Vi manca Sanremo? Stasera parte il Melodifestivalen 2021, la selezione svedese per l’Eurovision


Sta per alzarsi il sipario sull’edizione 2021 del Melodifestivalen, la celeberrima rassegna canora con cui la Svezia sceglie annualmente il proprio rappresentante per l’Eurovision Song Contest.

Ai blocchi di partenza della prima semifinale, in onda questa sera su SVT1 dalle ore 20:00, sette artisti emergenti o affermati del panorama musicale del paese scandinavo e introdotti, per questa prima serata, da Christer Björkman con Lena Philipsson, vincitrice della rassegna nel 2004.

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Da sinistra: Danny Saucedo, Jessica Andersson, Paul Rey, Kadiatou | Foto: SVT

Tra i nomi più noti c’è sicuramente quello di Danny Saucedo, uno dei grandi favoriti sulla carta. Alla quarta partecipazione sul palco del Melodifestivalen, oltre a una edizione da presentatore con Gina Dirawi e una da compositore, proporrà “Dandi Dansa”, un brano in svedese che farà grande uso di luci, imponenti oggetti di scena e coreografie (qui alcuni secondi dei brani che ascolteremo questa sera).

A dargli filo da torcere una delle regine dello schlager nordico, Jessica Andersson, che con “Horizon” porterà l’immancabile macchina del vento per risaltare un maestoso vestito di scena. Ma anche il quartetto degli Arvingarna, vincitore nel lontano 1993 e più volte sul palco della rassegna svedese, promette di far ballare il pubblico in una scenografia festosa.

Tra i più giovani in gara anche Paul Rey, esordiente assoluto lo scorso anno al Melodifestivalen, ma sesto classificato con “Talking In My Sleep“. Saranno al debutto anche i Lyllasister, che promettono di incendiare l’atmosfera della serata, Nathalie Brydolf, in quota ballad tra luci soffuse e atmosfere intime e Kadiatou, che con 95 stacchi di telecamera programmati promette una esibizione dance all’insegna del più totale dinamismo.

Per chi sentisse la mancanza del Festival della Canzone Italiana, quest’anno slittato a Marzo a causa della pandemia da COVID-19, sarà dunque possibile ingannarne l’attesa col “Sanremo scandinavo” che, tuttavia, di Sanremo non ha quasi nulla.

A partire dalla durata. Dimenticate le dirette-fiume fino alle 2 di notte per scoprire classifiche parziali tra ospiti di qualsiasi genere e spot televisivi martellanti. Le serate del Melodifestivalen, che oscillano tra l’ora e mezza e le due ore (nel caso della finale) sono un rassicurante esempio di efficienza e pragmatismo nordici. Tutto organizzato al secondo, senza fuori programma e con una tabella di marcia generalmente più fluida, libera da inutili perdite di tempo. E senza interruzioni pubblicitarie.

Una selezione usualmente itinerante (ogni serata si svolgerebbe in una diversa arena della Svezia) che, quest’anno, per contenere i rischi legati al Coronavirus, si accontenterà del più intimo “Annexet” di Stoccolma, che già ospitò la sala stampa dell’Eurovision 2016 proprio per la sua adiacenza alla ben più grande Globe Arena, senza pubblico e con rigidi protocolli anti-Covid.

Un grande spazio completamente vuoto riconvertito in un moderno palco televisivo, dove regna sovrana la tecnologia di ultima generazione e dove questa può trovare carta bianca per esprimersi al meglio. Diverso dal quel dedalo di corridoi e spazi angusti che è il Teatro Ariston di Sanremo, che impone rigide geometrie e limiti scenografici, senza poter dare spazio all’estro creativo di artisti e addetti ai lavori.

Nonostante la mancanza del consueto caloroso pubblico delle arene svedesi, il Melodifestivalen si contrassegnerà inoltre – anche quest’anno – particolarmente social e attento al coinvolgimento degli spettatori, tramite la possibilità di votare gratuitamente tramite app e all’opportunità di spedire agli organizzatori un proprio video-sostegno al proprio artista preferito, con la possibilità di vederlo proiettato in diretta durante la serata.

Ben lontano dalle cariatidi solitamente sedute al teatro Ariston e dall’oneroso costo del televoto tramite SMS, i cui proventi entrano nel bilancio del Festival. In Svezia, invece, il ricavato dei voti degli SMS viene girato a Radiohjälpen, una organizzazione che si occupa di raccogliere fondi per cause umanitarie.


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