Eurovision, lo spiegone: come funziona l’evento a cui parteciperanno i Måneskin
Se volessimo dare una definizione all’Eurovision Song Contest, potremmo definirlo senza dubbio “la Champions League della musica”: si sfidano cantanti e canzoni da tutta Europa, uno per paese, anche se – per essere precisi – non sono le nazioni a partecipare ma le televisioni pubbliche aderenti all’European Broadcasting Union (EBU), il consorzio che le riunisce e che sovrintende all’organizzazione del concorso (ma anche a tutta una serie di altri programmi che vanno in tutta Europa, come per esempio le coppe europee di calcio, gli europei di calcio o il Concerto di Capodanno in onda da Vienna).
Attenzione però: il concetto di Europa dell’EBU e quindi anche dell’Eurovision va molto al di là dei confini geografici dell’Europa. Al consorzio infatti aderiscono anche alcune tv del bacino del Mediterraneo (qui la lista completa), ma geograficamente fuori dal territorio europeo, come per esempio Libano e Marocco (con quest’ultimo paese che ha anche partecipato una volta al concorso, nel 1980) o Israele, che l’Eurovision lo ha vinto per ben quattro volte, l’ultima nel 2018.
Ma in fondo, anche paesi come Azerbaigian, Georgia, Armenia e Turchia, si trovano in quella che viene definita “Eurasia”, al confine fra due continenti, o addirittura divise fra gli stessi.
Non solo: all’Eurovision partecipa anche l’Australia. Che c’entra con l’Europa? Geograficamente, ovviamente niente. Ma una delle sue tv pubbliche – la SBS (Special Broadcasting Service) – è membro associato dell’EBU, ossia vi collabora attraverso un interscambio di produzioni.
L’European Broadcasting Union ha deciso di invitarla nel 2015 perché in Australia, nonostante il fuso orario, l’Eurovision è da sempre uno degli eventi più amati – complice anche la forte immigrazione europea – e SBS ha spesso fatto ascolti simili se non superiori a quelli di qualche paese europeo (qui l’archivio degli ascolti in Australia).
Dal 2016 la partecipazione australiana è diventata definitiva, il Paese gareggia alla pari con gli altri, con una unica differenza: se dovesse vincere, sarà chiamato ad organizzare l’evento in Europa, in collaborazione con un broadcaster del Vecchio Continente.
Eurovision: poche e semplici regole
Perché una delle poche regole dell’Eurovision è proprio questa: chi vince organizza l’anno dopo. Vincere ed organizzare fa gola.
Per lungo tempo in Italia circolò la leggenda che organizzare l’evento era una rimessa, ma le esperienze recenti dicono invece che – con rare eccezioni – avere l’evento in casa è un volano per il turismo e l’economia: in questa inchiesta lo spieghiamo meglio.
Per il resto, l’Eurovision Song Contest ha poche altre regole che possiamo così sintetizzare:
- L’evento va in diretta, in tutti i paesi in concorso, alle ore 21 dell’Europa Centrale (quindi anche in Italia). Non importa dove l’evento si svolga: a Baku, capitale dell’Azerbaigian, che ha ospitato l’evento nel 2012, per esempio, quando lo show inizia è mezzanotte. In Australia, sono le cinque di mattina del giorno dopo.
- Le canzoni devono durare al massimo tre minuti e possono essere eseguite in qualunque lingua. I testi non possono contenere riferimenti diretti a politica, religione o tematiche contrarie allo spirito del concorso, che è quello dell’inclusione e della lotta a qualunque tipo di discriminazione. Se quindi, i Måneskin confermeranno “Zitti e buoni”, il brano dovrà essere ridotto di alcuni secondi.
- Si canta live, ma su basi pre-registrate. Così come live cantano eventuali coristi. Solo per questa edizione del 2021, che si svolgerà con alcune restrizioni per la perdurante emergenza sanitaria, sarà possibile per chi lo vorrà, registrare i cori così da portare meno gente sul palco.
- A proposito di persone sul palco: che siano cantanti, musicisti, coristi, ballerini o semplici figuranti non importa, possono salirne al massimo 6.
- Chi vince ospita l’edizione successiva, a meno di rarissime e comprovate eccezioni, con l’EBU che contribuisce economicamente alle spese organizzative.
Selezione canzoni e cantanti
Ciascuna tv nazionale seleziona le canzoni e gli artisti come vuole: c’è chi utilizza un concorso di selezione, come l’Italia, la Svezia e tutti i paesi scandinavi; c’è chi seleziona soltanto l’artista e poi utilizza un metodo diverso per scegliere la canzone o viceversa.
C’è anche chi – semplicemente – preferisce una selezione interna tramite bando o addirittura su invito diretto.
