Eurovision 2021: sesto giorno di prove. L’Austria svetta nel secondo turno dei semifinalisti


Report live da Rotterdam | Sesto giorno di prove all’Ahoy Arena e seconda occasione per prendere le misure sullo stage per i primi 9 semifinalisti della seconda serata del 20 maggio e per Malta, in gara invece nella prima semifinale del 18 maggio. Nel pomeriggio calcheranno per la prima volta il palco i nostri Måneskin, gli altri paesi dei Big 5 e il paese ospitante. Di seguito il nostro racconto della prima parte di giornata, mentre sono ancora in corso le prove per i rappresentanti italiani e gli altri qualificati di diritto di cui vi aggiorneremo in un prossimo articolo.

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Malta – Destiny – “Je Me Casse”

Sembra lentamente destinata a perdere ulteriori posizioni in classifica, da favorita della vigilia, Destiny che non cambia niente rispetto alla sua esibizione delle prime prove, eccezion fatta per l’abito. L’artista ha optato per un body identico nelle forme al precedente ma stavolta argentato, che spezza il predominio del colore rosa visto domenica.

Per il resto abbiamo rivisto tutti gli elementi delle prime prove, cascata pirotecnica inclusa. Sul cantato non si può appuntare nulla a Destiny, impeccabile e potente, salvo una leggera sbavatura nel finale della prima registrazione. La vocalità è il vero punto di forza della performance, che si piazza nella media dal punto di vista scenico. Un pacchetto probabilmente non sufficiente per artigliare quella vittoria pronosticata fino a pochi giorni fa.

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San Marino – Senhit – “Adrenalina”

Se la prima prova aveva convinto sulle potenzialità dell’entry sammarinese questo ritorno sul palco dell’Ahoy Arena di Senhit lascia invece molto perplessi. Non tanto sulla qualità della canzone e della performance, che si mantiene sui buoni livelli di lunedì, anzi, migliora l’equalizzazione dei volumi che permette di apprezzare maggiormente la voce di Senhit però sempre in affanno sul finale.

Il punto di domanda è legato all’enfatizzazione che il team di San Marino sta ponendo riguardo la presenza o meno di Flo Rida sul palco. Le madonne rappresentate sulla maschera di Senhit sono state coperte da foto del rapper americano e punti interrogativi, la stessa cantante bolognese tra il primo ritornello e la seconda strofa provando qualche incitamento al pubblico ha intonato un “Are you ready to feel Flo Rida with me?”.

Chiaramente stanno giocando con gli addetti ai lavori e gli scommettitori, che lancerebbero le quotazioni del paese sulla ionosfera alla comparsa del rapper. Ma allo stesso tempo stanno tramutando in un gioco (evitabile) la loro valida proposta musicale dove le barre eseguite da Don Jiggy non fanno certo rimpiangere Flo Rida.

Estonia – Uku Suviste – “The Lucky One”

La canzone non è forte e la posizione in scaletta è decisamente penalizzante, tuttavia la prova dell’estone Uku Suviste piace e abbiamo notato tanti piccoli miglioramenti nella scenografia. Sono state rese più fluide le transizioni tra il video in cui il cantante sprofonda in acqua e le riprese live così come l’aggiunta di faretti intorno all’artista rende più reale la tempesta alle spalle creando un godibile gioco di luci.

Uku Suviste vocalmente è ineccepibile così come non commettono sbavature i backing vocalist, il cui volume dei microfoni è finalmente bilanciato. In una semifinale molto incerta, esclusi 5-6 act che possiamo già considerare finalisti potrebbe sorprendere, nonostante come detto non sia una canzone memorabile.

Repubblica Ceca – Benny Cristo – “Omaga”

Fa dei passi avanti anche la Repubblica Ceca che si inserisce in quel gruppetto di paesi che oscillano tra le ultime posizioni valide per la qualificazione alla finale di sabato 22 e l’eliminazione. Molto più convincente la prova vocale di Benny Cristo soprattutto nelle prime e nelle ultime battute di “Omaga”. La qualificazione appare tuttavia possibile solo in presenza di un buon sostegno del televoto.

Sono state aggiunte delle grafiche blu inframezzate agli effetti psichedelici proiettati sullo schermo e il tutto sembra finalmente funzionare eccezion fatta per le inquadrature. Continuano infatti i problemi su quel fronte per la delegazione ceca: se lunedì non veniva valorizzata la coreografia oggi in due take su tre la spider-cam è entrata in campo coprendo anche l’artista nell’inquadratura. Assolutamente da rivedere prima delle Dress Rehearsal.

Grecia – Stefania – “Last Dance”

Chi ha già il biglietto in tasca per la finale è la greca (ma olandese di nascita) Stefania. Impeccabile la resa visiva sulle note di “Last Dance” grazie agli effetti speciali che abbiamo già visto nella terza giornata di prove. Spariti i problemi di setting del green screen che avevano dato qualche noia durante le prime prove, l’esibizione è sicuramente una delle più interessanti non solo della sua semifinale.

