VAL ‘puniti’ dalla tv bielorussa: “Sono senza coscienza, non andranno all’Eurovision 2021”


Come era inevitabile, BTRC, la tv nazionale bielorussa ha fatto calare la propria scure sugli artisti che ormai da quasi due mesi si stanno schierando al fianco dei manifestanti che contestano l’esito delle recenti elezioni presidenziali, le quali hanno riconfermato Lukashenko per il sesto mandato ma che sono riconosciute illegittime e poco trasparenti dalla quasi totalità della comunità internazionale.

La tv bielorussa ha annunciato che il duo – vincitore della selezione 2020 con “Da Vidna”  per l’edizione cancellata dalla pandemia –  non la rappresenterà a Rotterdam: “non perchè qualcosa si è rotto in BTRC o per via di una censura, ma perchè il duo VAL non ha coscienza“.

Una affermazione che è la risposta ad una parte precisa di una intervista che il duo, da tempo in prima fila con i manifestanti ha rilasciato a Interesnye Lyudi, una delle pochissime piattaforme indipendenti ormai rimaste in Bielorussia: “La cosa più importante per noi è essere onesti con noi stessi, con la nostra coscienza. Ci sono artisti a cui questo non interessa ma a noi invece interessano le violenze che si stanno compiendo, le voci rubate. Vogliamo andare in onda essendo onesti rispetto al nostro pensiero”

La mannaia della tv pubblica, come riferisce il duo (l’intervista completa è qui) si era già abbattuta su di loro lo scorso luglio quando il loro nome era stato cancellato a loro insaputa dal cartellone principale dello Slavianski Bazaar, una competizione molto nota nei paesi dell’Est, che nel 2020 era stata trasformata in un semplice concerto per le ovvie precauzioni dovute alla pandemia: “Ci siamo esibiti solo in un palco piccolo, siamo stati rimossi dall’evento principale all’anfiteatro, senza che nessuno ci avesse avvisato. Il programma è stato ridotto per il Coronavirus e loro hanno deciso chi lasciare e chi no: hanno deciso di lasciare chi era più vicino al Governo”.

Ed avevano ribadito: “Avevamo un contratto non scritto con BTRC, non avevamo ancora firmato, ma c’era un impegno a diventare i rappresentanti bielorussi per l’Eurovision. Certamente vogliamo ancora rappresentare il Paese, ma vogliamo farlo se siamo autorizzati a far passare alla gente il messaggio che desideriamo“. Poi la dichiarazione di BRTC che ha spento tutto.

I VAL sono un fiume in piena. Dice Lera, la parte femminile del duo: “Non avevamo ancora materialmente firmato, ma c’era l’impegno verbale. Per esempio, non potevamo rilasciare interviste a a singoli cronisti o apparire in alcuni canali. Dicono che abbiamo disatteso l’impegno”.

Vlad ci mette il carico: “Tutti gli artisti che hanno rappresentato la Bielorussia negli anni scorsi hanno rispettato alla lettera i contratti, senza violazioni, per esempio esibendosi a concerti di stato. Sapevamo che se non ci fossimo presentati ad uno di questi saremmo stati fatti fuori al 99%. Non è una intimidazione diretta, ma era implicita nell’accordo”.

Una situazione insomma, che ricorda quella di MARUV nel 2019 e che fu preludio al ritiro dell’Ucraina da quell’edizione.

I VAL nell’intervista scoperchiano il vaso di Pandora: a loro dire non sarebbero infatti gli unici artisti ‘non allineati’ ad essere stati bannati da eventi e manifestazioni: “Il sistema musicale è guasto o qualcosa si è inceppato. Tutto l’ambiente è influenzato da questo, come nelle elezioni: è successo con Micheal Soul durante la selezione nazionale e la gente su youtube si chiedeva perchè lui non potesse essere il nostro rappresentante o con Maria Ermakova a quelle per lo Junior Eurovision. Ma anche con i Litesound o i Nuteki. Con noi e con i NAVIBand è stato raggiunto l’apice. Hanno scritto che siamo stati corrotti da qualcuno…ma allora dove sono questi soldi?”

Parlando di Eurovision, a precisa domanda su una possibile partecipazione per la Lituania o l’Ucraina, rispondono: “Dipenderà dalle situazioni. Non possiamo dirlo ora, non ci sono i prerequisti. Se ce lo offrissero ora, dovremmo pensarci molto a lungo prima di rispondere”.

Laconica, ma anche indicativa la loro risposta in relazione al loro futuro musicale in Bielorussia sotto l’attuale Governo: “Loro non ci vogliono e noi non vogliamo loro. Questo vale per i grandi eventi associati al Governo a BTRC. Lo scorso settembre ci avevano invitato ad un concerto, dicendoci che non ci sarebbe stata politica. Ma invece stanno dimostrando che non è così. Non vogliamo creare un buon umore ad una azienda che ce lo ha rovinato. Vogliamo trasmettere quello che è nelle nostre anime. Se non è ciò che pensiamo, non vogliamo mentire”.

 


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Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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