Non esiste alcun obbligo di selezionare un cantante del proprio paese, così come appunto, non esistono vincoli linguistici, anche se in entrambi i casi, viene lasciata facoltà a ciascuna emittente televisiva di gestire questo aspetto come crede.
Come si svolge lo show
Dal 2008 lo show è organizzato su due semifinali, che si svolgono il martedì ed il giovedì, sempre alle ore 21 italiane.
Accedono alla serata finale del sabato le prime 10 classificate di ciascuna serata. Sono esentate dalle semifinali e quindi accedono direttamente alla finale, oltre alla nazione ospitante anche le “Big 5”, quelle cioè che contribuiscono con una maggiore “tassa” di ingresso: Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna.
L’ordine di uscita delle canzoni dal 2013 non è più sorteggiato, ma determinato in base a criteri artistici dall’organizzazione, sulla base della composizione delle due semifinali, che invece rimane sorteggiata.
La conduzione è scarna, si limita ad alcuni brevi accenni ad inizio serata e ad alcuni altri brevi inserti ed è interamente in lingua inglese, con alcune brevi parti introduttive in francese. E’possibile solo inserire un saluto nella lingua nazionale. La parte delle votazioni, nella serata finale, è anch’essa condotta in inglese.
Per il resto, le canzoni si susseguono una dietro l’altra, anticipate da una breve cartolina voltapagina. Ciò è possibile perché il palco ha due entrate: mentre da una parte si esibisce l’artista, dall’altra ci si prepara per quello seguente.
Ognuna delle tre serate è provata tre volte, per filo e per segno, senza interruzioni, come se fosse una diretta. La prova generale di ciascuna serata, con tanto di abiti di scena e pubblico (pagante), viene registrata e durante la messa in onda del live, trasmessa in contemporanea in bassa frequenza in regia.
Questo perché, se dovesse succedere qualcosa durante la diretta, si potrà switchare sulla registrata (come una sorta di backup d’emergenza) e nessuno si accorgerà di niente.
Ciascuna tv nazionale ha la facoltà se lo vuole, di inserire un cosiddetto “voice over”, ovvero il commento “fuori campo”, nella propria lingua, con un’unica regola da rispettare: è vietato parlare sopra le canzoni.
Ciascuna tv deve trasmettere in diretta la finale e la semifinale nella quale i telespettatori di quel paese devono televotare. L’altra semifinale può essere trasmessa in diretta, in differita o non trasmessa per niente. Solo durante l’interval act chi vuole può mandare la pubblicità o fare dei propri inserti.
Come si vota e chi vince
La vittoria all’Eurovision Song Contest è determinata da una votazione che prevede la presenza di giurie nazionali e televoto, con un peso pari al 50% ciascuna.
Ciascuno dei Paesi in gara è chiamato ad allestire una giuria composta da 5 persone obbligatoriamente coinvolte a qualche titolo con il mondo della musica. Ogni nazione voterà nella propria semifinale di competenza (per i paesi finalisti di diritto, viene sorteggiata) e nella serata finale, che vi prenda parte o meno.
Ciò che differenzia l’Eurovision dagli altri concorsi e che rende più equo il sistema di votazione è che i “voti” si trasformano in punti.
Per ciascun Paese infatti, vengono stilate due differenti classifiche, una per la giuria ed una per il televoto, ognuna delle quali assegna punti alle prime 10 nazioni classificate: 12 alla prima, 10 alla seconda, 8 alla terza e così a scendere fino ad 1.
L’altra regola fondamentale è: non si può votare per la propria nazione. Non può farlo la giuria e non possono farlo le persone da casa.
Questo sostanzialmente per due motivi: il primo è che se si potesse votare per la propria nazione, quelle col maggior numero di abitanti vincerebbero quasi sempre. Il secondo è che questo è contrario allo spirito del concorso.
Ricordiamo che, qualora si televoti il proprio Paese, il voto è nullo. Il gestore del voto elettronico riconosce sia l’operatore telefonico che le celle di partenza, per cui per esempio, con una SIM di un gestore italiano non si può votare l’Italia né dall’Italia, né dall’estero.
Allo stesso modo, non è possibile votare l’Italia dall’Italia con una scheda straniera, perché verrebbe riconosciuta la cella di partenza. Si può votare, per esempio, l’Italia, quando ci si trova all’estero e si utilizza una scheda SIM locale.
Nelle semifinali vengono direttamente annunciati i 10 paesi qualificati mentre per la serata finale è prevista una serie di collegamenti da ciascuno dei paesi in concorso durante i quali ognuno annuncia i voti della propria giuria nazionale (qui di seguito un esempio, dall’edizione del 2018). Gli ‘stand up’, cioè i singoli annunci delle votazioni, devono avvenire in inglese o in francese ed i conduttori ripetono l’annuncio nella lingua che non viene scelta.
