arrivate dagli utenti della rete, che riguarda proprio l’assenza della Turchia dall’Eurovision: l’ultima partecipazione dei turchi risale al 2012, con “Love me back” di Can Bonomo.
Faruk Kaymakci si espone:
La Turchia ha partecipato per molti anni all’Eurovision ed abbiamo vinto una sola volta. Spero che possiamo tornare a farne parte: so che si sono stati alcuni problemi in passato, ma sono certo che vedremo la Turchia all’Eurovision nei prossimi anni.
Chiaramente è una decisione che spetta solamente alla tv e non a me. La tv forse discuterà dei suoi problemi e forse torneremo ad ascoltare grandi canzoni e grandi messaggi all’Eurovision dalla Turchia.
Non sfugge che l’affermazione arriva durante una diretta sulle questioni europee e che la Turchia ha ancora aperta la complicatissima trattativa con la UE per l’ingresso nella stessa e che sino al ritiro volontario, la partecipazione eurovisiva – ed in particolare l’edizione di Istanbul 2004 – era stata esplicitamente usata come veicolo di confronto con l’Europa, nel tentativo di conciliare i valori liberali con la tradizione turca.
Le dichiarazioni di Kaymaci vanno quindi senz’altro lette in questo contesto “diplomatico”.
Tuttavia, resta comunque una apertura di credito molto importante, perché arriva da un esponente del Governo, impegnato in un percorso molto in salita visto che sul piatto ci sono da un lato la questione dei profughi in fuga dalla Siria, che senza l’aiuto turco l’Unione Europea ha problemi a gestire e dall’altro la complessa situazione dei diritti civili in Turchia.

Un fotogramma della diretta
Fra le motivazioni che hanno portato al ritiro della Turchia dal concorso nel 2013, oltre alla polemica sul sistema di votazioni che a detta di TRT sfavorirebbe i turchi, i quali da sempre contano sulla massiccia diaspora, c’è anche quello della differente visione in merito alla non discriminazione dell’identità di genere.
Più volte TRT ha bollato infatti il concorso come uno show nel quale c’è una “mancanza di valori morali” e di non voler tornare in gara “finché ci saranno donne barbute”, con un chiaro riferimento a Conchita Wurst, vincitrice nel 2014.
Una situazione che aveva portato alla nascita del Turkvizyon, un concorso musicale riservato alle realtà turcofone in giro per il mondo, sospeso dopo tre edizioni.
Nel 2020 sarebbero stati dieci anni dall’ultimo podio, quello dei MaNga nel 2010. Difficile, oggettivamente, anche per la situazione politica attuale, che il 2021 possa essere l’anno del rientro, ma all’Eurovision mai dire mai.
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