Eurovision, Rai 1: “La rassegna è un occhio sull’Europa. Pronti ad ospitare se vinceremo”

Conferenza stampa della Rai con i Måneskin in collegamento da Rotterdam in vista della finale dell’Eurovision.

Presenti a Roma il direttore di Rai 1 Stefano Coletta, il vicedirettore di Rai 1 Claudio Fasulo ed i due commentatori italiani Cristiano Malgioglio e Gabriele Corsi. Ecco gli stralci più significativi.

Intervengono in relazione allo show che domani sera andrà in onda su Rai 1 sia i due commentatori che i vertici della Rai.

Claudio Fasulo

Sanremo ed Eurovision sono cugini, mi piace l’aria di festa, la voglia di conoscersi che si vive in quelle arene e che a Sanremo un po’ manca. All’Eurovision ci si diverte molto, senza dimenticare una straordinaria professionalità.

Stefano Coletta

Non vedo l’ora di vedere questa finale. Ogni volta per me l’Eurovision è una esperienza non solo televisiva ma rimanda quasi ad una fruizione antropologica perché si coglie il mondo, quello che c’è fuori dal nostro Paese, le tendenze, il gusto.

Quando con Claudio Fasulo abbiamo definito questa conduzione con Gabriele Corsi e Cristiano Malgioglio, mi aspetto non solo un contrappunto divertente, ma anche uno sguardo sul mondo perché ogni volta il rappresentante di un Paese lontano da noi è il condensato di quello che rappresenta.

Veniamo da un anno in cui abbiamo potuto poco alleggerirci, questo ritorno in modalità quasi normale davvero è il segno di una ripartenza corale nell’eguaglianza di un post Covid che ci ha unito. Questa conduzione, unita ai Maneskin, che hanno rivoluzionato Sanremo, mostrerà un’Italia meno neomelodica e che ha fatto un passo avanti.

Cristiano Malgioglio

In questo Eurofestival ci sono voci pazzesche ed arrangiamenti che ti toccano il cuore, mai sentito voci così belle. Ovviamente è chiaro che tifo per i Måneskin, che riescono ad essere sensuali nonostante il rock.

Gabriele Corsi

Quando mi ha chiamato Fasulo mi ha detto: sei seduto? Noi stiamo preparando la Champions League della musica, è una grande responsabilità e ci stiamo preparando al meglio. Questo Festival segna la riapertura e credo fortemente che attraverso la musica può partire la rivoluzione.

Ma la cosa più interessante sarà il significato di ciò che ciascun paese porterà sul palco, al di là delle canzoni che come sempre alcune ci piacciono, altre no.

Måneskin

La band interviene da Rotterdam:

Non vediamo l’ora di salire sul palco domani sera. Ci stiamo preoccupando solo della nostra performance, sulla musica, il giudizio lo lasciamo agli altri… Non succede, ma se succede… però un po’ ci stiamo credendo.  Se sono fiori, fioriranno.

Sono arrivati endorsement dall’estero (Little Steven, The Guardian ndr) e per noi è un grande onore, come è un onore essere qui: vogliamo far parlare la nostra musica.

malgioglio maneskin

“La Rai non vuole vincere? Falso”

Passaggio importante su una eventuale vittoria dei Måneskin e la possibilità di ospitare l’evento. Claudio Fasulo sottolinea:

Che la  Rai non voglia vincere è una leggenda metropolitana, qualcuno disse un anno che avevamo boicottato le votazioni. Ci mancherebbe altro!

Noi speriamo di vincere perché ci piacerebbe moltissimo ospitare il più grande evento musicale del mondo fra le nostre mura. Nel 2017 prima della partenza per Kiev parlammo della possibilità di ospitarlo eventualmente a Torino perché aveva tutte le caratteristiche necessarie per ospitarlo.

Relativamente all’impatto economico, posso raccontare che all’inizio Lisbona aveva paura, dopo la vittoria di Sobral, poi invece hanno organizzato ed è andata benissimo, sopperendo con la creatività alla mancanza di soldi.

Coletta aggiunge: “I dati di ascolto dimostrano che questo evento merita anche le semifinali su una emittente generalista e speriamo anche che presto l’Eurovision possa tornare a casa nostra”.

I rivali dei Måneskin

Si parla poi delle canzoni possibili “rivali” dei nostri rappresentanti. Malgioglio “vota” per i The Black Mamba: “Sono affezionato alla musica portoghese e mi piace il loro sound e la voce del loro cantante”.

Gli fa eco Gabriele Corsi: “Mi commuove molto Manizha, per il significato della sua canzone e sono pazzo degli ucraini Go_A, poi ci sono ovviamente i Blind Channel che fanno lo stesso rock dei nostri”.

Malgioglio aggiunge: “Il significato del brano di Manizha è importante, soprattutto in questi giorni in cui si parla di omofobia ed io vorrei che un grande Paese come la Russia facesse passi avanti su questo: la sua performance, con tutte le donne sullo schermo è molto forte”.

I Måneskin invece “votano” Hoovephonic: “Un brano di grande classe” (coerenti con quanto detto nella nostra intervista).

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