Eurovision 2022: arrivano le candidature di Verona, Sanremo, Firenze, Rimini e Reggio Emilia per ospitare l’evento

La vittoria dei Måneskin all’Eurovision Song Contest 2021 di Rotterdam continua a far discutere non solo i fan della rassegna e i sostenitori della band, ma anche i sindaci di tutta Italia. Già, perché molti di loro non stanno tergiversando nel proporre la propria città per ospitare l’Eurovision 2022 che, come da regolamento, dovrà svolgersi in Italia.

Dopo le prime candidature di Bologna, Milano, Pesaro – ma anche Roma, Torino e Napoli – è ora di fare un altro viaggio attraverso l’Italia per analizzare le proposte che – stavolta – sono arrivate da Verona, Sanremo, Firenze, Reggio Emilia e Rimini.

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Eurovision 2022: Verona

Arrivano da Gianmarco Mazzi, direttore artistico di Arena di Verona Srl, le parole che candidano la città e la sua celeberrima Arena ad ospitare l’Eurovision 2022. Affermazioni che, tuttavia, sono consapevoli delle limitazioni importanti che una struttura storica come l’Arena imporrebbero sull’organizzazione che, d’altro lato, richiede parametri stringenti non solo per la città ospitante, ma anche per lo stadio o palazzetto che ospita il palco.

Mai dire mai nella vita, ma voglio essere sincero, credo sarà molto difficile. L’Eurovision prevede strutture pazzesche che a livello logistico mal si conciliano con il nostro anfiteatro, ci vogliono mesi di lavoro e soprattutto di solito scelgono location coperte perché altrimenti in caso di pioggia sarebbe un disastro. Per nostra fortuna abbiamo un sindaco che spinge sempre forte sull’acceleratore e fa di tutto per portare a Verona i grandi eventi quindi mai direi mai, ma sarà molto difficile vedere l’Eurovision 2022 in Arena.

L’Arena, comunque, possiede già un forte legame con l’Eurovision, in quanto fu proprio lei a offrire la scenografia per l’esibizione di Diodato allo show sostitutivo del 2020 Eurovision: Europe Shine A Light. Una rassegna particolarmente legata allo stesso Mazzi siccome – come da lui riportato – “questa manifestazione per me ha un sapore particolare perché fui proprio io assieme a Morandi a spingere per riportarla in Rai nel 2011”.

Eurovision 2022: Sanremo

La rinomata città italiana che ospita l’omonimo Festival – ormai diventato selezione italiana per l’Eurovision e che ha visto trionfare i Måneskin – si fa avanti per ottenere l’Eurovision 2022. La candidatura arriva nientemeno che dal sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, spalleggiato inoltre dal governatore della Liguria Giovanni Toti.

Tra le motivazioni che avrebbero spinto Sanremo a candidarsi ci sarebbe proprio il fatto che i Måneskin abbiano vinto in Europa grazie solamente a Sanremo, e che il vincitore della prossima edizione di Sanremo sarà nuovamente all’Eurovision.

Ma i sanremesi hanno anche cercato nei propri archivi storici, rinvenendo un fantomatico accordo siglato nel 1991 con la Rai, che affermava come la città del ponente ligure dovesse essere la location in caso di una eventuale vittoria al festival europeo.

Mancherebbero, però, tutti i requisiti richiesti dall’Eurovision (leggi qui il nostro approfondimento dedicato), a partire da una arena sufficientemente capiente (di certo non sostituibile con lo stretto dedalo di corridoi del Teatro Ariston) e da una capacità ricettiva sufficientemente elevata per accogliere una quarantina di delegazioni internazionali, centinaia di addetti ai lavori, altrettanti giornalisti e migliaia di fans.

Eurovision 2022: Firenze

E anche nel caso di Firenze scende in campo il primo cittadino Dario Nardella per proporre la città capoluogo della Toscana per ospitare l’Eurovision 2022 che il prossimo anno si terrà in Italia.

