Eurovision 2021: prima giornata di prove, bene Lituania, Slovenia e Russia


Report Live da Rotterdam | Si è conclusa la prima giornata di prove all’Ahoy Arena di Rotterdam. L’Eurovision 2021 prende finalmente la strada del suo svolgimento, e sono i The Roop a riprendersi in mano quel palco che, per ultimo, era stato calcato da Duncan Laurence nell’atto del bis vittorioso con “Arcade“.

Andiamo a scoprire meglio cos’è accaduto nella giornata che ha visto all’opera sette artisti della prima semifinale.

LITUANIA – The Roop – Discoteque

Le prime prove da quasi due anni a questa parte dell’Eurovision mostrano subito un fatto chiaro: il primo dei tre take non viene mostrato e, come da tradizione, c’è da risolvere qualche piccolo problema audio-video. La performance dei The Roop è molto d’effetto, con uno schema cromatico fatto tutto di giallo, viola, bianco e nero, con uno sfondo che assume temi spesso diversi.

L’inizio della performance vede Vaidotas Valiukevicius, la voce del gruppo, inserito in una tripla inquadratura; ai lati, dopo, entrano gli altri membri dei The Roop. Sul palco sono in cinque, per una performance che non è troppo diversa da quella della finale nazionale. Tutto sembra funzionare bene.

SLOVENIA – Ana Soklic – Amen

Lei si presenta da sola sul palco, con lo sfondo che s’illumina in una sorta di galassia centralmente illuminata di giallo quando arriva il ritornello. Si fa valere particolarmente lo sfondo, che mostra diverse sfaccettature relative alla bellezza della natura della Terra. Lei, come voce, è totalmente sul pezzo, il che aiuta molto considerando quanto in alcuni punti sia “complicato” questo brano. La semplicità in questo caso è d’effetto e Ana Soklic potrebbe essere uno dei nomi a sorpresa del 18 maggio.

RUSSIA – Manizha – Russian Woman

Manizha entra in scena con un vestito tradizionale di enormi dimensioni, con all’interno tessuti provenienti da ogni parte della Russia, che poi si apre e rivela al suo interno lo stesso vestito, o quasi, della finale nazionale. Il concept è lo stesso, con i quattro coristi intorno a lei, con diversi messaggi a schermo dopo il ritornello, in inglese, che invitano le donne a incoraggiarsi.

Ci sono, prima del ritornello, diverse opere di varia natura sul ledwall. Nel terzo take arriva anche la prima volta del fuoco utilizzato sul palco. Si finisce con le tantissime facce, di donne come di persone del mondo LGBT, nel backdrop che vanno a unirsi in un unico, grande “Russian Woman”. Performance d’effetto.

SVEZIA – Tusse – Voices

Si comincia con lui vestito in rosso, stile Melodifestivalen, e un backdrop col mare scuro e le onde bianche. In mezzo, una luce che appare e scompare, dorata e poi bianca e poi rossa. Su “A million voices” Tusse viene raggiunto da quattro ballerini.

Nel secondo minuto vengono proiettati virtualmente, a schermo, tantissime persone che ovviamente sono presenti solo in modo virtuale. Quando si alza di un semitono la canzone, tutto cambia, con un cielo stellato fitto di supernove che esplodono, anticipate da un’esplosione di luce bianca con del nero nella parte inferiore.

AUSTRALIA – Montaigne – Technicolour

Dal momento che l’artista in questione non può essere a Rotterdam, è mostrato un video dal backstage della performance live-on-tape, che sarà quella che vedremo il 18 maggio. In sostanza, è poco di più rispetto a quel che si vede sul video caricato su YouTube: la base riguarda il fatto che siano in tre a ballare intorno all’artista, oltre al fatto che ci sarà una misura importante di sfondo nero. Da comprendere in che misura da nero si passerà al “Technicolour”.

MACEDONIA DEL NORD – Vasil – Here I stand

Da rilevare subito un fatto: la performance vocale di Vasil, al suo solito, è perfetta. Non c’è nessuna problematica da rilevare in questo senso; il punto, semmai, riguarda uno staging che da più parti viene paragonato a quello di Dotter al Melodifestivalen. Lui parte con un sole all’altezza del cuore che s’irradia come radici per i polmoni e poi su tutto il corpo.

All’improvviso si palesa uno sfondo dorato, quasi a rappresentare il volume che si alza e abbassa. Punto focale della performance è il momento in cui quattro luci si illuminano e vanno verso il petto di Vasil, diventato una palla da discoteca umana. Una scelta piuttosto singolare, per il tipo di canzone.

IRLANDA – Lesley Roy – Maps

Viene mostrato soltanto il secondo take. Lesley cammina sul palco, ci sono molte cose sul palco attorno alle quali canta, come riproduzioni di alberi, foreste, mappe, tronchi di alberi. La performance vocale non è delle migliori, ma questo lo si era notato già lo scorso anno. Poi arrivano anche nuvole e onde. Ritornano i fogli con i disegni di case e luoghi.

Solo alla fine si torna completamente sul palco, con uno sfondo arancione a sfumare verso il nero. Lei va sul ministage e dietro rimangono gli oggetti usati per la performance della prima metà, serviti per rappresentare quello che sembra voler essere il senso di Maps.

Continueremo a seguire le prove e avremo anche quest’anno, nonostante le difficoltà legate alla pandemia di Covid-19, un nostro inviato direttamente sul posto, per aggiornarvi come sempre sull’evento e per conoscere cosa succede in quel di Rotterdam!


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