Junior Eurovision 2020, non ci sarà l’Italia: esibizioni live dai 13 paesi in gara


Sarà uno Junior Eurovision Song Contest molto particolare quello che andrà in scena il 29 Novembre ore 17 a Varsavia in Polonia: non ci sarà l’Italia, che ha scelto di fermarsi un anno, ma la vera novità è un’altra.

I 13 giovani artisti in gara – bambini e ragazzi dai 9 ai 14 anni – si esibiranno infatti live ciascuno dalle sedi tv del proprio paese, con l’EBU che fornirà assistenza in modo che ciascuna tv possa avere a disposizione staging e situazioni tecniche similari.

@Thomas Hanses

Questo ovviamente allo scopo di ridurre le evidenti differenze economiche fra le varie emittenti nazionali: “Tutti avranno la stessa identica possibilità di brillare”, dice Martin Osterdahl, supervisione dell’evento per colpa dell’EBU.

Varsavia, oltre alla performance dell’artista di casa, curerà l’Interval Act. “Move the world”, lo slogan di quest’anno, assume quindi un significato molto particolare.

La decisione è ovviamente figlia della contingente situazione, con una epidemia ancora fortemente in circolo e parecchie limitazioni agli spostamenti da e per la Polonia, sede dell’evento, che avevano portato alla rinuncia Galles, Irlanda, Australia e Macedonia del Nord.  Anche i presentatori dello show, che sarà ospitato in uno studio tv, osserveranno il distanziamento sociale.

Spiega Osterdahl sul sito ufficiale della manifestazione:

Siamo comunque determinati che lo spettacolo debba continuare e che questa competizione, che si tiene ogni anno dal 2003, debba continuare.

Nonostante i cambiamenti di quest’anno, tutti i giovani di talento scelti per rappresentare i loro paesi avranno ancora le stesse possibilità di brillare, e, come da tradizione, le famiglie di tutto il mondo potranno votare le loro canzoni preferite online.

Anche se i giovani cantanti non potranno incontrarsi di persona, tutti i canali sociali dello Junior Eurovision offriranno a tutti i partecipanti al concorso l’opportunità di condividere le proprie esperienze ed esibirsi insieme.

E’ prevista infatti anche la copertura dei preparativi nei loro paesi d’origine, così come  la possibilità per i telespettatori a casa di interagire con i partecipanti. Il supervisore prosegue:

Riunire le famiglie è una missione fondamentale dei media di servizio pubblico e mentre reinventiamo il Junior Eurovision Song Contest per i tempi in cui viviamo attualmente, ci impegniamo a garantire che tutti i partecipanti quest’anno, dai giovani cantanti di tutta Europa al pubblico di a casa, goditi un’esperienza positiva e unificante.

Siamo grati a tutti i nostri colleghi di TVP per aver raccolto la sfida di produrre un’ambiziosa produzione televisiva internazionale in diretta che viaggerà per il mondo.

Nei giorni scorsi, l’annuncio della prima partecipante ufficiale, la tedesca Susan, che segna il debutto di Kika, la tv pubblica per bambini.

Nella giornata di ieri l’Ucraina ha assegnato il biglietto per il concorso ad Oleksandr Balabanov, che è stato proclamato vincitore dello show di selezione prima ancora che il pubblico completasse la votazione perché il distacco di punti dalla seconda classificata era ormai incolmabile: la giuria, capitanata da Jamala, vincitrice dell’Eurovision 2016, era composta da 8 membri ciascuno con un voto secco a testa e lui ne ha presi cinque (su tre finalisti). Il voto online assegna solo un punto.

Oltre a Germania, Ucraina e Polonia, saranno in gara Armenia, Bielorussia, Francia, Georgia, Kazakistan, Russia, Serbia, Spagna e Paesi Bassi.


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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