Eurovision 2021, la conferenza stampa dei Måneskin dopo la seconda prova


Report live da Rotterdam | Dopo un’altra eccellente seconda prova, i Måneskin hanno partecipato alla conferenza stampa, nella quale hanno risposto alle domande dei giornalisti on-site e on-line e soprattutto hanno estratto la metà in cui si esibiranno durante la finale del 22 Maggio 2021.

Due sono i volti nuovi, Claudio Santucci che è stato il creative director dell’esibizione dei Måneskin, ed Eva Maria Esposto Ultimo in qualità di vice capodelegazione, accompagnati dai Måneskin ovviamente e dalla capodelegazione Simona Martorelli. Riportiamo qui le domande salienti effettuate in conferenza stampa:

Qual è il significato dietro la canzone “Zitti e buoni”?

DD: Un messaggio che invita ad essere chi si vuole essere incuranti del giudizio altrui, siate voi stessi e non la brutta copia di qualcun altro.

Quanto conta il vestiario per voi?

VD: Conta molto, è il nostro modo di esprimerci, attraverso i nostri vestiti possiamo esprimere meglio il nostro messaggio e le nostre emozioni, l’aesthetic conta eccome non solo la forza del messaggio di una canzone.

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Siete arrivati a Sanremo già con l’idea di partecipare all’Eurovision Song Contest?

DD: Ci siamo approcciati a Sanremo con questa canzone, credendo che potesse essere controcorrente in una manifestazione canora come il Festival. Non pensavamo di vincere, anche se ci speravamo, e quando abbiamo vinto il primo pensiero che ci è passato è stato proprio il partecipare all’Eurovision.

VD: Va detto tuttavia che la nostra primaria intenzione, sia a Sanremo che qui all’Eurovision, è di condividere il nostro mondo e la nostra musica, sperando che qualcuno ci apprezzi. Ci piace che i nostri fan ci supportino, in un contesto in cui nessuno ti conosce avere una fanbase di supporto per noi è stato molto importante.

Qual è secondo voi la più grande differenza tra Sanremo e l’Eurovision?

DD: Non ci sono in realtà molte differenze, anche qui prendiamo parte a tantissime conferenze, interviste, prove eccetera. Sicuramente la grande differenza è l’internazionalità dell’evento visto che a Sanremo le canzoni devono essere tutte in italiano.

Se doveste consigliare un’altra canzone da ascoltare al di là di Zitti e buoni, quale sarebbe?

VD: Sicuramente il nostro intero album “Teatro d’Ira Vol. I”, non riuscirei a scegliere una canzone, sono tutte bellissime!

Qual è la vostra sensazione dopo aver scoperto di essere i secondi favoriti per la vittoria?

VD: In realtà non lo sapevamo, l’abbiamo scoperto grazie ad un giornalista che ce l’ha rivelato ieri (ridono), ma di base siamo più contenti che sotto pressione. Siamo consapevoli che qualunque sarà il nostro risultato abbiamo dato il massimo.

(Rivolta al creative director) Come ti sei approcciato per studiare la performance dei Måneskin in quei tre minuti di esibizione?

CS: Sono molto sorpreso, questa non è una canzone che l’Italia ha in genere portato all’Eurovision, ma abbiamo deciso di scegliere qualcosa di pulito e semplice ma d’impatto. I quattro ragazzi sono centrali, è tutto focalizzato su di loro e sulla loro energia, incluse le silhouette che compaiono sul ledwall. Non serviva strafare, loro SONO lo spettacolo.

Vi conoscete da così tanto tempo, e si può dire anche che siete stati fortunati a trovare i quattro elementi necessari per una band rock (voce, chitarra, basso e batteria), come vi siete conosciuti? Come sono nati i Måneskin?

VD: Tutto è nato molto naturalmente, io e Thomas ci conoscevamo dalla scuola media e suonavamo in un’altra band nella quale non ci trovavamo bene. Poi Damiano mi contattò per unirsi, infatti anche lui faceva parte insieme a me di un’altra band ancora, e infine Ethan l’abbiamo trovato su un gruppo Facebook chiamato “Cercasi Musicisti a Roma”

(A Simona Martorelli) Qual è stata la prima reazione una volta sentita la canzone “Zitti e buoni”? 

SM: Certo. Ero a casa a guardare Sanremo, il primo pensiero che ho avuto è stato “Mamma mia, quanto sono diversi da tutto ciò che è stato portato in 71 anni di Festival di Sanremo.” A Sanremo prevale la canzone “tipicamente italiana”, nessuno si sarebbe aspettato un gruppo che buttasse giù il palco, e credo che sia stato proprio questo a fare la differenza. Durante la pandemia avevamo bisogno di questa energia giovane in un periodo in cui questa energia stava venendo sempre più a mancare.

In seguito è stata effettuata l’estrazione del rotolo in cui era inserita la metà in cui si sarebbero esibiti i quattro ragazzi romani, tutto è stato fatto seguendo le norme anti-Covid quindi è stata la responsabile della Conferenza Stampa a pescare il rotolo.

La seconda metà è stata estratta, i Måneskin si esibiranno tra la 14° e la 26° posizione nella Finale di Sabato 22 Maggio.


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