Eurovision 2021. Gli organizzatori: “Pronti a condividere ciò che abbiamo imparato con il vincitore di questa edizione”


Report live da Rotterdam | Dopo i 4 conduttori della 65° edizione dell’Eurovision Song Contest, oggi in sala stampa si presentano Martin Österdahl e Sietse Bakker. Il primo è l’executive supervisor dell’Eurovision Song Contest per l’EBU mentre il secondo è l’executive producer per le tre emittenti olandesi – NOS, NPO e AVROTROS – che hanno unito le forze per realizzare quest’edizione storica che segna la ripartenza della manifestazione dopo un anno di stop forzato dovuto alla pandemia.

organizzatori eurovision 2021

Da sinistra: Sietse Bakker e Martin Österdahl

Per Österdahl si tratta del primo Eurovision in queste vesti. Ha succeduto in questo ruolo quest’anno a Jon Ola Sand, volto noto agli eurofan italiani dato che ha ricoperto questo incarico proprio a partire dal 2011, anno del nostro rientro in gara, fino al 2020.

Esordisce Martin Österdahl:

Siamo felici di essere qui. Questo progetto è una delle produzioni televisive e musicali più diffcilili da creare al mondo. Abbiamo cambiato il modo di lavorare in questo perido storico per tornare. Quando ho visto lo show di martedì e il pubblico è stato un momento bellissimo. Abbiamo avuto un grande aiuto dal team dei broadcast organizzatori ma dai broadcast membri in generale visto che abbiamo introdotto anche il live-on-tape come misura di sicurezza.

L’executive supervisor si rivolge poi al suo collega per complimentarsi per il lavoro svolto:

Tante persone hanno lavorato duramente da gennaio per garantire la nostra presenza qui oggi, non immaginavo quanto incredibilmente resilienti e pazienti siate. C’è una grande emozione, posso solo immaginare ciò che avete provato dopo la scelta di cancellare l’evento nel 2020. Sono ammirato da quello che avete fatto, come città e come broadcast.

Prende dunque la parola Sietse Bakker:

Grazie per le tue parole (a Österdahl) e grazie per la vostra presenza. Mesi fa sembrava inimmaginabile. Ringrazio NPO, NOS, AVROTROS. Grazie ai giornalisti presenti qui in sala e presenti online per questo storico Eurovision Song Contest.

Nel 2019 poco dopo la vittoria abbiamo scelto il motto “Open Up”. Questo è ciò che siamo e in cui crediamo. Riflette anche lo spirito dei nostri tempi, non è solo esprimere la propria opinione ma ascoltare, su questo vogliamo insistere. Abbiamo discusso se confermare lo slogan dopo la cancellazione, ricordo bene quel periodo di lockdown e di sfida contro il Covid perché quella frase assume ancor più significato in questa fase storica.

L’Eurovision non è la fine di tutto questo, ma è un passo nella giusta direzione verso la fine di questo incubo. Vogliamo dare speranza verso il futuro alle persone ed è un messaggio che abbiamo messo nella clip di apertura che vedrete nella finale di sabato e già nelle prove di domani. Grazie ai nostri partner, all’Ahoy, alla città di Rotterdam, all’EBU, ai fan e ai volontari.

Si comincia poi con le domande della sala stampa presente a Rotterdam e quelle della sala stampa virtuale.

Stamattina Duncan Laurence è risultato positivo al Covid-19 (qui il nostro articolo). Che soluzione avete preso per rimpiazzare la sua esibizione? Chi consegnerà il premio al vincitore di questa edizione?

SB:  È stato uno shock per tutti, siamo tutti dispiaciuti. Abbiamo imparato a lavorare con vari scenari e piani B, C… Stiamo lavorando sui dettagli del nostro piano B, prima portiamo a termine la seconda semifinale stasera e poi vi informeremo maggiormente. Duncan merita comunque un tributo perché è il motivo per cui siamo qui.

Avete introdotto i cori registrati per avere meno persone sul palco ma invece quel vuoto è stato riempito da più ballerini. Alla luce di questo permetterete i cori registrati anche in futuro?

MO: Dovevamo pensare a come avere delegazioni più piccole anche per dare loro la possibilità di avere una migliore programmazione visto il periodo. Valuteremo per il futuro. Abbiamo visto da alcune finali nazionali che i cori registrati possono aiutare nello sviluppo delle esibizioni on-stage.

La sala stampa virtuale sarà il futuro, nonostante ci siano stati dei leak?