Successivamente, i conduttori annunciano per ciascun paese, la somma dei punti ricevuti al televoto, dall’ultimo al primo. La somma di queste due votazioni determina la nazione vincitrice.
In caso di parità al primo posto, dal 2016 viene proclamata vincitrice la canzone che ha preso più punti al televoto. In caso di successiva parità, vince la canzone che è stata televotata da più paesi.
In caso di ulteriore parità, la discriminante diventa il maggior numero di “12 points” al televoto e così a scendere, fino eventualmente, in caso di assoluta ed estrema parità, alla canzone che si è esibita per prima.
Segui Eurofestival News anche su Google News, clicca sulla stellina ✩ da app e mobile o alla voce “Segui”. Commenta e/o discuti questa notizia sulla comunità di Feddit oppure su tutti i principali Social Media (qui l’elenco completo).
Non perderti le ultime notizie con le notifiche in tempo reale dal nostro canale Telegram e WhatsApp. Scopri come sostenerci e sostenere una informazione da sempre indipendente.
Eurofestival News è anche una comoda Web App gratuita che puoi portare sempre con te, scaricala subito sul tuo smartphone. Vuoi collaborare con noi? Contattaci!




Mica tanto chiaro,quest’anno 2023 io ho votato la Spagna e ho anche pagato gli sms e l’app,scopro alla fine che la spagna ha preso 5 voti dal pubblico,come è possibile se 2 li ho dati solo io,vuol dire che in tutta europa ,ci sono stati solo tre spagnoli, che l’hanno votata
Al brano più votato nel complesso vengono assegnati 12 punti, al secondo 10, al terzo 8 etc… proprio come fanno le giurie quando votano i singoli brani.
buongiorno e grazie per tutte le preziosi info inserite nell’articolo!
Una domanda: i prossimi presentatori ufficiali a Torino (Cattelan, Mika e Pausini) saranno presenti al Pala Alpitour anche in ogni serata (ovvero anche nei Jury e family show) o si vedranno solo nelle serate Live TV?conviene quindi prendere i biglkietti del Jury show della finale o è sempre megliuo (se si riesce) a comprare quelli del Laive TV? Grazie per la risposta. silvia
Per esempio.. la Francia quest’anno è arrivata terza mi sembra non lo so… è possibile che l’anno prossimo si ricandidi sempre la stessa cantante ma con una canzone diversa. In poche parole è possibile che la stessa persona o gruppo possa partecipare all’Eurovision due volte di fila?
Ciao, grazie per il commento. La Francia è arrivata seconda, non terza. Quanto a Barbara Pravi, si qualificò vincendo un concorso di selezione e non è vero che parteciperà di nuovo lei. La Francia dovrebbe fare di nuovo il concorso di selezione. Al quale se vorrà potrà iscriversi. Non solo è possibile gareggiare per due anni di fila, ma anche di più. Ci sono stati casi anche molto recenti.
Com’è possibile che l’Inghilterra abbia ricevuto ZERO voti che io per esempio li ho votati?? Ho ricevuto pure la conferma del mio voto quindi è stato inviato regolarmente. Grazie a chi vorrà spiegarmi questa cosa. C’è magari un sistema di conteggio particolare?! Grazie! Sara
Una cosa che dovrebbero cambiare, secondo me, è che gli autori/compositori delle canzoni debbano essere dello stesso paese di provenienza della entry. Ultimamente la Svezia la sta facendo da padrone ma questo credo sia contrario allo spirito originario dell Eurovision.
Per quale motivo? La nazionalità dei compositori è libera, da sempre.
Ottima spiegazione, bell’articolo!!! Grazie
Grazie Alessandro :)
Buongiorno Staff, si grazie bell’articolo però avrei una domanda:
Com’è possibile che l’Inghilterra abbia ricevuto ZERO voti che io per esempio li ho votati? Ho ricevuto pure la conferma del mio voto quindi è stato inviato regolarmente. Grazie se vorrete spiegarmi questa cosa. C’è magari un sistema di conteggio particolare?!
Grazie! Sara
Buongiorno Sara, è molto semplice. I cinque giurati di ciascuna nazione fanno ognuno una graduatoria da 1 a 25, con 1 come canzone preferita e 25 la peggiore. Da questa viene stilata una graduatoria media, sempre da 1 a 25 che dunque è il voto della giuria nazionale. James Newman ha preso zero perchè ovviamente vengono conteggiate nel punteggio solo le prime 10 posizioni (12, 10, 8 ecc). Ebbene, il Regno Unito era, come abbiamo scritto, all’ultimo posto in quasi tutti i Paesi.
Grazie della spiegazione ora mi è chiaro :-)