Buona la potenza vocale della cantante malgrado persistano delle imprecisioni negli acuti finali in tutti e tre i take. Questo aspetto potrebbe costargli diversi punti nel voto delle giurie mentre il pubblico da casa sicuramente apprezzerà la sua performance.

Austria – Vincent Bueno – “Amen”

Se c’è una nazione che take dopo take sta scalando gerarchie e convincendo sempre di più, questa è l’Austria. Vincent Bueno dimostra una grande sicurezza sia nel calcare il palco che nella prova vocale e l’atmosfera evocata dai giochi di luce e dal fumo è d’impatto ed emozionante come annunciato, alla presentazione del brano, dalla delegazione austriaca.

Il tutto eleva la ballad proposta da Vincent Bueno ad un livello superiore, valevole anche per posizioni di grande prestigio nella serata finale. L’Austria si candida dunque ad essere la rivelazione di questa edizione dell’Eurovision Song Contest così come nelle ultime due edizioni avevano sbancato, soprattutto grazie alle giurie, la macedone Tamara Todevska (2019) e un altro austriaco come Cesar Sampson (2018).

Polonia – RAFAŁ – “The Ride”

Sul palco l’artista polacco non presenta alcuna novità rispetto alle prove di lunedì mentre il suo cantato migliora discretamente pur non arrivando ancora ad una pulizia d’esecuzione apprezzabile.

Come già notato nella prima prova di RAFAŁ, il limite dell’esibizione non è nella resa televisiva dove la scenografia da videogame anni ’80, sul modello di Tron, trasporta nel mondo evocato dal cantante, quanto il brano stesso, debole e messo in scaletta dopo un’ottima Austria. La Polonia, quindi, con grande probabilità sarà fuori dalla lotta per un posto nella finalissima di sabato.

Moldavia – Natalia Gordienko – “Sugar”

La delusione di giornata è la Moldavia che perde terreno rispetto alla buona prova di lunedì. I passi indietro da segnalare sono nel cantato e nelle inquadrature. Nel primo caso Natalia Gordienko è risultata sottotono in tutte le registrazioni: affannata e in difficoltà nel trovare la giusta intonazione. Anche la regia si è un persa questo pomeriggio soprattutto nel secondo take quando ha mancato parzialmente la camminata della Gordienko sulla pedana rotante.

Rivista in parte la scenografia nel finale quando la griglia rosa sul led-wall che contraddistingue tutta l’esibizione si trasforma in una serie di fulmini, anch’essi rosa, che si propagano anche sul palco della Ahoy Arena. Rimane sempre coinvolgente la coreografia specialmente sul drop del ritornello, potrebbe essere sufficiente per rivedere nuovamente in finale la Moldavia dopo l’eliminazione del 2019.

Islanda – Dadi og Gagnamagnid – “10 Years”

Finale assicurata per Dadi Freyr e i Gagnamagnid. “10 Years” sul palco di Rotterdam si conferma uno momenti più freschi e divertenti dell’intera competizione. La Top10 non dovrebbe essere anch’essa un problema ma nel dubbio il leader Dadi Freyr ha lanciato un appello proprio verso noi italiani sui social.

Non cambia pressoché niente rispetto alle prime prove: l’unica aggiunta ad una performance, che nella sua semplicità aveva fatto breccia in sala stampa, è un passo di danza in più prima dell’assolo di sintetizzatore. Molto carina l’idea del “fermo immagine” al termine del brano come spiegato su Twitter dalla delegazione islandese:

La decisione di includere una lunga pausa di 15 secondi in posa alla fine della performance è stata presa perché “10 Years” dura 2 minuti e 45 ma i Dadi og Gagnamagnid volevano stare sul palco per tutti i 3 minuti a disposizione!

Serbia – Hurricane – “Loco Loco”

Fanno il loro dovere le Hurricane che portano a casa una buona seconda prova nonostante il divario vocale tra Sanja e le altre due componenti del gruppo Ivana e Ksenjia si ripercuota pesantemente sulla resa finale del brano.

Tanti piccoli miglioramenti per quanto riguarda la regia televisiva che sistema progressivamente le inquadrature, in un primo momento troppo lontane dalle tre mentre le fontane pirotecniche sostituiscono il fumo che tanto aveva danneggiato l’audio nelle prove di lunedì. Le Hurricane a meno di clamorosi ribaltamenti giungeranno comodamente in finale dove però sarà difficile migliorare il 18° posto ottenuto dall’ultima rappresentante serba Nevena Božović.

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Domani sarà la volta degli 8 artisti rimanenti in gara nella seconda semifinale. Mentre tra poco potremo rivelarvi i primi dettagli dell’esibizione dei Måneskin.


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