MO: Pensiamo che la sala stampa virtuale abbia funzionato ma non stiamo ancora valutando per il 2022. Abbiamo comunque imparato tante cose da questa edizione che ci porteremo dietro per le scelte future.

Avete pensato se limitare l’uso di accessori di scena nelle esibizioni?

MO: Noi li amiamo! Però è vero, con il team stiamo facendo un gran lavoro perché è stressante gestirli ma non vogliamo limitarli.

Lo slogan al momento delle votazioni di Jan Ola Sand era “Take it away”, il tuo (riferito a Martin Österdahl) sarà “You’re good to go”? E come sei arrivato ad inventarti questa cathcphrase?

MO: Non lo so. Pensavo fosse la cosa più normale da dire.

Duncan Laurence è stato in contatto con i conduttori, con Edsilia Rombley in particolare. Quali sono i vostri piani in caso uno dei presentatori risulti positivo al Covid?

SB: Quello che facciamo in questa situazione è guardare ai protocolli. Le regole nei Paesi Bassi dicono che per valutare i rischi devi calcolare quanto tempo e quanto vicini sono stati due soggetti in un ambiente chiuso. In questo caso lo scenario è considerato di basso rischio perché si trattava di un’interazione di 2 minuti scarsi. Duncan è risultato negativo ieri e positivo oggi mentre i conduttori sono risultati sempre negativi ma continueremo a monitorare la situazione in accordo con le norme sanitarie.

Perché avete deciso di rivelare i nomi dei membri delle giurie tecniche nazionali durante la finale? Dove troveremo pubblicati i loro nomi?

MO: Abbiamo discusso nel Reference Group di questo. Quest’anno sembrava che fosse imporante per i broadcast nazionali annunciare i membri delle loro giurie. E per la regolarità del concorso è bene che vengano comunicati alla fine della competizione. Ogni paese pubblicherà singolarmente i nomi della propria giuria e poi dopo la finale l’EBU rilascerà la lista completa con tutti gli stati.

L’EBU ha dovuto affrontare grandi sfide quest’anno per organizzare l’Eurovision. Adesso che però siamo qui non sembra che sia stato meno difficile di quanto pensavate all’inizio?

MO: Dici? Una cosa che pensavamo fosse brutta era essere testati ogni due giorni, ma non è così male.

Dopo le positività di Duncan Laurence e dei componenti di alcune delegazioni considerate ancora il protocollo sanitario sicuro?

SB: È importante sapere che l’Eurovision non è una bolla. Se fosse una bolla vorrebbe dire che che ogni persona entra dopo essere testata e può fare quello che vuole a patto di non uscire mai, tipo alcuni eventi sportivi. Ma tu (riferito al giornalista) puoi girare per Rotterdam, uscire, andare a casa. Questo invece è un ambiente sicuro, hotel compresi, per minimizzare il rischio di contagio. Lo abbiamo imparato lo scorso anno: il rischio non è mai nullo nonostante le precauzioni che possiamo prendere. Duncan e gli artisti sono stati molto attenti a non contagiarsi eppure è successo. La maggioranza dei positivi che abbiamo rilevato erano persone che entravano per la prima volta all’Ahoy, quindi le percentuali di contagio all’interno sono bassissime, ma non nulle.

Qual è la vostra opinione su dove possono essersi contagiati gli artisti? Quali sono i fattori di rischio che temete? Qual è la cosa più difficile che avete provato nel produrre lo show in questi due anni?

SB: Per quanto riguarda il Covid-19, penso che tutti voi conosciate persone molto scrupolose che hanno seguito tutte le regole e che hanno comunque contratto il virus. Non potrei essere più orgoglioso di tutti voi che state mostrando un grande impegno nel seguire i protocolli. Non è tutto perfetto, bisogna richiamare qualcuno all’attenzione ma non ha senso incolpare le persone per aver preso il virus. Riguardo la sfida più grande affrontata, è stato sicuramene il fatto che il mondo cambiava continuamente a causa della pandemia. È stato durissimo guardare avanti ma sono felicissimo di essere qui e a chi vincerà quest’edizione dico che noi in 731 giorni abbiamo imparato tante cose e siamo pronti a condividere questa esperienza accumulata con loro.

La seconda parte della conferenza stampa vede invece protagonista Alexandra Redde-Amiel, direttrice dei programmi d’intrattenimento della rete francese France Television, che prende posto a fianco di Martin Österdahl per presentare la nuova edizione del Junior Eurovision Song Contest 2021 che avrà luogo a Parigi il 19 dicembre 2021. Maggiori informazioni nel nostro articolo dedicato.


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