Secondo le parole di Nardella, Firenze meriterebbe onere e onore grazie alle sue doti artistiche e al suo essere “bella e funzionale”. Il messaggio che candida ufficialmente Firenze si chiude con una citazione del titolo della canzone con cui i Måneskin hanno vinto la rassegna, assicurando che “ci proveremo concretamente”.

Eurovision 2022: da Reggio Emilia a Rimini

Dopo Matteo Lepore per Bologna, è Luca Vecchi, sindaco di Reggio Emilia, a candidare un’altra città emiliana ad ospitare l’Eurovision 2022.

Una proposta avallata dal consigliere comunale Dario De Lucia, che ha riconosciuto nell’evento un potenziale volano per l’economia e il turismo locale. “Abbiamo l’Arena Campovolo che può ospitare il festival, collegamenti autostradali e ferroviari ad alta percorrenza, tre aeroporti (Parma, Verona e Bologna) a poca distanza”, ha commentato De Lucia. Senza tenere conto di un dettaglio importante: serve una struttura al coperto.

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Dall’Emilia alla Romagna, è Rimini a voler ottenere l’Eurovision 2022: il sindaco Andrea Gnassi ha infatti suggerito la Fiera di Rimini come possibile location per ospitare l’evento europeo, forte di eventi passati in cui – tramite treni e navette – sono stati accolti oltre 10mila spettatori in svariate occasioni di concerto. Inoltre, la città e l’intera zona possiedono una enorme capacità ricettiva che – secondo Gnassi – “rende la nostra area tra quelle potenzialmente in grado di accogliere Eurovision 2022, come poche altre in Italia”.

Il primo cittadino di Rimini assicura che insieme a istituzioni e privati verranno valutati nelle prossime settimane gli estremi per una candidatura ufficiale della città.

3 Risposte

  1. Simone ha detto:

    Milano ha il solo problema di avere un palazzetto esteticamente brutto… magari col palazzo delle scintille può già essere un diverso biglietto da visita, credo comunque che sia la favorita considerando anche i mega eventi che si appresta ad ospitare. Torino la vedo bene, bel palazzetto, logisticamente forse un pelo più complicata di Milano, ma per me è corsa tra loro 2, ricordate che quando vinse Toto e la finale venne fatta a Roma ci furono un sacco di problemi principalmente legati alla logistica ed alla viabilità, si sceglierà soprattutto la città che potrà garantire la migliore organizzazione.

  2. Ric ha detto:

    L’Arena, lo dico da veronese, purtroppo e’ impossibile. Per troppi motivi: un’eventuale copertura la snaturerebbe senza contare il “cambio di acustica”, mancanza di sedili nelle gradinate (anche con dei cuscini si usciva dal Festivalbar come dalla Traviata con il posteriore quadrato), bagni, sala stampa (la fanno a Palazzo Barbieri o in Granguardia?), viabilita’ (gia’ con una Fiera medio grande viale del lavoro e’ intasato ed e’ l’unica via dall’autostrada), parcheggi, se piove smontano tutto e si spostano in Fiera? O fanno direttamente due palchi raddoppiando i costi? Poi diciamocelo, il Catullo non e’ proprio il miglior benvenuto a Verona.
    Anche tra le 4 “papabili” io vedo Torino ben piu’ avanti delle altre 3, che ospitano regolarmente partite di basket (Milano fa anche l’Eurolega) che verrebbero sfrattate per 1 mese e mezzo. L’unico “problema e’ che la metro non ci passa, ma creare un servizio tram/bus navetta dalle stazioni credo sia abbastanza fattibile, basta che la GTT non usi i suoi tipici bus scassati :)

  3. Danilo ha detto:

    Non volevo commentare, ma regolarmente sono uscite fuori candidature a dir poco “fantasiose”. Sanremo significherebbe regalare traffico internazionale all’aeroporto di Nizza e turisti alla costa Azzurra. Poi non so se hanno idea della logistica per arrivare da Nizza a Sanremo in treno. Una follia, che dimostra sempre più che tutti ne parlano, ma pochi conoscono cosa sia necessario fare.

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