Sanremo 2021: Francesca Michielin, cosa accadde all’Eurovision 2016

Francesca Michielin, in gara a Sanremo 2021 con “Chiamami per nome” in coppia con Fedez, è una delle due personalità del prossimo Festival ad aver già calcato il palco dell’Eurovision Song Contest in passato. Lo ha fatto nel 2016, a Stoccolma: ma alla Globen Arena ci arrivò in circostanze del tutto particolari.

Francesca Michielin | Credits: EBU

Quel Festival, infatti, visse sul doppio binario sanremese ed europeo perché gli Stadio, vincitori, non si avvalsero della facoltà di partecipare all’Eurovision. Dopo la loro vittoria con “Un giorno mi dirai“, ci furono ore particolarmente concitate, e fu solo il pomeriggio a dirimere la questione: a Stoccolma ci sarebbe andata Francesca Michielin, forte del proprio grado di seconda in classifica con “Nessun grado di separazione“.

L’Italia veniva dal sogno, per un attimo accarezzato, del 2015 con Il Volo a Vienna. “Grande Amore” vinse al televoto, ma fu fatale la serata precedente, quella delle giurie, in cui il divario tra il trio vocale e la Svezia (Mans Zelmerlow con “Heroes“) fu abbastanza grande da essere, a conti fatti, incolmabile. Da quell’anno, almeno una delle due votazioni (giuria o televoto) non sarebbe stata conquistata dall’effettivo vincitore, quando non entrambe, anche a seguito del cambio del sistema di assegnazione dei punteggi.

Affezionata al concorso dalla stessa vita che riportò l’Italia in gara a partire dallo storico annuncio del 2 dicembre 2010, l’artista veneta cominciò subito a mettersi all’opera, decidendo in particolare per una leggera modifica della canzone, che divenne “No Degree of Separation“, mantenne la gran parte del testo in italiano e cambiò uno dei ritornelli rendendolo in inglese (di cui si occupò Norma Jean Martine, al tempo già al fianco di Giorgia, Michele Bravi, Marco Mengoni, Lena e Ronan Keating).

Quel che pochi ricordano, però, è come la canzone venne presentata nella sua nuova versione: prima ancora di quella ufficiale registrata in studio, infatti, uscì quella acustica, dal vivo, a Webnotte, sotto gli occhi di due mostri sacri della critica musicale italiana, Ernesto Assante e Gino Castaldo. Data: 22 marzo 2016.

Francesca partecipò ai due storici eventi caratterizzanti l’avvicinamento al concorso, Eurovision in Concert, che al tempo si teneva al Melkweg di Amsterdam, e il London Eurovision Party, allora come oggi al Cafè de Paris. Due esibizioni particolarmente ben riuscite, che ebbero l’effetto di aumentare la considerazione dell’Italia nell’avvicinamento alla Globen Arena.

Furono fatte le cose in grande: venne chiamata Nicoline Refsing, che di palchi eurovisivi se ne intendeva già, con la Rockart Design, avendo sparigliato le carte nel 2014 grazie alle performance di Conchita Wurst in “Rise Like a Phoenix” e di The Common Linnets in “Calm After the Storm“. Primo posto per l’Austria, secondo per i Paesi Bassi. Nel 2015 collaborò anche con Aminata, che fu in grado di portare al sesto posto “Love injected” per la Lettonia.

Seguì un’idea originale e mai più ritrovatasi in nessun caso, anche non italiano, negli anni a venire: il bus che portò Francesca da Bassano del Grappa fino a Stoccolma, con tappe intermedie che le consentirono di incontrare vari artisti che avrebbe rivisto in gara alla Globen Arena. Il tutto, unito ad alcuni appuntamenti anche televisivi (come in Germania con la NDR).

Il palco fu inteso come una sorta di giardino naturale, in cui erano davvero tanti gli elementi che comparivano per rendere bene l’idea. L’artista fu accompagnata da due coriste, Nicole Pellicani e Sabrina Fiorella.

Le cose, però, iniziarono a girare per il verso sbagliato fin dal momento del sorteggio delle metà di esibizione in finale, effettuato per le Big 5 e per la Svezia direttamente sul red carpet. L’Italia ebbe la prima metà, poi la produzione decise di posizionarla al numero 6 in ordine di uscita. La tensione giocò più di uno scherzo alla portacolori italiana, soprattutto nella notte teletrasmessa in diretta in tutta Europa e in Australia.

Al termine di quell’esibizione, i punti delle giurie furono 90, quelli del televoto 34: totale 124, 16° posto. Certo, lontano da aspettative che fino alla settimana prima vedevano l’Italia in top ten. Ma per Francesca Michielin quell’Eurovision è rimasto.

Rimasto nei ricordi, nelle canzoni eurovisive postate su Twitter spesso e volentieri, nelle infografiche a scopo didattico per far conoscere pezzi d’Europa, nelle fotografie con tanti dei protagonisti. E ancora oggi, ogni volta che c’è modo di ricordare Stoccolma 2016, lei c’è. Sempre.

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