Respinta la richiesta nella petizione: la Bielorussia resta in gara all’Eurovision


Non c’erano a dire il vero grossi dubbi ma è arrivata la risposta ufficiale: BRTC, la tv nazionale bielorussa resta nella EBU e sarà in gara all‘Eurovision 2021. Niente da fare per la Fondazione Bielorussa per la solidarietà, che con una petizione via social aveva chiesto l’espulsione dell’emittente dal circuito televisivo europeo per il comportamento antidemocratico del suo presidente Lukashenko che continua a reprimere con la forza la protesta nei confronti della sua rielezione a seguito di elezioni il cui esito non è stato riconosciuto dalla comunità internazionale.

Noel Curran, direttore generale della EBU, in una missiva indirizzata a Sergeij Budkin, presidente della fondazione, ha risposto che sia il consorzio televisivo che il concorso sono totalmente indipendenti dalla politica e che tuttavia l’ente ha formalmente richiesto alla tv di Minsk “di difendere la professione giornalistica per assicurare che i cittadini abbiano accesso ad informazioni che offrano una pluralità di punti di vista e consentano di formarsi una propria indipendente opinione”.

Missione che ben difficilmente troverà accoglimento da parte della tv bielorussa: da quando lo scorso agosto sono cominciate le proteste pacifiche, ben 477 giornalisti sono stati arrestati, la radio pubblica è stata silenziata con l’obbligo di trasmettere solo musica e la tv di stato offre un punto di vista parziale a tal punto che gran parte della redazione del canale allnews si è dimessa per non dover trasmettere solo propaganda ed è stata rimpiazzata da giornalisti venuti da Mosca. Inoltre, è stato ritirato il pass a 17 testate straniere.

Riguardo nello specifico ad Eurovision, Curran ha spiegato:

Si tratta di un concorso musicale senza alcuna agenda politica e la EBU resiste vigorosamente ai tentativi di strumentalizzare l’evento a fini politici.

Relativamente al ban inflitto dalla tv ai VAL, designati per il 2020 e poi parte attiva nella protesta, Curran sottolinea che si tratta di una scelta dell’emittente e che non sono i soli a non essere stati riconfermati.

Budkin ha replicato su twitter:

Se la EBU è indipendente dalla politica, come può includere una organizzazione che ha ripetutamente violato i diritti umani e le leggi internazionali?

Ma la decisione della EBU non stupisce se si considerano i precedenti della Russia e dell’Azerbaigian e lo stesso si potrebbe dire della partecipazione alla versione Junior di un altro paese non esattamente brillante per difesa dei diritti umani come il Kazakistan.

Intanto, lo scorso 31 gennaio si è conclusa la call per la scelta di artista e canzone, aperta anche ai non bielorussi: si è presentato a questo proposito anche il britannico Daz Sampson, già in gara per il Regno Unito nel 2006 con “Teenage life”. Il brano che propone si intitola “Give you love” ed è interpretato in duetto con la bielorussa Katya Ocean.

Alla lista di coloro che hanno rinunciato si aggiunge Olga Shimanskaya, in arte NAPOLI che in un lungo post hanno denuncia ‘brogli’ nelle precedenti selezioni e la volontà di non prendere parte alla selezione per un paese dove “le persone sono in prigione per motivi inventati o solo per aver espresso la loro opinione. Quando un paese torna letteralmente ai campi di prigionia e la maggior parte del popolo bielorusso cerca di combattere con un regime criminale, è semplicemente blasfemo prendere parte a una serie di eventi organizzati dal governo”.

 

 


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Eurovision Inside

Emanuele Lombardini

Giornalista, ternano, cittadino d'Europa

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